martedì 9 febbraio 2010

PACZKI à la nonna ivana


Mi sto preparando alla riunione del GIOVEDI' GRASSO, a cena saremo in quattordici...ho ricordato un dolcetto fritto polacco che si prepara proprio per questo giorno (le badanti portano anche le loro usanze!) e ho provato a fare i Paczki: fanno parte di quei cibi dell'Europa Orientale che con le varie migrazioni hanno raggiunto l'Europa Centrale e poi l'America, Stati Uniti e Canada, dove hanno avuto fortuna, e spesso continuano come tradizione anche in questi paesi!


Ci sono varie ricette, in giro, di pasta lievitata, arricchita di burro, uovo e zucchero, latte e liquore, ritagliata a disco e poi fritta, che poi va farcita con gelatine o marmellate di varia frutta, in origine si usava molto la marmellata di Rosa Canina.
Sono buoni anche senza farcitura.



Io ho fatto una pasta più povera, e ho usato metà dose di lievito, perché ho pensato che friggendo la pasta si gonfia anche senza, ma, come diceva la nonna, serve l'olio di gomito per rendere buona la pasta da friggere!
Ho anche preferito non farli troppo spessi, per avere una cottura più veloce e sicura, che l'interno sia ben cotto. In parte ho usato la mia confettura mista o savòr per farcire. La pasta risulta molto morbida e soffice.




1 uovo
50 g zucchero
50 g burro fuso
80 ml latte tiepido
300 g farina
mezza bustina di lievito secco MF
scorza di limone grattugiata

Montare uovo, zucchero e burro, aggiungere man mano la farina, alternando con il latte, fino ad avere una massa morbida,
Fare un panetto e lasciare a lievitare per un'oretta, riprendere e stendere una sfoglia alta mezzo cm (dovrebbe essere invece sul cm e mezzo!), ritagliare con lo stampino da cookies, posarli su un piano infarinato e lasciare ancora per una mezz'ora.
Scaldare in un tegame stretto ed alto del buon olio per frittura, e senza scaldare troppo cuocere i paczki per un paio di minuti per parte, finché non sono belli bruni.

Scolarli su carta da cucina.
Si possono farcire con marmellate, usando una siringa. Cospargere con zucchero a velo o fare la glassa con zucchero a velo e acqua.
Sono buoni in giornata. Io li ho messi in freezer per il Giovedì grasso

lunedì 8 febbraio 2010

TORTA CASTAGNA ARANCIA

Ancora una torta con farina 00 e farina di castagna, ne faccio spesso e sempre diverse, perché mi piace giocare con gli ingredienti che ho in casa.

Due terzi di farina bianca e un terzo di farina di castagna, 200 g totali, il resto lo si vede, non ho pesato niente, come faccio quasi sempre!







Ho tagliato a fettine la scorza dell'arancia, le ho messe in un padellino dove avevo sciolto zucchero e un po' d'acqua, e le ho glassate a caldo per alcuni minuti, poi le ho tagliate a quadrucci e semplicementi messi sulla glassa fatta con zucchero, acqua e succo di arancia-

domenica 7 febbraio 2010

INVOLTINI e STRACCETTI di TACCHINO gramolati

Un insipido petto di tacchino che acquista sapore gradevole anche per i nipotini, aggiungendo un ripieno e una gramolata.
Ho fatto gli straccetti, perché le fettine non erano più regolari per fare gli involtini, per cui ho strappato dei pezzetti, infarinati bene e fritti, poi rifiniti con la gramolata, come gli involtini




Tagliare a fettine regolari


infarinare bene e rosolare leggermente






300 g petto di tacchino + 200 g per gli straccetti
30 g parmigiano
30 g pane bianco secco
30 g mortadella vismara
1 cucchiaino prezzemolo tritatissimo
2 cucchiai di latte
olio e ajòn
Succo limone

gramolata:
buccia tritata di mezzo limone, 1.2 spicchi aglio ben tritati, prezzemolo tritato, mescolare bene-

farina per infarinare

Preparare la farcia: nel tritatutto mettere parmigiano, mortadella e pane a pezzetti e tritare. Condire con ajòn, e ammorbidire con il latte.

Tagliare la polpa in fettine rettangolari 7x12 cm circa, eventualmente batterle leggermente per aggiustare la sagoma, spalmare con un paio di cucchiaini di farcia, arrotolare e fissare con uno stecchino.
Scaldare l'olio in una larga padella, rosolarvi gli involtini ben infarinati, senza farli colorire troppo, quindi irrorarli con un po' di succo di limone, aggiungere un bicchiere di acqua calda, portare a bollore, coprire e cuocere per una ventina di minuti, verso la fine scoprire, cospargere con la gramolata, lasciare insaporire un paio di minuti e servire!


MESSAGGIO PRIVATO (non tanto!!!!!!!!) alle colleghe di PAOLA (ferrara)!




Care amiche silenti...confermo, sono davvero la zia di Paola (purtroppo per lei!!!)...

Date un segno...click commenti, in fondo a ciascun articolo: scrivere testo nella finestrella, spedire "anonimo" (segnare il cerchietto anonimo!)...confermerò!!!!!!

P.S.
Firmate pure ginecologia!!!

Un abbraccio da zia ivana, in questo caso!!!

venerdì 5 febbraio 2010

Un breve viaggio, un pranzo : "ARCOBALENO"...ristorante e locanda

Il cielo è grigio, minaccia pioggia; la neve ancora imbianca a chiazze la campagna intorno, le case al bordo della strada hanno un aspetto livido...stiamo attraversando una zona artigianale discontinua, che definisce le periferie di paesi e cittadine, intercalate da ampi tratti di campagna, con distese di campi che a primavera offriranno uno scenario verde, fiorente e pieno di promesse di frutti e messi..questa è la pianura emiliano-romagnola, con una realtà agricola eccellente, in parallelo con la realtà di grande interesse artigianale, industriale e mercantile!
Per non parlare della ricchezza culturale e artistica
Lugo è una cittadina immersa in questa terra della Bassa Romagna, in provincia di Ravenna, la conosciamo da alcuni anni, ci si va per necessità, ci è famigliare la sua atmosfera discreta. Conosciamo il largo anello industrioso che la circonda, penetriamo nelle sue larghe vie periferiche dalle case non tanto alte, una sequenza di negozietti, laboratori, uffici, mercatini, per arrivare al cuore della cittadina, con l'imponente Rocca, che è il biglietto da visita, che ci fa intuire storia, personaggi, avvenimenti del passato, che mi stimola a cercare notizie, informazioni, testimonianze!

Un ambiente discreto, gradevole!
INTERNO Sala Pranzo





magnifi piatti di Ceramica Faenza





spaghetti al tonno


Faraona arrosto


seppie e piselli, con polenta



CASTAGNOLE dolcetti fritti di Carnevale


SFRAPPOLE all'Alchermes



Poche ore, oggi,per permetterci un giro tranquillo a piedi per Lugo, perché l'appuntamento ci impegna per parecchio, e non resta che tornare alla macchina e rifare la strada per il ritorno a casa!

E' mezzogiorno e di nuovo, come quasi due anni fa, d'estate allora, vediamo la targa dell'"ARCOBALENO", un ristorante locanda di un piccolo comune ravennate, Sant'Agata sul Santerno, confinante con la cittadina di Lugo...e il santo di oggi è proprio Sant' Agata...
Il ristorante è nella periferia artigianale, circondato da stabilimenti, centri commerciali, magazzini, con traffico intenso che gli passa radente, convulso nelle ore di punta...il piccolo parcheggio è sempre pieno, la lavagna col menu del giorno scritto col gessetto, attira viaggiatori, camionisti e gente come noi, senza pretese!
Un locale che rasserena, colori caldi, ma non sfarzosi, dignità, pulizia e discrezione!
Mi piace il cibo, casalingo quel tanto che non stanca, ben presentato, secondo i canoni nostrani...mi piace curiosare al tavolo centrale con il buffet, non sovraccarico, ma allettante, o al tavolo dei dolci, che oggi offre le sfrappole all'alchermes, che non conoscevo, le castagnole fritte, che creano atmosfera di Carnevale, la crostata alla confettura che non manca mai!
Non mi resta che mettere le foto dei piatti semplici che abbiamo ordinato...eravamo di fretta, poi la sera ci aspettava la festicciola per il compleanno di Agnese, quindi abbiamo rinunciato a fare una sosta più lunga, per conoscere meglio la cucina!!!
Ripasseremo senz'altro!!!!

Ristorante Locanda Arcobaleno
Via San Vitale,5
SANT'AGATA S/S (RA)

giovedì 4 febbraio 2010

CIAMBELLINE al rosmarino



L'ideuzza di oggi!!!
Tutte le settimane preparo un paio di crostate o pie o torte salate, utilizzando la mia solita brisée,
500 g farina 0------- 250 g burro freddo--- un pizzico di bicarbonato---- e acqua frizzante fredda,
lavoro l'impasto nel robot, velocemente, per non surriscaldare il burro.



Crostata di cipolla e crema cm 28 diametro
6 crostatine cm 12 con cipolla, crema e mortadella
e dodici ciambelline con la brisée avanzata, condita con aghetti di rosmarino tritati e pepe nero macinato al momento
Queste ciiambelline sono risultate buonissime...le rifarò presto, mi sa!!!!


mercoledì 3 febbraio 2010

CIAMBELLA cocco, yoghurt, mela



La ciambellotta di questa settimana mi ha sgomberato un po'!
Rimasugli di yoghurt, cocco, farina, una mezza mela nel portafrutta, mezzo limone, e intanto che preparavo il mio pane allo strutto e integrale, l'ho imbastita alla meglio... non ho aspettato la colazione di domattina, e una fetta me la sono mangiata a merenda!!!! Un sapore davvero delizioso



140 g farina 00
30 g sfarinato di cocco secco
100 g zucchero
2 uova
1 tazzina da caffè di olio evo (ho solo quello)
mezzo vasetto di yoghurt intero
mezza mela golden delicious grande
noce moscata
1/2 bustina lievito per dolci
scorza e un po' di succo di limone


Separare i tuorli dagli albumi, montare gli albumi a neve con le fruste elettriche, aggiungendo alcune gocce di limone e alla fine anche un cucchiaio di zucchero.
Montare in un'altra ciotola i tuorli con il restante zucchero, aggiungere yoghurt e olio sempre sbattendo con le fruste; mescolare il lievito e la noce moscata alla farina, setacciare sopra la ciotola e mescolare bene, aggiungere il cocco.
Delicatamente incorporare la meringa.
Versare la crema densa in uno stampo da 20 cm di diametro foderato con carta da forno. Tagliare la mela a spicchi sottili, spruzzarli di limone, poi disporli a raggiera sulla torta, spolverarle di zucchero e cuocere a 170°C per 30 minuti!
Raffreddare e cospargere con zucchero a velo.






Il PANE ALLO STRUTTO; INTEGRALE eccolo qua