domenica 27 aprile 2008

Fornace Cavallini e Trattoria


Data della costruzione della Fornace Cavallini
Testo e immagini ivanasetti
Il tipico Forno Hoffmann circolare

Particolari della struttura

Spessore imponente dei muri
Qui si passa al pranzo in trattoria "La Strana Coppia"
Taglioline al ragù di salsiccia e funghi porcini

Tagliata di manzo con formaggio e rucola

Grigliata mista con agnello

Verdure grigliate

e dulcis in fundo: dolce amore alla salsa di fragole.




Una Fornace e una Trattoria

Scendiamo dal colle del Santuario, oltrepassiamo Levizzano Rangone e, percorrendo la strada verso Castelvetro, incontriamo una insolita struttura, sulla nostra sinistra: è un Forno di Hoffmann, che si erge, bruno rossiccio, come un enorme circo di pietra, con al fianco una ciminiera alta, ma spenta.
Svoltiamo anche noi per entrare nell'ampio piazzale.
Qualche ciclista pure sta curiosando accanto alle transenne con cartelli che vietano l'ingresso, per pericolo di crollo; i pilastri, le aperture tutte intorno, caratterizzano tutta la circonferenza, da alcuni arcate aperte si vedono le pietre lavorate che giacciono ancora ammassate all'interno , mentre nella parte superiore, sotto un tetto a ombrello, le feritoie lasciano intravedere bracci di macchinari, scale di ferro e ignote forme. Silenzio tutt'intorno, anche le palazzine ai lati, che pur sembrano abitate, con qualche vaso di fiori davanti casa, una bici di bimbo a terra, un paio di macchine infilate nel porticato del forno non transennato, non offrono segni di vita!
Nella parte posteriore si ammucchiano vari materiali, in un abbandono mortale.Non mi sono mai trovata così spiazzata su una testimonianza così totale di archeologia industriale, come alla vista di questa fornace obsoleta, che ha resistito esteriormente, ma cui è stata tolta l'anima!
A Bologna si può visitare un forno Hoffmann, che però è accudito, i cui antri misteriosi si possono visitare in sicurezza, ripuliti, testimoni parlanti di un passato importante.
Qui, invece, pur essendo una costruzione della stessa epoca, della seconda metà dell'Ottocento, ci si sente intristiti davvero da tanto abbandono, da un'inerzia così assoluta.
Un richiamo invece, vivace, intrigante ci arriva dalle basse costruzioni alla sinistra del Forno Hoffmann: l'insegna " La Strana Coppia - Trattoria"
E' ancora presto, lasciamo la Fornace Cavallini dietro di noi e arriviamo in pochi minuti a Castelvetro, dove facciamo a piedi il percorso per arrivare al complesso del Borgo Antico,con Castello, Palazzi, scalinate fra verdi siepi fiorite.
Chiedo persino alla ragazza della bancarella davanti alla chiesa con i prodotti del mercato Equo e Solidale, se conosce la trattoria....vale la pena tornarci!
Rifacciamo la strada e come clienti in anticipo entriamo nella trattoria.
Una sala discreta, colori chiari, luminosi, bianco e marrone il tovagliato, bicchiere a calice normale, l'oliera comune, che serve da segnaposto, non è il massimo, mi sa persino di rancido....ma speriamo nel pasto.
Noi amiamo la cucina tradizionale, e ordiniamo sempre cose nostrane: taglioline della casa, che poi sono tipo paglia fieno, con un condimento di salsiccia e funghi porcini, un po' piccante, rosso anche di pomodoro, che forse mi hanno un po' delusa, naturale che io faccio i confronti con una tagliatella bolognese, quindi ho un altro metro per giudicare.
Poi Gianni prende una bella tagliata di manzo, carne ai ferri, cotta media, già tagliata nel piatto, ricoperta da rucola e scaglie di parmigiano, buona, dal pezzetto che mi ha dato da assaggiare!
Io invece ordino una grigliata mista, abbondante, varia, con anche agnello, e verdure grigliate, poi alla fine mi godo il dolce amore, un soffice semifreddo con salsa di fragola.
Come trattoria mica male, un prezzo anche accettabile.
La strana copia, come ho capito alla fine del pasto, sono due socie, Francesca e Maria Rosaria, la cuoca, che non ho visto.
Altra nota personale: il lambrusco Grasparossa Di Castelvetro era della Cantina Settecani, quella dove si riforniva anche mio padre!

Mi è mancata la lista delle vivande, per memorizzare altri piatti; ascoltavo qualche ordinazione dai tavoli vicini, ma poi li ho già dimenticati.
Magari una prossima volta.

sabato 26 aprile 2008

La paniera del Pane

Un asciugamano di canapa con frangia lavorata a "grop", nodi



Facciamo una visita nella casa del contadino della metà del Novecento...vi troviamo delle cose curiose, che mi stimolano a descriverle, anche solo sommariamente, per ritrovare un'atmosfera frugale, essenziale, logica...
La "Panìra dal Pèn", la paniera del pane.
Anche solo il nome è particolare, il femminile di paniere, con esso si identifica una forma e una funzione, contenere il pane della settimana, le famose rosette comuni della nostra zona, coperte da un bel telo di canapa, abbellito da pizzo o da frangia di "grop" o nodi, tipo macramé.
La paniera veniva riposta nella camera dei "vecchi", i nonni, o dei genitori, appesa a una corda, fissata al soffitto.
Nella paniera della foto inserita manca un pezzo importante, la bottiglia rotta , infilata nella corda che impediva ai topi di intrufolarsi nella paniera a far man bassa del pane, il vetro scivoloso li faceva rovinare a terra!
Poi la posizione della paniera, sospesa all'alto soffitto, era un deterrente anche per i sempre affamati ragazzotti della famiglia, che trovavano difficoltoso appropriarsi dei croccanti crostini delle rosette, da mangiare di sotterfugio!




Crema zucchina e patata

Cose povere e semplici: non si butta niente! Dai torsoli di zucchine e ritagli ho imbastito la crema per la cena di due anzianotti!!!!!


Stufare la cipolla poi introdurre patata e zucchina e coprire di acqua.

Passare il tutto con il mixer ad immersione, aggiungere una besciamella preparata a parte

e servire bella calda!




Crema zucchina e patata
(ricetta povera!)
Ho tenuto da parte i torsoli delle zucchine che avevo preparato ripiene. Non si getta niente in casa mia, come con gli scarti di carciofi realizzo una gustosa crema, anche con questi rimasugli e altri ingredienti poveri, ricavo una crema delicata.
100 g cipolla
150 g polpa interna fresca di zucchina
200 g di patata
1 spicchio d'aglio
olio per stufare la cipolla
1/2 cucchiaio farina 00
1/2 cucchiaio burro
1 bicchiere di latte
sale, pepe, prezzemolo per guarnire
Tritare la cipolla e l'aglio, metterli in una pentola alta con l'olio e stufare per breve tempo. Tagliuzzare i torsoli di zucchina e tagliare a dadi la patata e aggiungere il tutto alla cipolla e coprire abbondantemente con acqua calda . Chiudere con coperchio e portare ad ebollizione.
Cottura circa 40 minuti.
Passare con il mixer ad immersione; per servirla, preparare una leggera besciamella, facendo scalddare il burro, poi mescolarvi la farina e fare una cremina schiumosa, versarvi il latte e far cuocere per pochi minuti.
Scaldare di nuovo la passata di verdure, mescolarvi la besciamella, condire con un po' di sale e pepe, cuocere per pochi minuti. Guarnire con un ciuffetto di prezzemolo riccio.
Variante:
sbattere due cucchiai di parmigiano grattugiato con un uovo, noce moscata e poi diluire con 2-3 cucchiai di latte caldo, versare nella crema bollente e mescolare bene, affinché non si formino straccetti.

venerdì 25 aprile 2008

Gnocchetti(cavatelli) alle zucchine

Gnocchetti o cavatelli?
E' stato un impulso improvviso a voler provare un piatto che non conosco, o meglio a voler fare a mano una pasta che non ho mai fatto.

Sono abituata a fare gli impasti con le uova, secondo la nostra tradizione. Un tempo si usava fare anche pasta solo con farina e acqua, che poi veniva passata al torchio, ma l'industria cominciò a produrre tanti tipi di pasta di grano duro, che non valeva più la pena farla in casa.

I bei cavatelli regolari di Ofelia mi hanno incatata, solo che mi sono trovata molto impacciata e ho praticamente fatto degli gnocchetti di farina.

Come il solito ho fatto il condimento semplice di zucchine, tipico di nonna ivana, e ho accompagnato il piatto con zucchine ripiene, formando così un piatto unico




Gnocchetti (cavatelli) di farina alle zucchine


100 g farina di grano duro
50 g farina 00
un pizzico di sale e acqua tiepida per avere un impasto sodo.

Condimento
200 g zucchina verde
1 spicchio d'aglio
2 cucchiai olio e.v.
sale, pepe, capolini di prezzemolo e foglioline di timo freschi.


Contorno:
zucchine ripiene alla mortadella

600 g zucchine verdi lunghe
80 g fetta di mortadella
40 g parmigiano
20 g fette biscottate
1 uovo
1 spicchio d'aglio
1 ccchiaio prezzemolo
sale, pepe, noce moscata
cuocere con
4 cucchiai olio e.v.o
3 cucchiai di polpa di pomodoro
sale poco

Dovevano essere dei cavatelli, ma non avendoli mai visti da vicino, né come li si manipola, ho ottenuto degli sgraziati gnocchetti di farina!
Preparo le zucchine ripiene: tolgo le estremità, taglio a regolari cilindri di 4-5 cm, li scavo bene della polpa interna, che metto da parte.
Taglio a pezzi il formaggio, spezzetto le fette biscottate e ritaglio la mortadella a pezzi e assieme ad aglio e prezzemolo macino al tritatutto e ottengo una pasta granulosa, che mescolo all'uovo intero e a sale e noce moscata, e pepe e con questa riempio le zucchine, non abbondando, perché il pane poi si gonfia. Scaldo l'olio in un tegame in acciaio dal triplo fondo, che contenga le zucchine dritte, le sistemo bene strette, le faccio colorare ad un estremo, poi capovolgo, delicatamente, per non fare uscire la farcia, cuocio ancora una decina di minuti, poi vi distribuisco sopra il pomodoro, aggiungo un po' d'acqua e chiudo con coperchio e lascio finire la cottura per ancora 30-40 minuti.
Preparo il condimento: taglio la zucchina a dadini, scaldo in una padella non grande l'olio, aggiungo aglio tritato e zucchine e lascio stufare a fuoco medio.
Faccio bollire l'acqua in una pentola, faccio cuocere per 4-5 minuti la pasta, scolo e verso nella padella, assieme a prezzemolo tritato e foglioline di timo.
Faccio insaporire per due minuti sul fuoco.
Metto nel piatto la pasta condita, spolvero con parmigiano grattugiato, accomodo 4 cilindretti di zucchine con il loro sugo.






giovedì 24 aprile 2008

Matilde di Canossa.in Emilia Romagna

Per strade di collina, passando per borghi e altri castelli, ecco sorgere il colle di Canossa, bianco e impervio, con il potente rudere dominante



Questo è il sigillo di Matilde (Per grazia di Dio Matilde è qualcosa)
Una lapide che testimonia la fama internazionale di Matilde




Eccomi di nuovo con una figura di donna...e che figura!!!!
La Storia si sedimenta in modo variabile, a volte siamo fortunati a ritrovare vestigia di tempi antichissimi anche accanto a noi.
Da circa una ventina d'anni la mia Regione Emilia-Romagna ha creduto giusto rivalorizzare un ampio territorio, "Terre Matildiche", con ampi lavori di ricerche, sistemazione, progetti ulteriori, coordinati da una società pubblica-privata Matilde di Canossa SpA, che già hanno dato risultati eccellenti.
Sono 4 le province emiliane interessate, Modena, Parma, Reggio Emilia, Ferrara e ben 22 sono i comuni coinvolti in questo progetto.
Una breve visita a Canossa domenica scorsa mi ha riconfermata questa realtà, e seppur fuggevolmente, ho riportato una gradevole impressione di come ci si senta ben accolti, culturalmente sostenuti da persone e strumenti, e come sia davvero serio il programma di recupero di una storia lontana, ma ancora viva!

Nel mese di maggio si ripete da 42 anni la rievocazione storica dell'incoronazione di Matilde a Vice Regina d'Italia, che avvenne nel 1111, da parte di Enrico V, figlio dell'Enrico IV, famoso per l'umiliazione dei tre giorni in penitenza alle porte del castello di Canossa.
Mi sto leggendo pagine e pagine di questa Grancontessa, che ancora oggi, dopo 900 anni, suscita ammirazione.
Tutti i comuni confinanti soprattutto con Canossa, hanno un ricco elenco di manifestazioni ed eventi legati alla cultura ma anche alla gastronomia, tanto che vi si trova sempre qualcosa di caratteristico e piacevole, anche per gite di fine settimana

mercoledì 23 aprile 2008

La Padella



La padella, dalle nostre parti, nelle zone rurali, quasi quasi resiste ancora nelle usanze culinarie!Quella che mostro nella foto ne è un esempio: viene usata dalla signora Maddalena per i fritti importanti, ma soprattutto per il gnocco, le patate, il friggione, tipici piatti della bassa bolognese. Naturalmente la fonte di calore, oggi, è il fornello a gas!
E' in rame stagnato internamente, all'esterno è annerita dall'uso  fatto per decenni, ha un lungo manico esterno e un semicerchio metallico che serve per appenderla al gancio della catena del camino. Sotto si governava la fiamma di legna da ardere a seconda del cibo che si doveva friggere.
Era dunque un attrezzo importantissimo, faceva parte della batteria di cucina, era usato per preparare la cena: patate fritte, o un bel galletto a pezzi, o il pesce gatto della vigilia, se si voleva fritto, ma si poteva poi fare  ammorbidire su un bel letto di  sugo di conserva  aglio e prezzemolo preparato in tegame di cocco.
Basilare il suo uso per le frittelle del Giovedì Grasso, o anche quelle imbastite con l'avanzo di minestra del mezzogiorno, se con fagioli era gustosissima.
Per friggere si usava quasi esclusivamente lo strutto, che si otteneva dalla preparazione dei ciccioli, dalla bollitura di parti grasse del suino e spremitura dei ciccioli mella  pressa a ganasce,
 


Un premio...ancora!

Qui riporto un commento che mi avvisava di un premio ricevuto!
La motivazione mi ha commossa...il premio l'ho fatto proseguire a due amiche valorose!

"Salve mi chiamo Angelo di libri usati ed ho un premio dal nome dilibroinlibro a mia volta sono stato premiato con un premio dal nome Saleypepe è un premio virtuale che volevo consegnare a lei Ivana,le mie motivazioni:Mi capita spesso di passare per il suo Blog e le sue ricette mi ricordano dei sapori lontani,anche se familiari,le lascio il link per prelevare il premio se vorrà a sua volta potrà premiarne altri 2.Cordiali saluti Angelo e Grazie ancora per le bellissime ricette."

Il premio parte da qui:

http://ristoranteaicastelli.myblog.it/premio_sale_y_pepe/

Questo vuol'essere un Premio a tutti quei Blog che si occupano di Enogastronomia. Nella BloGsfera dovete sapere Gentili Clienti che ci sono tantissime persone che curano con Amore e Devozione Blog di Cucina-Ricette e Vino...e dato che io ne seguo tantissimi sia per Passione che per lavoro e da molti di questi ho trovato Ispirazione e motivazioni ho pensato di segnalarveli e Premiarli...

martedì 22 aprile 2008

Lago Azzurro

Vista dai laghetti sul ristorante

sulla riva si sistemano i pescatori

Ma la gola viene solleticata da gnocco fritto, salsine

e leggerissime tigelle, con il classico lardo, aglio rosmarino, e altre leccornie

i salumi e i sott'aceto stuzzicano ancora di più l'appetito

Ma se si vuole un bel pasto elegante, curato, tradizionale o nuova cucina, un' accogliente sala è a disposizione...

ma la veranda è la pià adatta per cene con amici nelle calde serate d'estate

mentre i pesci ci deliziano con acquatici giochi!



Lago azzurro
Non è poi tanto azzurro, ma verde, in tutte le sue tonalità, date dal riflesso dell'erba e delle piante che incorniciano le sue rive.
Un tempo c'era una fornace per i mattoni e grandi invasi d'acqua per la produzione appunto delle pietre.
Poi queste piccole attività sono state abbandonate e i terreni in un modo o nell'altro hanno subito degli interventi per ricavarne altre strutture.
Questi invasi, dalle linee disordinate, hanno invece incontrato una soluzione gradevole: una società sportiva di pesca li ha rilevati e da una pimitiva rozza sistemazione, con baracche per gli attrezzi, un piccolo chiosco per qualche bevanda, qualche panchina qua e là, vi ha realizzato una struttura per l'attività sportiva in tutta regola e in più si è aggiunto un bellissimo ristorante, con ampia veranda sulla sponda di uno dei tre laghetti, da cui si domina la distesa delle acque.
Un bell'ambiente anche interno, una sala da pranzo ampia, luminosa, un focolare maestoso domina dalla parete di fronte all'entrata.
Le porte-finestra danno sulla lunga ed ampia veranda, che nella bella stagione è adatta alle cene o anche al pranzo ai tavoli apparecchiati,.

Micetti





La mamma è una trovatella, era già incinta e le ragazze del Bar Commercio l'hanno accolta e così quindici giorni fa sono nati cinque micetti, uno diverso dall'altro.


Il cesto bello imbottito è sotto uno scaffale in uno sgabuzzino, nel retro del bar; la mamma sta la maggior parte del tempo con loro, poi sgaiattola fuori, a sgranchirsi le zampe nel cortile, e a farsi gli artigli contro i tronchi...ma rientra subito a controllare!


Nella pausa della mamma-micia ho potuto conoscere i cinque micetti, che però avevano ancora gli occhietti chiusi, si scaldavano l'un l'altro, buoni buoni, e neppure hanno notato il flash!

lunedì 21 aprile 2008

FESTA dell'ASPARAGO SELVATICO VEZZANO s. Crostolo RE part 3

Attrezzi del mestiere e impasto all'uovo in attesa!




Pasta all'uovo che si trasforma in ravioli o tortelli alla zucca


o verdi con spinaci


mentre i sughi stanno insaporendosi nelle fumanti padelle


L'asparago verde selvatico è il protagonista della manifestazione


sul tavolo della giuria, per gli assaggi!


Mazzetti in vendita...con tante ricette che metterò in opera!!!!







Festa dell'Asparago Selvatico a Vezzano s. C.


Io sono abituata all'asparago coltivato, che già nella mia campagna, in tempi ben remoti, era cura dei miei genitori andare a recidere all'alba di ogni giorno in primavera, veniva poi preparato in ben ordinati mazzetti per il grossista, che passava da noi in mattinata, per portarlo al mercato.
Qui a Vezzano sul Crostolo, un paese delle colline Reggiane si è svolta il 20 aprile la Festa dell'Asparago Selvatico, terza edizione.
Mi ha interessato visitare lo stand della Sfida dei Sughi per Primi Piatti, a base di asparago, purtroppo non ho assistito allo svolgersi della degustazione da parte della giuria, ma ho raccolto informazioni in merito , in tutta tranquillità, dalle persone molto cordiali, che stavano approntando pasta fatta a mano e sughi per la gara.
L'Asparago Selvatico cresce quindi spontaneo nella zona boscosa del comune di Vezzano e dal foglio illustrativo che sto consultando, leggo le norme che regolano la raccolta degli asparagi, da parte della popolazione, affinché venga rispettato l'ecosistema del territorio.
La raccolta si svolge dal primo giorno di marzo fino all'ultimo giorno di maggio, ogni persona può raccogliere solo un centinaio di steli di asparago al giorno, deve utilizzare un coltello per recidere lo stelo non proprio raso terra, quindi non deve estirpare l'intera pianta.
Allo stand dove si possono acquistare mazzetti di asparagi sono disponibili alcune ricette accuratamente scritte a mano su foglietti di carta colorati, avvolti e legati a mo' di pergamena, che mi propongo di realizzare in cucina, almeno con gli asparagi della mia zona, il Verde di Altedo, IGP.
La manifestazione è stata una piacevole esperienza inaspettata, vista la peripezia domenicale vissuta da due vecchietti come mio marito e me!
Amo le sagre, amo vedere la gente perseguire dei progetti positivi, di volontariato soprattutto, di socializzazione, ma soprattutto amo la tradizione autentica, tipica di ogni luogo che viene testimoniata dalla bravura di tante persone, soprattutto anziane, ma con l' impulso e l'appoggio di enti o amministrazioni pubbliche!
Aggiungo alcune delle tante foto scattate caparbiamente fra le persone indaffarate allo stand ufficiale del Comune...e chiedo anche scusa per l'eventuale intralcio!
Grazie alla gentile Signora Vice Sindaco e alle "volontarie" dello stand della Sfida dei Sughi!
Alla prossima! 

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domenica 20 aprile 2008

VEZZANO FESTA ASPARAGO SELVATICO 2008 Parte 2: CHIZZE e GNOCCO FRITTO

Centro Sociale Giardini


La signora Ermanna farcisce le chizze


L'attrezzo per ritagliare le chizze


Chizze rettangolari ai due formaggi


Chizze a mezzaluna con ripieno all'asparago


i quadrati di pasta per gnocco fritto


Belli e fritti: chizze di due tipi e gnocco


Qui sono io all'opera: mangio gustando a piena bocca!









Chizze, gnocco fritto e il C.S. "I Giardini"


Siamo dunque a Vezzano sul Crostolo, nelle ore antimeridiane, in una piazzetta invasa da bancarelle di prodotti gastronomici tipici, di articoli vari di hobbistica, di bigiotteria, di ricami..ma soprattutto ci sono gli stand dove si preparano i cibi.
Lo stand del Circolo Sociale " I Giardini" è in un angolo della piazza, ancora poco frequentato al banco di vendita, ma all'interno del tendone le magnifiche Ermanna, Silvana, Anna e altre, stanno preparando le chizze!
Mica mi lascio scappare un'occasione del genere...mai avevo viste le chizze, che poi a guardarle sono il cibo antico di tante parti della terra, un involucro di pasta semplice o pasta da pane all'incirca, stesa a sfoglia non spessa, che viene farcito con ripieni vari, o formaggi o verdure o altro, richiuso bene, anzi pressato con i rebbi della forchetta poi fritto nello strutto.
Un tavolo bello approntato alla bisogna: Silvana sgrossa col matterello una palla di impasto, Anna passa il panetto piatto nella macchina sfogliatrice e la morbida sfoglia rettangolare viene farcita da Ermanna, che da una terrinetta lì accanto prende cucchiaiate di ripieno verde all'asparago, ripiega un lembo di pasta sul ripieno e con l'attrezzo costruito apposta ritaglia la chizza, che poi viene fissata schiacciando attorno alla semiluna con i rebbi di una forchetta.
Supervisore attivo è il signor Barani (spero di non sbagliare il nome!), che passa le chizze già chiuse al reparto friggitrice, che è poi un grosso padellone colmo di strutto fumante.
Il gnocco da friggere è più semplice: dal fornaio si acquistano i rotoli di pasta cruda, che poi vengono stesi e ritagliati a quadri o rettangoli e anch'essi vengono fritti nel padellone di strutto.
A mezzogiorno il pasto è pronto: alla cassa si paga l'ordinazione, col foglietto si va al banco e si riceve gnocco fritto, chizze di due tipi, un piatto di salume affettato misto, vino e acqua o bevande varie.
Un paio di tavoloni con panche ai lati ci accolgono nel secondo stand annesso, mangiamo tranquillamente, beviamo la nostra acqua minerale e...con un po' di malinconia ce ne allontaniamo...chi sa se ripeteremo l'esperienza il prossimo anno!!!!
Un grazie alle magnifiche nonne, tanto lo posso dire, erano quasi tutte anziane come me!
Il Circolo Sociale "I Giardini" di Vezzano sul Crostolo conta circa 180 Anziani Pensionati iscritti, che si raccolgono in una sala offerta dal comune in un bel palazzo sulla via principale del paese, dove possono trascorrere liberamente ore piacevoli di svago; sono tutte persone che possono ancora testimoniare alla comunità una inesauribile conoscenza della tradizione, dei mestieri e della cultura semplice di queste zone. 
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