Cucinario, perché? Un nome che richiama il ricettario dei nostri nonni, le attività consuete nelle cucine, enormi, con tanti componenti delle famiglie di una volta.... Cucinario era forse qualcosa non proprio di scritto...... Il mio cucinario riporta ricette realizzate in una piccola cucina di oggi da una nonna curiosa dei cibi, tradizionali e non. Ricette e Immagini di nonna ivana.
domenica 30 novembre 2008
LINGUA VITELLONE, in SALSA VERDE SEMPLICE
Ecco la lingua, servita con la salsa verde semplice fredda e la salsa del suocero piccante calda ( a piacere si poteva servire la lingua fredda o calda...io l'ho servita calda da secondo piatto!)

Un bel pezzo di lingua di vitellone, circa 800 g, della parte posteriore, lessarla per due ore circa in acqua salata, con 1 cipolla, 1 carota, sedano, gocce di limone. Dopo cotta togliere gli eventuali resti della patina ruvida della lingua, levarla dal brodo e farla raffreddare. Ho gettato il brodo di cottura!


Ancora festa in famiglia: passiamo alla salsa che mi è stata richiesta dai figli, che più semplice non si può!
Nessuna spezia, nè capperi, né acciuga.....

ma solo: prezzemolo, mollica di pane bianco, un albume sodo, aceto di vino rosso di casa, olio extra vergine d'oliva, sale.

Tritare con la moulinette manuale il prezzemolo.
Mettere la mollica nella tazza con l'aceto, poi sgocciolarla e schiacciarla con l'albume tritato con una forchetta, salare e versare l'olio, mescolando bene. Deve coprire a filo la superficie-
L'ho preparata appositamente per la lingua lessata.

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Un bel pezzo di lingua di vitellone, circa 800 g, della parte posteriore, lessarla per due ore circa in acqua salata, con 1 cipolla, 1 carota, sedano, gocce di limone. Dopo cotta togliere gli eventuali resti della patina ruvida della lingua, levarla dal brodo e farla raffreddare. Ho gettato il brodo di cottura!


Ancora festa in famiglia: passiamo alla salsa che mi è stata richiesta dai figli, che più semplice non si può!
Nessuna spezia, nè capperi, né acciuga.....

ma solo: prezzemolo, mollica di pane bianco, un albume sodo, aceto di vino rosso di casa, olio extra vergine d'oliva, sale.

Tritare con la moulinette manuale il prezzemolo.
Mettere la mollica nella tazza con l'aceto, poi sgocciolarla e schiacciarla con l'albume tritato con una forchetta, salare e versare l'olio, mescolando bene. Deve coprire a filo la superficie-
L'ho preparata appositamente per la lingua lessata.

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sabato 29 novembre 2008
tortelliniiiiiii!!!!!!
Vedi anche qui la sua storia
e qui
I Tortellini sono una tipica pasta all'uovo ripiena, di antica tradizione bolognese e dintorni, naturalmente nel tempo si è allargato molto il suo consumo al difuori dellla regione...in tutto il mondo!
Il classico piatto di tortellini in brodo! I puristi della cucina tipica li gustano solo in questa maniera!
Testo e foto di ivanasetti!

In fase di confezione!

Riporto qui il mio contributo che avevo pubblicato nel forum di Gennarino
In certe famiglie vige il "must" del tortellino secondo i dettami antichi, senz'altro datati a parecchi decenni prima, dai quali non ci si è distaccati!
Qui vediamo passo passo la "filiera" della esecuzione casalinga:
Il tutto è ambientato in una casa del seicento, che mantiene le caratteristiche architettoniche originali, è casa privata, di campagna, appartiene a mia sorella ed io per ricerche culinarie ho proprio l'apporto giusto.
Il ripieno qui da noi oggigiorno lo si acquista dal salumiere, al super, anche dal macellaio, i quali "rigano dritto", altrimenti perdono la clientela!
Ma se si dovesse fare in casa, prendiamo la "summa" delle ricette di tortellino, quale è quella conservata, registrata ufficialmente alla Camera di Commercio, con tutti i crismi della consorteria dei cuochi preposti a tale selezione.
INGREDIENTI:
Per quattro persone 100 g di Lonza di maiale. 35 g di Prosciutto di Modena. 35 g di Mortadella dr Bologna. 60 g di Parmigiano Reggiano. (consigliato da 24 mesi) 1-2 uovo, sale e noce moscata q.b.
PREPARAZIONE del RIPIENO:
Tagliare la lonza di maiale prima trasversalmente, poi a piccoli quadretti, scottarla in una padella antiaderente, scaldata in precedenza, mescolandola bene, in modo che si formi una crosta bianca su tutti i lati. Questo procedimento è utile perché così facendo, i succhi della lonza non fuoriescono, quindi rimane più gustosa. Il prosciutto e la mortadella vanno tagliati a fette spesse un cm, poi a listelli. Quando la lonza si è raffreddata va macinata insieme al prosciutto con un tritacarne (0,6 mm), alternando lonza e prosciutto in modo da ottenere una prima miscelazione, effettuare un secondo passaggio nel tritacarne aggiungendo la mortadella, per avere un composto più omogeneo.
Dopo avere ottenuto un composto ben amalgamato, si aggiunge il formaggio e le uova, il numero dipende dalla consistenza del ripieno.
La sfoglia o pasta all'uovo emiliana è sempre preparata con 100 g di farina 0 per ogni uovo di gallina.

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e qui
I Tortellini sono una tipica pasta all'uovo ripiena, di antica tradizione bolognese e dintorni, naturalmente nel tempo si è allargato molto il suo consumo al difuori dellla regione...in tutto il mondo!
Il classico piatto di tortellini in brodo! I puristi della cucina tipica li gustano solo in questa maniera!
Testo e foto di ivanasetti!

In fase di confezione!
Riporto qui il mio contributo che avevo pubblicato nel forum di Gennarino
In certe famiglie vige il "must" del tortellino secondo i dettami antichi, senz'altro datati a parecchi decenni prima, dai quali non ci si è distaccati!
Qui vediamo passo passo la "filiera" della esecuzione casalinga:
Il tutto è ambientato in una casa del seicento, che mantiene le caratteristiche architettoniche originali, è casa privata, di campagna, appartiene a mia sorella ed io per ricerche culinarie ho proprio l'apporto giusto.
Il ripieno qui da noi oggigiorno lo si acquista dal salumiere, al super, anche dal macellaio, i quali "rigano dritto", altrimenti perdono la clientela!
Ma se si dovesse fare in casa, prendiamo la "summa" delle ricette di tortellino, quale è quella conservata, registrata ufficialmente alla Camera di Commercio, con tutti i crismi della consorteria dei cuochi preposti a tale selezione.
INGREDIENTI:
Per quattro persone 100 g di Lonza di maiale. 35 g di Prosciutto di Modena. 35 g di Mortadella dr Bologna. 60 g di Parmigiano Reggiano. (consigliato da 24 mesi) 1-2 uovo, sale e noce moscata q.b.
PREPARAZIONE del RIPIENO:
Tagliare la lonza di maiale prima trasversalmente, poi a piccoli quadretti, scottarla in una padella antiaderente, scaldata in precedenza, mescolandola bene, in modo che si formi una crosta bianca su tutti i lati. Questo procedimento è utile perché così facendo, i succhi della lonza non fuoriescono, quindi rimane più gustosa. Il prosciutto e la mortadella vanno tagliati a fette spesse un cm, poi a listelli. Quando la lonza si è raffreddata va macinata insieme al prosciutto con un tritacarne (0,6 mm), alternando lonza e prosciutto in modo da ottenere una prima miscelazione, effettuare un secondo passaggio nel tritacarne aggiungendo la mortadella, per avere un composto più omogeneo.
Dopo avere ottenuto un composto ben amalgamato, si aggiunge il formaggio e le uova, il numero dipende dalla consistenza del ripieno.
La sfoglia o pasta all'uovo emiliana è sempre preparata con 100 g di farina 0 per ogni uovo di gallina.

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venerdì 28 novembre 2008
al Giglio...il G. aveva ordinato 'sta cena qua!
Torta con frutta fresca

Il G. ha ordinato una cena che sembra pesantuccia (eufemismo!!!), ma non potete immaginare...nessuno ha avuto problemi a livello gastrico..Qui di seguito metto solo l'essenziale, l'antipasto era la stria alla pancetta, mica poteva mancare, verdure grigliate per contorno, vini della zona rosso Lambrusco e Bianco di Castelfranco (qui andiamo sul comune);
il finale: torta di frutta, con base di sfoglia, crema, strati di frutta fresca e panna
Liquore di liquerizia, limoncello, caffè....e il conto, onesto anche quello!!!!
Agnolotti con cipolla Tropea e speck!

Bigoli al torchio, buoni da svenire, piccanti e odorosissimi!

una grigliata mista, robusta e gustosa!

Saporite e piccanti scaloppine (modenesi le chiamo io!)

una montagna di patate fritte

Ci è piaciuto moltissimo...soprattutto era piacevole l'atmosfera e l'armonia, eravamo in sedici...e per fortuna che io ero all'altro capo della tavola e il G. non poteva controllare me!!!!
Il posto è realmente famigliare, discreto, comodo, senza fronzoli, due belle sale da pranzo...fuori avevamo meno due gradi, ma dentro si stava benissimo!!!!
Grazie a TIZIANO! Complimenti e a rivederci!!!!

Il G. ha ordinato una cena che sembra pesantuccia (eufemismo!!!), ma non potete immaginare...nessuno ha avuto problemi a livello gastrico..Qui di seguito metto solo l'essenziale, l'antipasto era la stria alla pancetta, mica poteva mancare, verdure grigliate per contorno, vini della zona rosso Lambrusco e Bianco di Castelfranco (qui andiamo sul comune);
il finale: torta di frutta, con base di sfoglia, crema, strati di frutta fresca e panna
Liquore di liquerizia, limoncello, caffè....e il conto, onesto anche quello!!!!
Agnolotti con cipolla Tropea e speck!

Bigoli al torchio, buoni da svenire, piccanti e odorosissimi!

una grigliata mista, robusta e gustosa!

Saporite e piccanti scaloppine (modenesi le chiamo io!)

una montagna di patate fritte

Ci è piaciuto moltissimo...soprattutto era piacevole l'atmosfera e l'armonia, eravamo in sedici...e per fortuna che io ero all'altro capo della tavola e il G. non poteva controllare me!!!!
Il posto è realmente famigliare, discreto, comodo, senza fronzoli, due belle sale da pranzo...fuori avevamo meno due gradi, ma dentro si stava benissimo!!!!
Grazie a TIZIANO! Complimenti e a rivederci!!!!
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Thanksgivingday privato...per G.!!!
Va be', scusate la botta di autoincensamento, ma ringraziare per la vita che ancora abbiamo...è doveroso!
Compleanno del G. con sedici amici alla nostra trattoria del cuore!!!!

Compleanno del G. con sedici amici alla nostra trattoria del cuore!!!!

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giovedì 27 novembre 2008
BATTISTI versus....G. il dilemma!
Oggi proprio due eventi:
Il G. compie gli anni...e stasera cena con gli amici, così manchiamo a un appuntamento che mi premeva!!!
Nella Sala Oratorio Parrocchiale a Palata Pepoli viene presentato il libro
"Battisti, la vita, le canzoni, il mistero" di L. Turrini...conversazione con l'autore!!
Che peccato che non ho il dono dell'ubiquità!!
Qualche amico ci può andare...il posticino è accogliente e vi sono delle persone simpatiche e...in gamba!!!!!!
P.S.
Happy Birthday, my dear G.
Il G. compie gli anni...e stasera cena con gli amici, così manchiamo a un appuntamento che mi premeva!!!
Nella Sala Oratorio Parrocchiale a Palata Pepoli viene presentato il libro
"Battisti, la vita, le canzoni, il mistero" di L. Turrini...conversazione con l'autore!!
Che peccato che non ho il dono dell'ubiquità!!
Qualche amico ci può andare...il posticino è accogliente e vi sono delle persone simpatiche e...in gamba!!!!!!
P.S.
Happy Birthday, my dear G.
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mercoledì 26 novembre 2008
Il giardino di pietra....Nonantola...museo
Il cancello è aperto...è un pomeriggio domenicale così dolce, con un sole generoso di inizio novembre, estate allegorica di San Martino..che lui si sente attirato ad entrare.
I sentieri ghiaiati sono morbidi per il manto di foglie cadute, i rami quasi spogli degli alti platani proiettano le scarne ombre a ghirigoro sul prato...non c'è nessuno, il dopopranzo impigrisce la gente davanti a uno schermo, in salotto, i bimbi chissà dove sono, questo è un parco della memoria, il parco del passato.
Con riconoscenza si avvicina ai bianchi petrosi cippi, posa la mano sulla fredda parete ruvida, accarezza le tracce labili di lettere, segue le volute di stemmi corrosi dal tempo o erosi dalle mani di potenti che cancellavano le precedenti simbologie.
Come la sua ragione che, labile, non registra più la continuità della memoria quotidiana, con le macchie oscure che la impigliano in una follia senile, così questi cippi bianchi sono i frammentari testimoni di un passato di storia.
La forma di ognuno indica una funzione, ogni iscrizione rivela dei dati storici, ogni stemma è un documento.
Di che cosa? Sulla panchina di ferro, che sembra persino umida, sosta un momento, incerto, e scava, invano, con ansia e fatica, nel blob della sua mente!
E' riconoscente, questo è il sentimento più riconoscibile...sa che c'è qualcuno che scava nel passato storico, che porta qui ciò che il territorio ha tenuto nascosto nello strato di terra, nelle antiche strutture, nelle chiese, nelle strade, nei ruderi di castelli, nei conventi.....e lo sguardo s'alza alla imponente Torre dei Bolognesi, e nel controluce sente fondersi qualcosa dentro.....
Il Museo Nuovo del Territorio è là, sicuro.
Guarda allora al cancello d'entrata e, tremando, va incontro a Maria, la sua badante polacca.
http://www.museodinonantola.it/torre_bolognesi.html






I sentieri ghiaiati sono morbidi per il manto di foglie cadute, i rami quasi spogli degli alti platani proiettano le scarne ombre a ghirigoro sul prato...non c'è nessuno, il dopopranzo impigrisce la gente davanti a uno schermo, in salotto, i bimbi chissà dove sono, questo è un parco della memoria, il parco del passato.
Con riconoscenza si avvicina ai bianchi petrosi cippi, posa la mano sulla fredda parete ruvida, accarezza le tracce labili di lettere, segue le volute di stemmi corrosi dal tempo o erosi dalle mani di potenti che cancellavano le precedenti simbologie.
Come la sua ragione che, labile, non registra più la continuità della memoria quotidiana, con le macchie oscure che la impigliano in una follia senile, così questi cippi bianchi sono i frammentari testimoni di un passato di storia.
La forma di ognuno indica una funzione, ogni iscrizione rivela dei dati storici, ogni stemma è un documento.
Di che cosa? Sulla panchina di ferro, che sembra persino umida, sosta un momento, incerto, e scava, invano, con ansia e fatica, nel blob della sua mente!
E' riconoscente, questo è il sentimento più riconoscibile...sa che c'è qualcuno che scava nel passato storico, che porta qui ciò che il territorio ha tenuto nascosto nello strato di terra, nelle antiche strutture, nelle chiese, nelle strade, nei ruderi di castelli, nei conventi.....e lo sguardo s'alza alla imponente Torre dei Bolognesi, e nel controluce sente fondersi qualcosa dentro.....
Il Museo Nuovo del Territorio è là, sicuro.
Guarda allora al cancello d'entrata e, tremando, va incontro a Maria, la sua badante polacca.
http://www.museodinonantola.it/torre_bolognesi.html






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Is it true? Lucrezia Borgia portrait of Dosso Dossi?
http://www.guardian.co.uk/artanddesign/2008/nov/25/portrait-lucrezia-borgia-australia
ma lo sapete che le tagliatelle capelli d'angelo, che nelle nostre case da secoli la massaia taglia con estrema maestria, finissimi, (io non ci sono mai riuscita!!!!) erano stati ispirati dalla bionda chioma di Lucrezia Borgia, che viveva a Ferrara, sposa al Duca d'Este?
Va be'...qualcosa di buono lo ha ispirato pure!!!!!
ma lo sapete che le tagliatelle capelli d'angelo, che nelle nostre case da secoli la massaia taglia con estrema maestria, finissimi, (io non ci sono mai riuscita!!!!) erano stati ispirati dalla bionda chioma di Lucrezia Borgia, che viveva a Ferrara, sposa al Duca d'Este?
Va be'...qualcosa di buono lo ha ispirato pure!!!!!
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G.'s menu mercoledì, oggi a pranzo
Buon appetito anche a voi!
Oggi, al mio convento, il G. ha preparato questo:
gramigna crevalcorese pura, pesce di mare al forno e insalata mista.
Un caffè decaffeinato, due blocchettini di ciocco fondente, mandarini e mela!!!!

Oggi, al mio convento, il G. ha preparato questo:
gramigna crevalcorese pura, pesce di mare al forno e insalata mista.
Un caffè decaffeinato, due blocchettini di ciocco fondente, mandarini e mela!!!!

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martedì 25 novembre 2008
Strudel verza,mela,speck
Una cena golosa!
Buona giornata a tutti!!!

Strudel con verza mela, patata, speck e prosciutto di Praga, parmigiano in abbondanza: un piatto unico per la cena di ieri sera...il lunedì svuoto sempre il frigo!!!!!



Strudel con verza, mela speck patate formaggio
Qui siamo proprio in operazione svuota frigo del lunedì!
150 g farina 00
1 cucchiaio olio
sale, acqua normale.
350 g interno bianco della verza, nettato
1 cipolletta
1 spicchio aglio
mezza costola sedano
mezza mela fuji a dadini
50 g speck tritato
succo di limone
olio, sale, pepe
1 cucchiaio di pane grattugiato
50 g prosciutto Praga avanzo
150 g patata lessata a dadini
sale, pepe
50 g parmigiano a scaglie
Fare un panetto non troppo sodo e lasciare riposare anche due ore
Ttritare aglio cipolla sedano e imbiondirli nell'olio in una padella, aggiungere la verza, succo di limone, cuocere per 20-30 minuti, aggiungere i dadini di mele e lo speck, salare e pepare e cuocere per una decina di minuti.
Fare raffreddare.
Tagliare a tocchetti le patate lesse,a strisce le fette di Praga e preparare le scaglie di parmigiano.
Stendere la sfoglia da strudel sottilissima, su un telo infarinato leggermente, spennellare con olio o burro fuso, cospargere di pane grattugiato, coprire con il ragù di verza, disporre le strisce di Praga, le patate a tocchetti e il formaggio. Arrotolare aiutandosi con il telo, spennellare anche la superficie con olio, dopo che lo si è sistemato sulla carta da forno in una teglia cm 30 x 21
Cuocere in forno ventilato, preriscaldato a 170°, per un 20 minuti nella grata inferiore, poi altri 15 minuti sulla grata superiore!
E' buono tiepido...ho accompagnato con una salsa provenzale.
Buona giornata a tutti!!!

Strudel con verza mela, patata, speck e prosciutto di Praga, parmigiano in abbondanza: un piatto unico per la cena di ieri sera...il lunedì svuoto sempre il frigo!!!!!



Strudel con verza, mela speck patate formaggio
Qui siamo proprio in operazione svuota frigo del lunedì!
150 g farina 00
1 cucchiaio olio
sale, acqua normale.
350 g interno bianco della verza, nettato
1 cipolletta
1 spicchio aglio
mezza costola sedano
mezza mela fuji a dadini
50 g speck tritato
succo di limone
olio, sale, pepe
1 cucchiaio di pane grattugiato
50 g prosciutto Praga avanzo
150 g patata lessata a dadini
sale, pepe
50 g parmigiano a scaglie
Fare un panetto non troppo sodo e lasciare riposare anche due ore
Ttritare aglio cipolla sedano e imbiondirli nell'olio in una padella, aggiungere la verza, succo di limone, cuocere per 20-30 minuti, aggiungere i dadini di mele e lo speck, salare e pepare e cuocere per una decina di minuti.
Fare raffreddare.
Tagliare a tocchetti le patate lesse,a strisce le fette di Praga e preparare le scaglie di parmigiano.
Stendere la sfoglia da strudel sottilissima, su un telo infarinato leggermente, spennellare con olio o burro fuso, cospargere di pane grattugiato, coprire con il ragù di verza, disporre le strisce di Praga, le patate a tocchetti e il formaggio. Arrotolare aiutandosi con il telo, spennellare anche la superficie con olio, dopo che lo si è sistemato sulla carta da forno in una teglia cm 30 x 21
Cuocere in forno ventilato, preriscaldato a 170°, per un 20 minuti nella grata inferiore, poi altri 15 minuti sulla grata superiore!
E' buono tiepido...ho accompagnato con una salsa provenzale.
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lunedì 24 novembre 2008
ELENA in SUDAMERICA Buenos Aires
Comincia l'avventura infinita di Elena, che avete già incontrato qui.
E' mia nipote...e, se non l'avete capito, ama i viaggi, ma mica quelli dietro l'angolo!
E' di nuovo in compagnia con Jelena, croata.
Quattro mesi in quattro stati del Sudamerica. Da giovedì scorso a BA e da domani voleranno verso Usuhaia, la città che in questi mesi mi ha intrigato con la storia degli emigranti bolognesi, che vi arrivarono giusto 60 anni fa, per portare il loro contribuito alla sua costruzione.
Plaza de Mayo durante la manifestazione delle Madres

ballerini di tango per strada

palazzo de El Caminito, quartiere La Boca

ristorantino in cui ci siamo fermate a mangiare

"""......Buenos Aires, dove siamo da cinque caldissimi e soleggiati giorni, mi ha conquistato!
La prima cosa é l'aria: c'é un vento rigenerante e costante che pulisce l'aria, ti avvolge e ti fa respirare fin da subito un'atmosfera nuova, energica e frizzante. Si capisce immediatamente che da queste parti la vita non scorre lenta, ma su ritmi piú vivi e vitali, senza mai essere eccessivi. Infatti il tempo per divertirsi non manca mai, perché se la giornata é scandita da tempi precisi, dal tramonto inizia un nuovo giorno, fatto di movida latina e voglia di divertirsi! Le strade si riempiono di artisti, a volte veri talenti, che con musica, balli e colori (e, naturalmente, tanto tango!) fanno sí che il ritmo non si fermi mai.
La cittá é bellissima, un posto in cui potrei vivere, perche´ pur essendo molto europea in quanto ad organizzazione e servizi, ha un'anima piú trasgressiva e solare delle nostre cittá, quasi fosse meno perbenista.
In questi giorni abbiamo camminato tantissimo: viene facile far passare intere giornate percorrendo i viali che formano la pianta regolare della cittá e fermandosi nei tanti parchi pubblici, qui ci sono alberi ovunque e sono bellissimi quelli a fiori viola che danno una nota di colore acceso in contrasto coi palazzi bianchi.
Abbiamo visitato la zona del Microcentro, passeggiando per le strade pedonali attraverso negozi di lusso e mercatini improvvisati di strada; siamo state al quartiere Palermo, con i negozi dai muri colorati e con le case della nuova borghesia.
E siamo state a Plaza de Mayo, il giovedí pomeriggio, per l'appuntamento che da oltre trent'anni riunisce le Madres dei Desaparecidos, migliaia di giovani scomparsi, ma di certo non dimenticati. Siamo state in silenzio a guardare la processione di queste donne coraggiose, che per prime hanno sfidato pubblicamente il regime degli anni '70 mostrando il proprio volto e quello dei loro familiari inghiottiti dagli orrori della dittatura. Ho parlato un po', nel mio spagnolo stentato, con una delle Madres, per capire quale sia la situazione attuale dei processi in corso, e se non mi fossi commossa al punto di stare per piangere forse sarei rimasta di piú a parlare...
Domenica invece siamo arrivate, passeggiando per strade deserte, fino a La Boca, un quartiere popolare che ci é piaciuto subito. Ci sono palazzi coloratissimi, negozietti carini e mercati di strada, artisti e suonatori ovunque.
Nell'esplorare la zona de El Caminito siamo finite a mangiare in un ristorantino (forse abusivo) ricavato in un giardino, con tavolini dipinti a mano e sedie spaiate, alberi tutto intorno e una griglia all'aperto dove cuocere chili di carne.
Io naturalmente ho sbagliato continente: da quando sono tornata dall'Asia digerisco solo riso e verdure, quindi ora sono ancora piú ridicola come vegetariana nel Paese in cui si mangia piú carne.
Jelena invece ha trovato la sua dimensione: la birra si vende solo a litri, é buona e costa poco, ovunque si trovano panini farciti di ottima carne e le sigarette costano pochissimo!
Il tempo é una meraviglia! Il sole é sempre alto nel cielo fino alle 9 di sera, ci sono almeno 30 gradi e un vento costante che rende meno faticose le nostre interminabili camminate alla scoperta della cittá.
Siamo alloggiate in un ostello in pieno centro, ricavato da un palazzo ottocentesco in puro stile spagnolo, con ampie stanze, soffitti altissimi, lunghi corridoi e scalinate a conchiglia.
La prossima meta é la Tierra del Fuego: domattina voliamo ad Ushuaia, per cominciare, dalla fine del mondo, il nostro viaggio a nord attraverso la Patagonia costeggiando le Ande......."""
E' mia nipote...e, se non l'avete capito, ama i viaggi, ma mica quelli dietro l'angolo!
E' di nuovo in compagnia con Jelena, croata.
Quattro mesi in quattro stati del Sudamerica. Da giovedì scorso a BA e da domani voleranno verso Usuhaia, la città che in questi mesi mi ha intrigato con la storia degli emigranti bolognesi, che vi arrivarono giusto 60 anni fa, per portare il loro contribuito alla sua costruzione.
Plaza de Mayo durante la manifestazione delle Madres
ballerini di tango per strada
palazzo de El Caminito, quartiere La Boca
ristorantino in cui ci siamo fermate a mangiare
"""......Buenos Aires, dove siamo da cinque caldissimi e soleggiati giorni, mi ha conquistato!
La prima cosa é l'aria: c'é un vento rigenerante e costante che pulisce l'aria, ti avvolge e ti fa respirare fin da subito un'atmosfera nuova, energica e frizzante. Si capisce immediatamente che da queste parti la vita non scorre lenta, ma su ritmi piú vivi e vitali, senza mai essere eccessivi. Infatti il tempo per divertirsi non manca mai, perché se la giornata é scandita da tempi precisi, dal tramonto inizia un nuovo giorno, fatto di movida latina e voglia di divertirsi! Le strade si riempiono di artisti, a volte veri talenti, che con musica, balli e colori (e, naturalmente, tanto tango!) fanno sí che il ritmo non si fermi mai.
La cittá é bellissima, un posto in cui potrei vivere, perche´ pur essendo molto europea in quanto ad organizzazione e servizi, ha un'anima piú trasgressiva e solare delle nostre cittá, quasi fosse meno perbenista.
In questi giorni abbiamo camminato tantissimo: viene facile far passare intere giornate percorrendo i viali che formano la pianta regolare della cittá e fermandosi nei tanti parchi pubblici, qui ci sono alberi ovunque e sono bellissimi quelli a fiori viola che danno una nota di colore acceso in contrasto coi palazzi bianchi.
Abbiamo visitato la zona del Microcentro, passeggiando per le strade pedonali attraverso negozi di lusso e mercatini improvvisati di strada; siamo state al quartiere Palermo, con i negozi dai muri colorati e con le case della nuova borghesia.
E siamo state a Plaza de Mayo, il giovedí pomeriggio, per l'appuntamento che da oltre trent'anni riunisce le Madres dei Desaparecidos, migliaia di giovani scomparsi, ma di certo non dimenticati. Siamo state in silenzio a guardare la processione di queste donne coraggiose, che per prime hanno sfidato pubblicamente il regime degli anni '70 mostrando il proprio volto e quello dei loro familiari inghiottiti dagli orrori della dittatura. Ho parlato un po', nel mio spagnolo stentato, con una delle Madres, per capire quale sia la situazione attuale dei processi in corso, e se non mi fossi commossa al punto di stare per piangere forse sarei rimasta di piú a parlare...
Domenica invece siamo arrivate, passeggiando per strade deserte, fino a La Boca, un quartiere popolare che ci é piaciuto subito. Ci sono palazzi coloratissimi, negozietti carini e mercati di strada, artisti e suonatori ovunque.
Nell'esplorare la zona de El Caminito siamo finite a mangiare in un ristorantino (forse abusivo) ricavato in un giardino, con tavolini dipinti a mano e sedie spaiate, alberi tutto intorno e una griglia all'aperto dove cuocere chili di carne.
Io naturalmente ho sbagliato continente: da quando sono tornata dall'Asia digerisco solo riso e verdure, quindi ora sono ancora piú ridicola come vegetariana nel Paese in cui si mangia piú carne.
Jelena invece ha trovato la sua dimensione: la birra si vende solo a litri, é buona e costa poco, ovunque si trovano panini farciti di ottima carne e le sigarette costano pochissimo!
Il tempo é una meraviglia! Il sole é sempre alto nel cielo fino alle 9 di sera, ci sono almeno 30 gradi e un vento costante che rende meno faticose le nostre interminabili camminate alla scoperta della cittá.
Siamo alloggiate in un ostello in pieno centro, ricavato da un palazzo ottocentesco in puro stile spagnolo, con ampie stanze, soffitti altissimi, lunghi corridoi e scalinate a conchiglia.
La prossima meta é la Tierra del Fuego: domattina voliamo ad Ushuaia, per cominciare, dalla fine del mondo, il nostro viaggio a nord attraverso la Patagonia costeggiando le Ande......."""
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domenica 23 novembre 2008
Verza in lasagna di crespelle
Un pasticcio con ragù, verza e crespelle

avevo una bella verza, prima che G. me la mettesse alla sua maniera, in umido con la salsiccia, mi sono affrettata a impadronirmene e ho strologato come prepararla.
Mi è uscito questo piatto, mangiato come piatto unico oggi, domenica, a mezzogiorno! Era ottimo







Verza in lasagna di crespelle
Un ragù imbastito così:
200 g salsiccia fresca sbriciolata
100 g macinato bovino scelto
1 cipolletta e 1 spicchio d'aglio
1 gambo di sedano
100 g interno della verza tritato fine
1 cucchiaio di succo di limone
olio,dado granulare classico, pepe
Besciamella:
300 ml latte
30 g burro
30 g farina
sale, noce moscata
12 crespelle
40 g di parmigiano grattugiato
6 foglie esterne, private della parte dura
Preparare il ragù. Soffriggere nell'olio gli odori tritati, aggiungere la salsiccia e farla insaporire e sciogliere, mettere il macinato e fare rosolare una decina di minuti, indi aggiungere la verza tritata, mescolare bene, versare il succo di limone, poi il dado e acqua calda e cuocere per un'ora abbondante.
Preparare la besciamella, come il solito: io metto a sciogliere il burro, aggiungo la farina e mescolo sempre con la frusta, deve essere solo bionda, poi verso di colpo il latte freddo, così non vengono grumi, questa è la mia esperienza!
Salare e insaporire con la noce.
Lessare per 8-10 minuti le foglie di verza in acqua bollente salata, con gocce di limone. Scolare e risciacquare con acqua fredda, asciugare.
Ungere con burro la carta da forno per la teglia rettangolare 30 x 22 cm, fare il primo strato di crespelle, spalmare di besciamella, ragù, formaggio, secondo strato di verza, farcire, terzo strato crespelle, quarto con la verza, besciamella e tutto il ragù e coprire con le crespelle, spalmare con la restante besciamella e coprire con le foglie.
Cuocere in forno ventilato preriscaldato a 180° per una mezz'ora!

avevo una bella verza, prima che G. me la mettesse alla sua maniera, in umido con la salsiccia, mi sono affrettata a impadronirmene e ho strologato come prepararla.
Mi è uscito questo piatto, mangiato come piatto unico oggi, domenica, a mezzogiorno! Era ottimo







Verza in lasagna di crespelle
Un ragù imbastito così:
200 g salsiccia fresca sbriciolata
100 g macinato bovino scelto
1 cipolletta e 1 spicchio d'aglio
1 gambo di sedano
100 g interno della verza tritato fine
1 cucchiaio di succo di limone
olio,dado granulare classico, pepe
Besciamella:
300 ml latte
30 g burro
30 g farina
sale, noce moscata
12 crespelle
40 g di parmigiano grattugiato
6 foglie esterne, private della parte dura
Preparare il ragù. Soffriggere nell'olio gli odori tritati, aggiungere la salsiccia e farla insaporire e sciogliere, mettere il macinato e fare rosolare una decina di minuti, indi aggiungere la verza tritata, mescolare bene, versare il succo di limone, poi il dado e acqua calda e cuocere per un'ora abbondante.
Preparare la besciamella, come il solito: io metto a sciogliere il burro, aggiungo la farina e mescolo sempre con la frusta, deve essere solo bionda, poi verso di colpo il latte freddo, così non vengono grumi, questa è la mia esperienza!
Salare e insaporire con la noce.
Lessare per 8-10 minuti le foglie di verza in acqua bollente salata, con gocce di limone. Scolare e risciacquare con acqua fredda, asciugare.
Ungere con burro la carta da forno per la teglia rettangolare 30 x 22 cm, fare il primo strato di crespelle, spalmare di besciamella, ragù, formaggio, secondo strato di verza, farcire, terzo strato crespelle, quarto con la verza, besciamella e tutto il ragù e coprire con le crespelle, spalmare con la restante besciamella e coprire con le foglie.
Cuocere in forno ventilato preriscaldato a 180° per una mezz'ora!
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un nuovo portale europeo della cultura
Avete letto anche voi del nuovo sito Europeana?
Peccato che il sovraffollamento mi impedisca di entrarci...ma da quanto ho letto mi pare intetessante!
Sarà meno difficoltoso trovare immagini d'arte (almeno io ci conto: è fantastico fare dei ripassi veloci sulle arti visive, senza prendere fuori volumi dalla libreria, che poi vanno riposti, no? ), o leggere anche un libro, un saggio ecc...
Mi pare di avere letto che ha una veste sobria, non infronzolata...tanto meglio, per me la chiarezza sta proprio lì!!!
Bene, buone letture con Europeana!!!
Peccato che il sovraffollamento mi impedisca di entrarci...ma da quanto ho letto mi pare intetessante!
Sarà meno difficoltoso trovare immagini d'arte (almeno io ci conto: è fantastico fare dei ripassi veloci sulle arti visive, senza prendere fuori volumi dalla libreria, che poi vanno riposti, no? ), o leggere anche un libro, un saggio ecc...
Mi pare di avere letto che ha una veste sobria, non infronzolata...tanto meglio, per me la chiarezza sta proprio lì!!!
Bene, buone letture con Europeana!!!
sabato 22 novembre 2008
al GIGLIO una stria favolosa!
Stria alla pancetta arrotolata
Ecco, ne ho già parlato, vi ho anche mostrato la stria che ordiniamo sempre al ristorante!
Ma c'è stria e stria!
Spesso ti portano un disco di pizza vuoto, insaporito da aromi, come rosmarino, e spezie, a volte è troppo secco, altre è gnoccoso, gommoso e altro!!!

Stasera G. ha voluto andare a mangiare la pizza, anche perché vuole festeggiare il suo settantesimo con una cena (in verità lo fa tutti gli anni!!!)', saremo dai quindici e oltre...e vuol prenotare proprio in questo ristorante: al Giglio!
Io stravedo per gli argini del Panaro, non so perché, ma c'è un feeling straordinario tra me e alcuni ristoranti e trattorie che proprio si trovano a ridosso degli imponenti argini elevati del Panaro, non importa se nel Bolognese o nel Modenese!
Bene, la prima cosa ordinata è stata la stria alla pancetta, siccome è presto e la clientela non è ancora arrivata, mi avvicino al banco del "Signore della Pizza" e chiedo di poter fotografare proprio la nostra stria in esecuzione!
La macchina stendipizza fa scorrere una bella striscia di pasta morbida, le mani veloci l'afferrano e la fanno roteare in alto, sembra un bianco telo svolazzante, la aggiusta un po' col matterello infarinato, accomoda delle belle fette profumate di pancetta bolognese su metà pasta, ripiega l'altro lembo, allunga a rettangolo e con la pala la infila nel forno a legna, dove il fuoco è bello vivace a lato a destra.
Alcuni minuti da una parte, poi la pala la rivolta...e voila, è pronta!
"Il Signore della Pizza" la taglia a tranci, li depone su un piatto largo e la stria ci arriva al tavolo, fragrante e profumata.




Poi abbiamo avuto il coraggio di mangiare anche una pizza ciascuno, io alle verdure grigliate, il G. pari pari una Pizza Margherita!!!
Un bel bicchiere di lambrusco....

Abbiamo prenotato per la cena del prossimo giovedì...ho espresso al Signore della Pizza i miei complimenti e proprio belli pienotti siamo tornati a casa!
Ecco, ne ho già parlato, vi ho anche mostrato la stria che ordiniamo sempre al ristorante!
Ma c'è stria e stria!
Spesso ti portano un disco di pizza vuoto, insaporito da aromi, come rosmarino, e spezie, a volte è troppo secco, altre è gnoccoso, gommoso e altro!!!

Stasera G. ha voluto andare a mangiare la pizza, anche perché vuole festeggiare il suo settantesimo con una cena (in verità lo fa tutti gli anni!!!)', saremo dai quindici e oltre...e vuol prenotare proprio in questo ristorante: al Giglio!
Io stravedo per gli argini del Panaro, non so perché, ma c'è un feeling straordinario tra me e alcuni ristoranti e trattorie che proprio si trovano a ridosso degli imponenti argini elevati del Panaro, non importa se nel Bolognese o nel Modenese!
Bene, la prima cosa ordinata è stata la stria alla pancetta, siccome è presto e la clientela non è ancora arrivata, mi avvicino al banco del "Signore della Pizza" e chiedo di poter fotografare proprio la nostra stria in esecuzione!
La macchina stendipizza fa scorrere una bella striscia di pasta morbida, le mani veloci l'afferrano e la fanno roteare in alto, sembra un bianco telo svolazzante, la aggiusta un po' col matterello infarinato, accomoda delle belle fette profumate di pancetta bolognese su metà pasta, ripiega l'altro lembo, allunga a rettangolo e con la pala la infila nel forno a legna, dove il fuoco è bello vivace a lato a destra.
Alcuni minuti da una parte, poi la pala la rivolta...e voila, è pronta!
"Il Signore della Pizza" la taglia a tranci, li depone su un piatto largo e la stria ci arriva al tavolo, fragrante e profumata.




Poi abbiamo avuto il coraggio di mangiare anche una pizza ciascuno, io alle verdure grigliate, il G. pari pari una Pizza Margherita!!!
Un bel bicchiere di lambrusco....

Abbiamo prenotato per la cena del prossimo giovedì...ho espresso al Signore della Pizza i miei complimenti e proprio belli pienotti siamo tornati a casa!
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