giovedì 31 luglio 2008

Torta con pesche affogate

Un altro pomeriggio di...forno, sollecitata a fare una torta dalla storia antica, mitteleuropea, e sapete che questi argomenti mi stimolano.


Le belle pesche bianche sembravano proprio adatte per questa realizzazione






Torta con pesche affogate

Una torta ispirata da un'antica ricetta austroungarica, Fleck con armellini o susine o mele,che ho trovato in un sito amico. Da noi si fa anche una torta con le mele affogate, per questo ho chiamato così la mia preparazione.
Sarebbe una torta morbida con mezze albicocche o mezze susine, o spicchi di mela, che vengono aggiunti dopo, sulla pasta già montata.
Ho seguito la ricetta originale solo nel peso degli ingredienti, ma ho cambiato il metodo di esecuzione e il frutto.

3 uova
120 g di zucchero
80 g farina 00
40 g maizena
40 g burro sciolto e freddo
un pizzico di sale
alcune gocce di limone
1 bella pesca a polpa bianca, non troppo matura, non pelata, a tocchetti.

Ho usato lo sbattitore elettrico: mettere le tre uova intere nella ciotola, frullare un pochino con le fruste, aggiungere un po' di sale e le gocce di limone, continuare a montare finché non diventa una crema soffice, setacciarvi sopra le due farine, e infine versare il burro sciolto.
Usare uno stampo o anche mettere sulla piastra del forno, foderare con carta, tagliata in modo da avere un bordo tutto attorno, per non far debordare la crema.
Versare la crema, poi sistemarvi a intervalli i tocchetti di pesca, fatta prima a spicchi, poi in tre pezzi, senza sbucciarla.
Mettere nel forno già preriscaldato a 180° per 30'.

Annotazione: risulta una torta molto fine, compatta e morbida, penso che potrei anche mettere solo farina, per avere una maggiore porosità.
Altro metodo: provare con i tuorli sbattuti con lo zucchero e l'albume montato a neve da incorporare solo in ultimo, e penso che sarebbe più soffice.
Poi eseguirla come nell'originale: frullare gli albumi con acqua e zucchero, poi i tuorli, e la farina e il burro.

Rosette di crespella con zucchine (RICETTA)


Rosette di crespella con zucchine

Una ricetta imbastita alla meglio...ricavo i pesi a...occhio!
Dalle foto si vede all'incirca, poi ognuno fa secondo la propria esperienza e preferenza.

Fiori maschi di zucca-------- una quindicina
zucchina a dadini ----------- 200 g circa
(altri 350 g per la seconda versione con prosciutto)
spicchi d'aglio-----------------2
olio, sale, pepe
inoltre: provolone fettine per guarnire le rodsette
Prosciutto di Praga 9 fettine (Trancio cilindrico comprato al super)

per la crespella quadrata 25 x 25 cm (ne vengono due!)

uova ------------2
farina----------- 2 cucchiai
latte-------------250 g circa
sale e pepe

besciamella:

burro----------25 g
farina -------- 25 g
latte---------- 150 ml Vuole non troppo tenera
sale e pepe (o noce moscata)

Esecuzione:
Preparare le due crespelle, come il vostro solito.
Cuocere anche la besciamella, come il solito. Penso che siano procedure di base che si conoscono abbastanza.
Stufare le verdure tagliate a striscioline e a dadini in padella con olio e aglio, in due padelle le due versioni, vedi foto.
Spalmare la besciamella su ciascuna crespellona, lasciando un po' di bordo libero, aggiustarvi sopra in una il ragù di zucchina e fiori, arrotolare e tagliare delle rosette di 4 cm circa di altezza.
Vanno sistemate in una pirofila imburrata, appoggiare delle fettine di provolone piccante sulle rosette.

Gratinare in forno a 200° per 12-15 minuti.

Sulla seconda spalmata di besciamella, disporre le zucchine trifolate a parte, coprire con le fettine di prosciutto, arrotolare a strudel. Questo è in freezer, e lo cuocerò in forno a rotolo, non a rosette!

mercoledì 30 luglio 2008

Rosette alle zucchine in due versioni

Da una crespellona quadrata ho ricavato le rosette come primo piatto, vegetariano.









la crespella va cotta in una padella quadrata antiaderente di circa 25 cm di lato





Un rotolo farcito con besciamella zucchine e prosciutto di Praga sarà il primo piatto per i prossimi giorni, ora sta già in freezer






Qui farcito con besciamella, fiori e zucchine stufate, tagliate a rosette di 4 cm guarnite con fettine di provolone e gratinate 12 minuti al forno a 200°





Qui la faccenda si fa tragica...sorella, amiche, tutte che mi portano zucchine, fagiolini, melanzane, per non parlare delle pesche e delle prugne gialle dolcissime di questo periodo (il nome non mi sovviene!)
Pur con la calura e l'umidità insopportabili mi sono coraggiosamente ritirata in cucina a strologare sul da fare!
Bene,anche uova che stanno per scadere, in sovrappiù!
Parto: facciamo un ragù con zucchina e fiori di zucchina, stufati in olio con aglio, ma poi non mi soddisfano...con due uova, farina, latte preparo due crespellone 25 x 25 cm, faccio stufare altra zucchina a dadini, poi avvio una besciamella, faccio tagliare a Gianni del prosciutto di Praga, quel cilindrotto che si compra al super, che mi piace proprio per cucinare, che gli dà un buon sapore diverso; tutti i fornelli vanno a tutto vapore; il tavolo è tutto ingombro, una serie di teglie e padelle che vengono man mano pasticciate...


Per non parlare di zucchine a barchetta sistemate in una padella a parte, con prezzemolo aglio e pomodoro sopra, che dolcemente si stanno ammorbidendo!


Le rosette erano ottime...questa è stata la prova, quando torna la tribù replicherò!


Metto le foto...non ho pesato niente, andavo...secondo la grandezza del tegame!

Licenza Creative Commons
This opera is licensed under a Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported License.
 

Gramigna-day





No, non il piatto rustico di gramigna alla salsiccia, ma l'erba parassita che mi cresce e si moltiplica a dismisura nel mio praticello.
A dire il vero dovrebbe essere un ordinato praticello ben rasato, ma questo non è stato proprio il suo destino, con due giardinieri come noi, sfaticati e disattenti!
Fra tarassaco, fiorellini vari, viole, margherite e ora, ho visto dal fiore, anche la cicoria,l'erba medica e la lingua d'oca, quella che si dà ai conigli, siamo proprio in una landa selvatica, ammesso che 'sto fazzoletto sia una landa!
Ora, mi metto di buona lena a estirpare la gramigna, per fortuna che gli ultimi acquazzoni mi rendono più facile il lavoraccio!
Domani avrò le mani dolenti, lo so...ma bisogna pur farlo!!!! Il vilucchio ha avuto una pausa, dopo la lavorata di due mesi fa, quando mi aveva ornato di bianchi campanozzi la siepe!

martedì 29 luglio 2008

El Calzuler (calzolaio Antero)

El Calzuler

risuola scarpe, rinnova i tacchi, fa una cucitura, bene ma con calma...Antero mica ha più di due mani!!!
Appoggi il tuo paio di scarpe sul banco, dai il tuo nome e in cambio ricevi un termine, tre giorni, una settimana...
Intanto volgi lo sguardo alle pareti tutte ricoperte del negozietto, tra macchinari, deschetto, martello, chiodini e tante scatole di scarpe e sandali in attesa sugli scaffali, e ti perdi gli occhi nella galleria senza soluzione di quadretti di ogni tipo, tutto in giro.













Inesauribile ispirazione, che spazia da soggetti umani a paesaggi rurali, ma gentili e delicati, col vento che sfiora appena le masse arboree nello sfondo, nei colori pastello di stagni, erbe e casette.
E nature morte, grappoli, bottiglie, vasi di fiori
Antero si diverte, esprime coi pennelli la sua creatività spontanea, libera da schemi e teorie, ama le sue creature che da anni stanno perennemente lì attorno a lui, gli fanno compagnia, le accarezza con lo sguardo, pensa che in qualche quadretto manca qualcosa, ma non lo riprende, ne fa un altro...e così via, arricchendo questa ingenua galleria, su muri scrostati, a mala pena protetti da carte, plastiche, pannelli, e il tutto a beneficio di clienti distratti, di amici che fanno qualche apprezzamento.
Entra anche qualche curioso come me, che resta sorpresa, ammirata e si sente stimolata a scattare immagini in giro, a imbastire un raccontino, per dare merito anche a lui, Antero, come ad Ambra la salumiera poetessa, per il loro onesto, sincero, spontaneo sforzo di interpretare la vita con l'arte, pur nella solitudine oscura della loro esistenza.

Dopo la tempesta

Strudelino zucchine e avanzi (svuotafrigo)

Tema: zucchine, mortadella, avanzi…e fantasia

Ecco una ricettuzza svuotafrigo, imbastita per una cena per due.
Il ministrudel è riuscito, infatti la pasta brisée gli conferisce sapore e consistenza croccante.
Insomma, pasticciando, ottengo sempre qualcosa che non mi delude!





Gli ingredienti sono proprio poveri, quelli che non utilizzo per preparare pranzi, ma solo per imbastire cibarie per noi due anzianotti






Strudelino con pasta brisée

Un avanzo di pasta brisée, circa 150 g
80 g mortadella (avanzi di un trancio )
50-70 g formaggio olandese semigrasso
200 g zucchina circa (1 zucchina lunga verde)
basilico sale e pepe

Ho tagliato la zucchina a fette longitudinali, messe in teglia di porcellana, un cucchiaino d'olio, un cucchiaio di acqua, sale, coperto con pellicola forata e cotto 2 min a max nel MW.
Ho tagliato a strisce il formaggio e a fettine il fondo della mortadella.
Ho tirato molto sottile la pasta brisée su un foglio di carta forno, ho sistemato prima le zucchine, poi il formaggio e per ultimo la mortadella. Ho ripiegato i bordi lunghi di un paio di cm, all'interno, poi ho arrotolato partendo da un lato stretto, aiutandomi con la carta, fino all'altro lato, ottenendo un salsiccione di 7 cm di diametro e di una ventina di cm di lunghezza.
L'ho spennellato con olio e messo con carta forno in una teglia ovale da forno e cotto per circa mezz'ora 40' a 180° ventilato.

Si mangia caldo

lunedì 28 luglio 2008

Arcobaleno, un Ristorante sulla San Vitale


accesso fiorito alla veranda-gazebo


le treccine saporite, come la schiacciatina


coniglio e faraona al rosmarino di nonna laura


il secondo del menu per G.


l'interno dell'Arcobaleno


La giornata sta volgendo al termine: una mattinata all'insegna dell'apprensione, dell'attesa, un controllo di routine, un responso per fortuna ancora liberatorio e favorevole...e quindi la contentezza, la sensazione ritrovata della fame, la corsa a trovare una trattoria aperta, di lunedì.
La ex strada statale San Vitale, è l'antica strada che collega Bologna a Ravenna. Fino a una trentina di anni fa era la maggiore strada che si doveva percorrere per andare ai lidi ravennati, che sono estesi su un litorale di una quarantina di chilometri circa, quindi con imbottigliamenti nel traffico stagionale estivo, che già allora era molto intenso...e noi ne abbiamo memoria!
A Sant'Agata sul Santerno, ecco un ristorante aperto, con camion e molte macchine parcheggiate nello spiazzo adiacente, segno, è comune opinione, che vi si mangia bene...senz'altro c'è il menu fisso, ma anche la lista.
Un fiorito accesso a una veranda esterna ci invoglia a entrarci, ci sembra che sia abbastanza arieggiata, anche nell'ora meridiana, ma almeno ci salviamo dalla micidiale aria condizionata, sempre troppo fredda, dei locali pubblici.
Un posticino discreto...ma tanto, sapete già, che io sono sempre entusiasta delle cose nuove e soprattutto sempre fiduciosa negli approcci con persone e situazioni.
Bene...un sorridente ragazzo, molto ordinato nella sua divisa professionale ci accoglie, siamo in pochi qui fuori, posso sistemare la mia digitale sul tavolo, mettermi con attenzione a studiare la lista...ma Gianni, che ha fame da lupi, dice che prende il menu, lo ispira, e infatti non era male.
Il ragazzo mi consiglia un secondo della casa, anzi di nonna Laura, adesso le nonne vanno di moda, e me lo serve in un piatto largo di legno, boh, mi lascia un po' sconcertata, ma accettiamo anche questa novità...magari dovrebbe essere un sottopiatto, penso fra me.
Ma coniglio e faraona della nonna Laura sono proprio buoni, chissà, tutto ci sembra buono, oggi! Sapore di rosmarino, di strutto, sale grosso cosparso sopra, come pure sulle patate al forno, sempre allo strutto....Il sangiovese aiuta, poi pure un caffè...il dessert l'ho lasciato per una prossima volta, se ci sarà!!!!

Ma l'annotazione che posso e voglio fare è sulla figura del giovane, e in genere dei giovani che incontro nei ristoranti, che non mi deludono mai, hanno sempre una bella presenza, un sorriso, un modo gentile e simpatico, sono solerti, volonterosi, precisi...o almeno io trovo sempre queste persone, con le quali posso parlare serenamente, che mi danno ragguagli, consigli, informazioni.
Oggi questo giovane si chiama Marco, ha 25 anni e ha dimostrato le doti che ho detto prima!
Ha molta strada davanti a sé, è un dipendente, ma chissà...forse un giorno gestirà lui stesso un suo ristorante...vedevo che era il suo desiderio, e ce la farà...Mi piace essere positiva, per me stessa, ma anche per gli altri. Essere ben disposti verso gli altri ci regala sempre qualcosa...una piccola gioia!

Tendina bistrot


Una tendina bistrot...ci lavorai nelle ore di assistenza a casa di mio padre, quando era verso la sua dipartita, a 93 anni, nel suo letto!
Dalle rivistine cercavo di impratichirmi, alla mia età su un'arte femminile che non mi era mai stata congeniale! Poi mi scatenai e realizzai altre cosette, come regali per natale, stelle per decorazioni, biglietti di auguri, sottopiatti natalizi!
Ma da un paio d'anni abbondanti a questa parte...sto solo appiccicata , mani e mente a questo marchingegno totalizzante!!!!
Di questo motivo ho realizzato due coppie di tendine, che ho poi regalato!
Spero che siano state gradite!!!

domenica 27 luglio 2008

Veneto, cartoline da MONSELICE









Monselice...sempre sentito nominare, ma non era mai compreso nei nostri itinerari nel Veneto...e pensare che ci ronzavamo sempre vicini!
Una bella sorpresa è stata la visita di corsa nel pomeriggio di ritorno dal Trentino...un piazzale enorme adibito a parcheggio, proprio di fianco alle famose mura, di cui rimane poco, inoltre erano pure coperte per i lavori di recupero murario!
Una bella via lunga ci porta a piazza Mazzini, a sinistra ci accoglie il bel Palazzo del Monte dei Pegni, con la snella loggetta, e la facciata elegante quattrocentesca.
La via selciata ci rivela man mano, salendo e curvando, strutture varie, quali Parte del Castello in sottofondo, poi il muro di cinta di un Palazzo, Nani Mocenigo, da cui guardano sornioni figure grottesche di nani.
Da un alto cancello scorcio su una scalinata, due file di statue misteriose, senz'altro oltre quel vestibolo la villa si rivelerà interessante....ma proseguiamo verso il Duomo Vecchio, dalla facciata austera ducentesca, e un interno a una navata interessante, con alcune opere pittoriche di rilievo.
Peccato che non ho sottomano una guida, ma penso di prendermi un po' di tempo per documentarmi e approfondire!
L'approccio mi ha davvero soddisfatto...inoltre ho potuto notare, che c'è un certo fermento di lavori di recupero, miglioramento e valorizzazione...spero quindi in una più sistematica visita di conoscenza!
Siamo scappati, sia per la stanchezza del viaggio che per il caldo che si faceva sentire sempre di più, avvicinandoci alla nostra Bassa Bolognese!