
La Farina di castagne
A metà autunno i montanari scendevano in pianura a vendere o scambiare i loro prodotti.
I nostri contadini aspettavano questi scambi, e così si passava l’inverno variando dalla polenta di granturco a quella di castagna, dalla minestra coi fagioli a quella con le castagne secche ammollate, o il riso alle castagne, dalla brazadèla delle occasioni festive, alla mistocchina improvvisata, ai ditali di farina tostati sulla piastra della cucina economica, ai papazzini….
Interessante era la purea che si otteneva bollendo le castagne secche, che serviva come ripieno per i dolci natalizi, le raviole dolci o sabadoni fritti nello strutto o, in versione arricchita nell’impasto e negli ingredienti, al forno!
Dalle nostre parti usava fare la pattona, o torta di farina di castagne, che si poteva distinguere in versione dei ricchi e quella dei poveri, e senz’altro immaginate come possano essere state.
La pattona era un vero mattone per me, mi faceva venire bruciore di stomaco, era massiccia, umida, preferivo farmi i miei fraticelli sulla cucina, pressavo ben bene la farina nei ditali del cestino da lavoro, li appoggiavo sul piano rovente della cucina economica, aspettavo il momento del profumo, poi li capovolgevo e ne uscivano delle belle torrette compatte, leggermente tostate, da leccarsi le dita!
La preparazione dei papazzini era appannaggio della nonna di casa (io non l’avevo, ma c’era una speciale zia di mio padre che viveva con noi, della quale ricordo sapori meravigliosi, ma come faceva le sue ricette mica tanto, purtroppo!), qui si doveva dosare bene la composizione della crema, per avere delle belle frittelline piatte…altri invece le facevano gonfie, arricchite con uvetta.
Questo, invece, è il mio castagnaccio, alto un cm o poco più, bello asciutto, quasi croccante...che mi fa dimenticare la pesante pattona della mia infanzia



300 g farina di castagne
30 g pinoli
40 g zucchero
100 g latte tiepido + acqua q.b.
Sale, noce moscata,rosmarino
Olio per il fondo e per la superficie
In una terrina mescolare farina e zucchero, aggiungere sale, noce moscata poi mescolando con una frusta versare latte acqua, finché non è tutto liscio e scende a nastro; aggiungere anche i pinoli (a piacere altra frutta solo secca).
Oliare bene la carta da forno per la teglia d’alluminio rotonda di 26-28 cm di diametro, pareggiare la crema, oliare e infiocchettare con ciuffi di rosmarino.
Cuocere per 25-30 minuti a 180°, finché la superficie non presenta tutte delle crepe!
















































