mercoledì 31 dicembre 2008

BUON ANNO, HAPPY NEW YEAR..............



Con questo delicato quadro, pieno di serena speranza nell'orizzonte azzurro, Nonna Ivana augura a tutti gli amici, vicini e lontani:

Felice Anno Nuovo 2009

Frohes neues Jahr
Bonne année
Feliz año nuevo
С новым годом

Quadro di Cristina Marsi, per gentile concessione

MEZZANOTTE si avvicina........

e suppergiù mangeremo così!!!!







Che state preparando?
Io sono in attesa di partire per la campagna, per essere nella enorme cucina, che può essere benissimo il simbolo del mio Blog!
Un camino col suo ciocco ardente, una bella tavolona imbandita, mia sorella con i suoi tradizionali piatti, noi, parenti ed amici intimi attorno, il lambrusco che ci "alleggerirà", si fa per dire, lasagne, tortellini, zampone e cotechini, fagioloni e purè, cappone ripieno...e poi le raviole, il panone, lo spumante...mandarini, noci e bagigi a non finire....
I vecchioni che bruciano, lontani, le schioppettate vaganti verso il cielo buio, che tributano omaggio al NUOVO ANNO che nasce!!!!

BUON ANNO A TUTTI

martedì 30 dicembre 2008

CORRIDA di SAN SILVESTRO

Volete scaldarvi un po'????
Domattina presentatevi per tempo e potrete partecipare (se siete idonei...) alla manifestazione che il nostro Gruppo Podistico Creval...corre, con il Patrocinio del Comune di Crevalcore, organizza, come tutti gli anni, per la festa del Patrono.

MERCOLEDI' 31 DICEMBRE 2008

ORE 9.30

(MANIFESTAZIONE A CARATTERE LUDICO-MOTORIA)

Camminate non competitive km 6,600 - 9,600 - 12,400


mini-camminate

km 2,500 - 4,400


Crevalcore/Bologna
Presso Centro Sportivo

Un PRESEPIO...all'aperto







Un'idea sobria, ma ricca di significato sacro e artistico, e a me rinnova sempre sentimenti di appagamento spirituale e culturale, se si può dire così. Giornate di nebbia o di nuvolosità livida, dalla luce scarsa e triste, non mi hanno permesso di prendere foto del presepio della nostra piazza a tempo debito; oggi un po' controluce ho potuto fotografare, sempre da nonna!

Troneggia pure un verde Albero di Natale, che per fortuna, da qualche anno a questa parte, è stato messo di fianco al monumento e non fa più ombra al nostro Malpighi seduto in cattedra, in mezzo di piazza!

Riprodotte su materiale robusto e adatto all'esterno, le figure disposte come per un viaggio verso Betlemme, rappresentano la Santa Natività. I grandi pannelli sul selciato e apposti al muro del Trecentesco Campanile con le loro colorate tinte animano gioiosamente la piazza, davanti al sagrato della chiesa neogotica dell'inizio del Novecento.

Inverno e galaverna

Esattamente come l'anno scorso!
Lo stesso giorno, la stessa patina biancastra sulla natura!!!!



Questa è l'erba in cortile, oggi



e questo è il rametto di rosa, che intrepido voleva sbocciare!!!!



Ieri ci eravamo illusi che nevicasse, infatti qualcosa copriva i tetti, le siepi e le auto parcheggiate...ma il suolo era solo nero e umido, poi nella giornata tutto è svanito!
E i bambini sono rimasti delusi, con i loro guantoni e i mammuth già pronti nell'ingresso!
Stamattina è tutto bianco fuori, siepe, tetti delle macchine e l'erba del prato: è la GALAVERNA.
Da piccola questa parola mi incuteva un po' di paura...sembrava la personificazione di un essere astratto, che incombeva su noi e la natura...e il gelo ci rapprendeva anche l'anima!!!!
Ho poi superato...ma non del tutto!

domenica 28 dicembre 2008

Coffee???!!!!!!


G.'s bean soup for BEE



PASTA E FAGIOLI!!!!!!

Petto di cappone farcito

Il Cappone è il simbolo del nostro pranzo di Natale.
Mia sorella alleva polli e in primavera si rivolge al "tecnico della sterilizzazione dei galli", per l'operazione capponi. Per questo loro sacrificio gli animali ricevono le cure più amorose di mia sorella, che li tratta da signori, con mangime scelto, un bel pollaio caldo...poi a dicembre, purtroppo, finiscono in pentola!


Non riesco a disossare un cappone intero, anche perché quelli ruspanti che mi dà mia sorella sono un pochino più brigosi, ma io destino le varie parti a piatti diversi: brodo per i tortellini con le ali e altri ritagli, cosce e anca al forno con patate e il petto bello abbondante per un arrosto ripieno in tegame.






Petto di cappone farcito

800 g petto di cappone
200 g salsiccia fresca a matassa
50 g parmigiano grattugiato
30 g pane bianco grattugiato
1 uovo
1 zucchina verde lunga
2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
sale noce moscata
1 spicchio d'aglio
un rametto di rosmarino
1 1/2 bicchiere di Garzellino frizzante secco

Tagliare a tre mm la zucchina e metterla in una larga padella a stufare alcuni minuti in un cucchiaino di olio.
Tagliare il petto a formare una bella fetta larga, togliere gli ossini.
Preparare la farcia, sbriciolare la salsiccia, incorporarvi uovo, formaggio pane e noce moscata, salare leggermente.
Spalmare questa farcia sulla fetta di carne e sopra sistemarvi in uno strato le fette di zucchina.
Aggiustare la fetta a rotolo, fermare con due stecchini e legare con refe.
Rosolare il rotolo ottenuto una decina di minuti da tutte le parti nella padella bassa, dove si erano stufate le fette di zucchina, poi sistemarlo in una casseruola alta con l'aglio vestito schiacciato, il rametto di rosmarino e l'olio. Rosolare leggermente poi versare il vino, aumentare il calore per pochi minuti, non lasciare evaporare, ma cuocere coperto a fiamma bassa per circa un'ora, un'ora e un quarto. Lasciare asciugare un po' alla fine cottura, a fiamma sostenuta.
Toglierlo dalla casseruola, lasciarlo riposare un quarto d'ora, quindi tagliarlo, facendo attenzione, perché tende a sbriciolarsi.
Ho servito su un letto di dadini di zucchina fritti in poco olio, con aglio tritato finissimo e timo fresco, pepe e sale.

sabato 27 dicembre 2008

Una cena della vigilia...non fotografata!


Del menu e della Festa culinaria della Vigilia non ho nessuna foto, se non qualcuna dei preparativi...mannaggia, mi mancano le mie due graziose nipotine con i loro vestitini nuovi, brillanti, di lamé...ma mi consolo, anche durante il Pranzo di Natale dagli altri nonni, non sono state immortalate con la digitale!!!
Il grande impegno dello scartare regali, il gioire per i doni, il volere dei bambini assemblare giochi mastodontici e complicati, o il curiosare nei libri scelti, o lo sgranocchiare biscottini e pane di natale, fatto sta che la digitale manco è venuta in mente...
Poche ore prima avevo preparato a mano i bigoli (con la macchinetta taglia pasta, con la trafila spaghetti) che poi ho condito con filetti di cernia, all'aglio e prezzemolo, che sono stati molto apprezzati, mentre G., come seconda pasta, ha preparato speghetti allo scoglio.
E come antipasto..antipasto di mare...confezionato!
Ho fatto semplici fette di salmone al forno...alla salamoia bolognese e limone, e i bambini l'hanno preferito alle sogliole fritte che avevo preparato per loro!
E tante verdure!

venerdì 26 dicembre 2008

Nonantola...Abiti Storici







Nonantola ha un fascino per me, lo si è capito, penso.
Ogni occasione è buona per andarvi, anche solo per un'ora, senz'altro ci sono sempre piccoli eventi che meritano una visita, una riflessione, un'attenzione particolare.
Oggi è un giorno veramente rigido, una "bura" ha per tutta la notte tormentato i giardini, le vie, ha pure spazzato dal cielo il grigio di una minacciosa nuvolaglia, ma il sole non è riuscito a scaldare l'aria di questa breve giornata!
Le vie sono vuote, il giardino delle pietre di confine è pure deserto, i cippi biancheggiano sul livore del terreno.
La maestosa Torre dei Bolognesi ci accoglie con il possente cancello in ferro, spalancato; la mostra "Gli abiti femminili da Matilde alle Dame Estensi", allestita il 13 dicembre nel Museo e nel Refettorio degli Affreschi Medievali, è il richiamo per questa breve visita.
La mostra rimane aperta fino a metà febbraio 2009-
Molto interessante è soprattutto la sistemazione del Museo in sé, che si avvale di mezzi moderni, quali teche, pannelli-libri, mobili a cassettiera, dove la documentazione scritta o fotografata o disegnata è valida didattica per la comprensione della storia del territorio, che, in un viaggio a ritroso, offre il ritratto di una comunità, del suo ambiente e della sua civiltà.
La Torre, eretta nel 1307, è stata tutta ripulita, avendo subito nel tempo numerosi rifacimenti e adattamenti a funzioni non sue proprie. Al centro del piano terra sta ancora il pilastro in legno, con trave trasversale e supporti, che risale al Medioevo.
In questa ambientazione troviamo la bella raccolta degli abiti riprodotti da pitture d'arte che rappresentano l'abbigliamento delle Dame del Casato degli Estensi, che, dopo il Dominio su Ferrara, passarono nel 1598 a Modena.
Manichini a dimensione naturale mostrano alcuni abiti, con tessuti naturali, esecuzione a mano, ornamenti fedelmente riprodotti!
Altre bambole indossano capi in miniatura, ma sempre accuratamente confezionati secondo i modelli, che vengono descritti da pannelli e foto.
La parte più fascinosa per me si trova nella Sala degli Affreschi, una struttura poco distante dalla Torre dei Bolognesi, dove ho trovato alcuni abiti di Matilde di Canossa...ma ne parlo più in là!

Il pesciolino...della memoria



Il G.è il "cuoco" dei giorni feriali, diciamo così, il suo menù è legato a una sua lontana appartenenza a una "cucina" frugale, accanto alla sua nonna, figura cardine nella vita famigliare di un tempo, quando qualcuno rimaneva in casa a custodire i bambini, numerosi, a mantenere unito quel microcosmo, che sopravviveva quasi solo per questa solidarietà.
La vigilia di Natale, come il giorno di Natale, avevano la propria caratteristica, basata sull'aspetto del cibo e della tavola!
Mercoledì scorso, la vigilia, a mezzogiorno, davanti a me ho trovato questo piattino di pesciolini marinati, che noi, qui in campagna, chiamiamo "i pasc'lèn lighé pr'al cul", una ciotolina di insalata, un crostino di pane bianco!
Digiuno, astinenza, questo sarebbe il richiamo religioso, ma non è tanto questo che mi ha risvegliato nella memoria, ma il ponte metaforico tra il presente e il passato remoto, la tradizione!
Eravamo solo noi due, di fronte a questo ricordo!

Il tribudio dei cibi della sera è stato il conseguente contrasto, non stridente, perché la presenza della famiglia, dei figli e dei nipotini ha dato un significato di pace...e di continuità!

Salame..... da sgranocchiare

Ancora nocciole, dai giardini delle amiche




Bene, stavo preparando dei dolcetti per le feste, un mio biscotto preferito sono le mezzelune, o cornetti, pasta brisée ricca alle mandorle o alle nocciole. Avevo fatto l'impasto, arrotolato a filone e messo in frigo a raffreddare.
Il cornetto non mi riesce bello curvo nel modo giusto, ma un po' sgraziato, e mi sono scocciata a proseguire...ho preso il coltello e mi son messa a tagliare delle fette, magari per ritagliare con gli stampini delle figurine, stelline, cuori, alberelli...e invece mi è venuta l'idea di lasciarle così; le ho messe sulla lastra del forno coperta da carta, e le ho cotte per un 12-15 minuti a 160°C.
A tavola dopo cena avevo messo un piatto di dolcetti e...il salame è stato il primo a sparire!!!
I bimbi si divertivano, mia nuora pure, e così mi son sentita gratificata, anche solo per una ideuzza così peregrina!!









Annotazione:
molto burro, ma niente uova...si può variare con misto mandorle e noci, e rum!!!
Con lo stesso impasto si possono fare dei pasticcini, che poi vengono ricoperti di glassa bianca o anche al fondente

150 g nocciole, non spellate (solo ripulite bene con uno strofinaccio ruvido
250 g farina 00
200 g burro
130 g zucchero
2 cucchiai di grappa moscato
1 uovo
un pizzico di sale

Macinare nel tritatutto le nocciole, sfarinandole.
Sul piano del tavolo mettere la farina e lo zucchero e impastare con il burro, aggiungere sulla massa la farina di nocciole, la grappa e l'uovo, sale e a mano impastare fino ad avere una massa molto morbida, si fa un grosso cilindro e lo si mette in frigo a solidificare.
Tagliare dei pezzetti e formare dei cornetti.
Metà impasto l'ho invece tagliato a fette in diagonale come per il salame.
Cottura a 160° per 15 minuti circa, quando cambia colore.
Non toglierli subito dalla lastra, lasciarli raffreddare, poi chiuderli a strati in scatole di latta, inframettendo fogli di carta da forno.

mercoledì 24 dicembre 2008

BUON NATALE 2008

A tutti gli amici

A presto




Merry Christmas
Frohe Weihnachten
Joyeux Noël
Feliz Navidad
God Jul
С Рождеством
Καλά Χριστούγεννα

martedì 23 dicembre 2008

Salsa di mele e cipolle con aceto balsamico

All'ultimo momento mi è sovvenuto di fare qualche vasettino di salsa da regalare! Avevo visto tante confezioni sfiziose con salsine, che costavano dei patrimoni...non ne ho comprate e di corsa a casa a programmare anche questa, da mettere nei pacchetti dono



Salsa di mele e cipolle all'aceto balsamico: esecuzione










500 g cipolle ramate
900 g mele fuji nettate e a pezzettini
70 g zucchero totale
150 g lambrusco
100 g aceto balsamico di Modena
1 cucchiaino di senape di digione
2 cucchiaini misto spezie
pepe e noce moscata abbondanti
Ma anche il peperoncino ci sta bene, eliminando pepe e senape
sale

Ho tagliato a piccoli pezzi regolari le cipolle e con buona parte dei liquidi e delle spezie e 3/4 di zucchero le ho messe in un tegame di acciaio inossidabile e portate a cottura per circa un'ora coperto, per mantenere il loro umido.
A parte, in una larga padella sempre di acciaio ho fatto cuocere le mele con il rimanente degli ingredienti.
Poi ho passato le cipolle quasi cotte nella padella delle mele, e ho continuato la cottura ancora per 30-40 minuti.
Ho passato con il passaverdure, con disco a fori grandi, per avere una salsa abbbastanza consistente.
Si può tenere in frigo per una settimana, altrimenti si mette in vasetti di vetro che si fanno sterilizzare per una ventina di minuti.
Si serve su carni grigliate, formaggi o come uno gradisce...anche sulla polenta ai ferri!

lunedì 22 dicembre 2008

Baci di nonna

Mica arriverò ad avere degli eleganti "baci di dama"...ma qualcosa di mio!
quindi:
Baci di "nonna ivana"





Naturale che ho pasticciato alla mia maniera; mi sono letta una dozzina di ricette che avevo, altre che ho scoperto, poi ho fatto come il solito: annullo il tutto e parto con le mie nocciole.
Il G., pur recalcitrante, me ne ha schiacciate abbastanza...oltre non ce la faceva!









180 g nocciole spellate alla men peggio
150 g zucchero
180 g burro
180 g farina
50 g rum fantasia
70 g cioccolata fondente

Ho messo le nocciole nel forno a 140°C per 6 minuti, poi le ho strofinate, per togliere il più possibile la pellicina.
Le ho macinate nel tritatutto, a farina.
Ho messo burro e zucchero in una ciotola antiscivolo e con le fruste elettriche ho mescolato fino ad avere una crema, versando a filo anche il rum.
Ho aggiunto la farina di nocciole, ho amalgamato bene, quindi anche la farina. Ho ottenuto una massa densa, che ho foggiato a salame e avvolto in pellicola e messo al freddo, sul davanzale, tanto è più freddo fuori che in frigo!
Dopo un paio d'ore ho tagliato delle fette e con dei pezzetti ho sagomato delle palline, posate su carta da forno e riempito due lastre, per un totale di 95 palline.
Cuocere in forno a 140° C ventilato per 30 minuti.
Ho lasciato intiepidire sul tavolo.
Ho sciolto in un tegamino la cioccolata, con un cucchiaino ho steso un po' di questa su un dischetto e vi ho appoggiato un secondo dischetto. Ho fatto 46 baci.
Sono rustici, un buon sapore di nocciole, un profumino appena liquoroso e sono fondenti in bocca..

domenica 21 dicembre 2008

Don Chisciotte.....nel parco


Sulla panchina siedono infreddolite tre vecchiette, parlottano...poi sollevano gli occhi e osservano con una curiosa espressione un'altra vecchietta, arrivata chissà da dove, che sgambetta attorno al piedistallo, punta un obiettivo, scatta una volta, poi si sposta, mira ancora e così per alcune volte, immortalando la figura sgangherata che si staglia, magrissima e scura, contro un cielo azzurro, quasi confondendosi con i rami scarniti dell'albero lì accanto.
Un'impotente lunga spada sembra forare lo spazio in avanti, là in alto sopra le loro teste.
-Chi sarà mai?- si chiedono l'un l'altra, non capiscono perché la signora dai capelli bianchi sia così affascinata da una figura così stravagante, di ferro arrugginito, che da decenni vigila su un minuscolo parco per bambini!
La signora dai capelli bianchi dalla macchinetta in mano, notando la loro espressione quasi di presa in giro, pensa:
"Mica conoscono Don Chisciotte, queste signore qui sedute!"

Un Don Chisciotte perennemente errante, ingenuo, coraggioso.
Sorride verso la figura ...fa pure un cenno alle tre anziane...poi scompare oltre il cancello.

l'ALBERO del PANE

sabato 20 dicembre 2008

I miei SABADONI o SABAI 2008 ....e la Tradizione di Natale


Ogni cibo particolare che preparo mi fa andare con la mente a tutte le usanze che in questi stessi giorni si perpetuano, per la fedele e costante pazienza e sapienza di donne casalinghe, ad ogni angolo della terra, che con le mani, quasi come giocando, manipolano, foggiano la pasta dolce, l'arricchiscono di frutta, spezie, rinnovano la dolcezza dell'appartenere a un luogo, a una storia, in senso lato, e a una famiglia, a degli affetti in senso particolare e personale!
Lebkuchen, Panspeziali, Pain d'Epices, Christstollen, Panettone, Piroski, Certosino, Pampepato.....e Struffoli, Biscotti di pasta frolla, e SABAI o sabadoni
Il profumo dal forno o di fritto invadono le cucine, non proprio così frequentemente oggigiorno, ma qualcuno ancora si dedica a questa tradizione....












castagne secche ammollate da lessare





I miei SABAI 2008

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500 g farina 00
50 g zucchero
70 g burro sciolto
3 uova
mezza bustina di lievito per dolci
scorza grattugiata di limone
un pizzico di sale


Ripieno:
200 g castagne secche (ammollate dalla sera prima, lessate con foglia di alloro)
300 g confettura di frutta emiliana o di prugne, alla casalinga
50 g cioccolata fondente tritata
20 g pinoli
mandorle e nocciole tritati, un cucchiaio
uvetta se uno ne ha, io l'avevo esaurita!!!


Nel robot (o a mano) mettere farina, lievito, scorza limone, zucchero, sale e azionare per pochi secondi per miscelare, poi versare il burro sciolto e le uova uno alla volta, evenualmente qualche cucchiaio di latte, per avere un impasto morbido, ma non troppo. Lasciare riposare coperto.
Passare le castagne morbide dallo schiacciapatate, mescolarvi confettura, cioccolata, frutta secca (+uvetta, se ne avete!) e lasciare anche questo riposare al fresco. Tirare una sfoglia alla volta con la macchina, fino alla terzultima tacca, o a mano col matterello, tagliare dei quadretti di 8-10 cm di lato, posare del ripieno nella parte alta del quadrato, ribaltare questo lato verso il centro, quindi coprire con la terza parte del quadretto, per avvolgere bene il ripieno.
Si pigiano i bordi agli estremi con una forchetta.
Le dimensioni vanno a piacere.
Andrebbero imbibite di saba...ma all'ultimo momento mi sono accorta che non ne avevo più in cantina, quindi ho spruzzato con rum fantasia, cosparso di zucchero semolato, intanto che le aggiustavo in una larga terrina.
L'usanza antica riporta l'uso dell'acqua di cottura delle castagne anche nell'impasto.