sabato 28 febbraio 2009

OSTERIA del SOLE Bologna!!!!



Non posso passare sotto silenzio questa bella notizia, che si aspettava da anni, a Bologna: è scongiurato il rischio di chiusura pe la famosa e cinque volte centenaria OSTERIA del SOLE, paventato per l'esosità degli affitti che vengono richiesti per tanti negozi storici della città.
Si sa che il progresso, le nuove tecnologie, i trends sono delle mazzate per quelle realtà di nicchia, come vecchie librerie, o, in questi ultimi tempi anche i negozi di dischi, negozietti tipici delle vie storiche di Bologna, per cui sono costretti all'estinzione.


La Fondazione Carisbo, ancora una ottima scelta, con il suo Presidente Roversi Monaco, ha preso in mano la faccenda, ha acquistato il locale, sciogliendo così tutti i problemi legali e finanaziari in essere, e l' OSTERIA del SOLE continuerà nella sua affascinante tradizione....come ho già descritto nel mio post di mesi fa.


Grazie!!!!



http://cucinariodinonnaivana.blogspot.com/search/label/osterie

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Crostatine radicchio, mozzarella, pomodoro...e la psicanalisi

La crostatina terapeutica!!!


Perché crogiolarsi davanti a una parete grigia, ad ascoltare doloretti, a soccombere al pessimismo, ad annullare la spinta che hai sempre avuto?
Sono fortunata che ho una visione variegata della vita, che ho una curiosità pervicace iperattiva, per cui la mia mente ha sempre degli appigli cui affidarsi....e riprendere il normale interesse alle cose, colori, sapori, luce, natura!
Una piccola passeggiata tranquilla, lungo il corso di un canale paesano, un micio che ti viene incontro a strusciarti alle tue gambe per lui sconosciute, le violette del praticello che finalmente si sono fidate del tepore del giorno, il soffione vaporoso del tarassaco, le piccole Veronica, buffi occhietti azzurri fra l'inselvatichita erba...ecco, questa è la scossa, e la molla torna su!!!!

Non apro il PC, ma mi capitombolo in cucina e apro il frigo! Poche cose, anche scombinate, visto che io sono fissata con la stagionalità e con la economia domestica di antica memoria!
Niente carne, se non quella ancora congelata, verdure scarse...
Ieri sera avevo fatto una ispezione al piccolo freezer in cucina, quello del ricovero di piccole cose avanzate, di preparazioni superflue o sovrabbondanti. E mi sono trovata 7 palline di pasta brisée, avanzi delle mie sempiterne settimanali torte salate; le ho recuperate e messe nel frigo normale e stamattina ho ricamato su queste palline e sugli ingredienti reperiti!







Per sei stampini di 12 cm D.

150 g radicchio di Chioggia
250 g pomodori sodi maturi
125 g mozzarella coop latte italiano
1 cucchiaio colmo di parmigiano reggiano grattugiato
1 scalogno
1 spicchio aglio
foglioline di timo e prezzemolo
olio q.b. per stufare e per irrorare le crostatine
sale e pepe

250 g pasta brisée salata, da mia ricetta base

Lavare il radicchio trinciato a listarelle in acqua e bicarbonato, centrifugarlo e metterlo nell'olio in padella con aglio e scalogno tritati, stufare coperto, per una decina di minuti, salare e pepare, poi raffreddare.
Preparare gli stampini: imburrare leggermente e infarinarli; tirare la brisée e ritagliare uno alla volta i dischi abbondanti per gli stampi, forare con i rebbi della forchetta, cospargere di parmigiano, fare uno strato di radicchio, coprire con dadini di mozzarella, guarnire con i pomodori scolati e tagliati a fettine, cospargere di timo e prezzemolo, salare e pepare e irrorare leggermente con olio extra vergine d'oliva.
Sistemare gli stampini sulla leccarda del forno coperta di carta.
Forno ventilato 165°C per 20-25 minuti
Si mangiano caldi, ma sono ottimi anche freddi!

giovedì 26 febbraio 2009

martedì 24 febbraio 2009

Torta di rose alle verdure....ARLECCHINO!!!!!


Mi è venuto questo ghiribizzo, per la cena del Martedì Grasso, per gli amici!
Non sapevo come servirlo, ma, messo in tavola, ha attirato sia prima che durante la cena-







Torta di rose alle verdure, formaggio e Praga


Proprio come fare una ciambella!

300 g farina 000
3/4 bustina di lievito per dolci
1 uovo
3 cucchiai di yoghurt
3 cucchiai di olio
70 ml latte circa
sale, pepe

Farcia:

100 g zucchina
80 g carota lessata
30 g sedano
1 piccolo scalogno
40 g provolone piccante
40 g prosciutto di Praga
olio per stufare e per spennellare le rose

Tagliare le verdure a dadini piccoli, tritare lo scalogno e mettere tutto in padella con olio, rosolare leggermente, coprire e cuocere per una decina di minuti a fuoco lento; togliere dal fuoco e fare raffreddare.
Tagliare anche il formaggio e il Praga, a dadolini.
Mettere yoghurt, uovo, olio nella ciotola dello sbattitore elettrico e montare, salare e pepare, quindi aggiungere, alternandoli, la farina già mescolata al lievito e il latte, fino ad avere una massa consistente.
Impastare a mano sul piano di lavoro, aggiungendo farina se necessario; stendere con il matterello a mezzo cm di spessore, formando un rettangolo di circa 40 x 20 cm, cosparagere con formaggio e Praga, quindi le verdure, arrotolare per il lato lungo e tagliare dei tronchi di 4-5 cm di altezza. Sistemare queste rosette in cerchio su carta da forno, in una teglia circolare di 28-30 cm di diametro, lasciando spazio fra di loro. Spennellare con olio le rosette.
Cuocere in forno ventilato preriscaldato a 170°C per 35 minuti!

domenica 22 febbraio 2009

Villa Ronchi/BO...suggestioni napoleoniche

L'aspetto discreto ed elegante del complesso del Castello dei Ronchi nei mesi invernali!!




Nella suggestiva cornice di Villa Ronchi ecco sfilare personaggi dalle divise coloratissime, armati, equipaggiati, con cappelli vaghi, piumaggio, tracolle pelose, stivali, tamburi, stendardi e alabarde!



















Un link al sito :

http://blog.libero.it/fanteriaestense/view.php?reset=1&id=fanteriaestense





Tomaso è rapito...finalmente ammira dal vivo le figure che lui vede a casa dalla nonna, ben catalogate in un raccoglitore, che tutte le volte vuole scartabellare, per fortuna con una certa cura!!!
A me danno una "botta" di ricordi storici, molto confusi, ahimé, ma per coloro che di 'ste cose si interessano, ecco una serie di immagini, scattate nel pomeriggio.
E' stata una manifestazione quasi in sottotono, poco reclamizzata, trattandosi di un primo incontro, per le associazioni per la ricostruzione storica del periodo napoleonico, a carattere generale, con la partecipazione dei vari gruppi, rappresentanti i vari corpi, francesi, inglesi, austro-tedeschi, estensi, per addestramento e esercitazioni.
Il pubblico era scarso, tanto meglio per noi dalla macchinetta facile!
Il tempo è stato clemente, non era un freddo rigido, ma intiepidito!
Un pomeriggio domenicale un po' diverso!

CARNEVALE..........i KRAPFEN à la nonna ivana







Volevo fare le fritole di nona picia, poi all'ultimo momento non mi trovo la ricotta, che il mio spendino ha dimenticato di comprare!
Che fare? Carnevale vuol dire esagerare, vuol dire caricare di grassi e zucchero, e friggere in strutto abbondante. Un tempo era la "consolazione" che si dava ai poveri, per rimpinzarli, almeno in questi giorni, con cibi calorici, che saziassero e non facessero sentire la fame per un bel po'!
Anche i Romani conoscevano una specie di dolce, fatto di farina di farro, miele e latte, che poi veniva fritto nell'olio, a forma di palline, che chiamavano globuli!
Un po' dappertutto si trovano in Europa dolcetti sferici, fritti, spesso farciti, che assumono denominazioni diverse a seconda della regione o della nazione.
In genere per quelli dell'arco alpino si fa riferimento alla dolceria viennese, ai famosi krapfen, conosciuti già dal Seicento, molto apprezzati nel periodo dell'Imperatrice Maria Teresa d'Austria, che poi dominava altre regioni d'Italia, Ungheria, Croazia, per cui anche da noi sono conosciuti!
Ormai si mangiano ad ogni stagione, si acquistano in pasticceria, al bar, sono sempre buoni, caldi, ma anche freddi, farciti di crema al profumo di vaniglia, ma anche con marmellate, liquore.
Io, che da anni non ne facevo più, sempre per la paura del fritto, stavolta mi sono arresa, ho ripreso le mie ricette di una volta, e isolata in cucina me ne sono fatta un sedici pezzi, e spero che durino!


250 g farina 0 (poi erano 280 g)
30 g zucchero
30 g burro sciolto
120 g latte tiepido
1 uovo
un pizzico di sale
Tre quarti di bustina lievito secco lidl.
Mezzo chilo di strutto e olio d'oliva.
Zucchero semolato da cospargere


Sciogliere il burro e scaldare leggermente il latte.
In una ciotola disporre farina, zucchero, sale e il ievito, mescolare a secco, poi versare poco alla volta il latte e il burro sciolto e mescolare con una forchetta, sbattere un po' l'uovo a parte e incorporare anche quello.
Togliere dalla ciotola e impastare, aiutandosi con altra farina, a mano, finché non è bella liscia e non attacca più.
Mettere nella ciotola pulita e infarinata, incidere a croce, coprire e tenere al tiepido, per circa un'ora.
Poi stendere una metà dell'impasto a rettangolo stretto, di mezzo cm di spessore, porre un cucchiaino di confettura di albicocca. coprire con un lembo di pasta , premere con le dita, e ritagliare con il tagliapasta da 6 cm. L'altra parte di impasto non l'ho farcito, ma ho tenuto uno spessore di un cm abbondante, da farcire a freddo con crema usando la siringa, penso che invece li mangio così, sono buonissimi!
Li ho messi in una teglia grande di alluminio, con carta da forno e ho lasciato lievitare per una mezz'ora.
Ho scaldato lo strutto/olio e alla prova dello stecchino, ho messo tre dischi alla volta, cotti circa un minuto per parte.
La temperatura non deve essere molto alta, (i primi mi sono venuti scuri!!!).
Si gonfiano bene, stavolta non mi sono riusciti belli tondi, con la fascia centrale chiara, come i Berliner, ma fa lo stesso!
Li ho scolati bene, asciugati in carta da cucina, poi rotolati nello zucchero, ancora caldi!

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venerdì 20 febbraio 2009

Un Compleanno Speciale.....per ADA



Eccomi in ritardo a rendere un piccolo omaggio a una grande, gentile signora, che il 12 febbraio ha compiuto 101 anni.
Mi fa piacere fare visita alla Signora Ada, che poi ufficialmente si chiama Iside, che vive nel centro storico da tanti anni, ora sola, perché il marito si è dipartito quasi centenario, un paio di anni fa!





Il micio Mucio le fa compagnia, lei è autosufficiente, prepara il suo ragù, si cucina, pur avendo la figlia che abita nell'appartamento sopra al suo, e una colf che l'aiuta nelle faccende quotidiane.
Sul tavolo c'è sempre il quotidiano, accanto gli occhiali e una bella lente di ingrandimento, per darle modo di godere ancora della lettura. Il televisore pure le dà occasione di seguire notiziari e spettacoli, e nella bella stagione la si incontra fuori, nei giorni di festa, di sagra, agli spettacoli popolari, come pure a teatro.
Una signora dolce, serena, dal passato pieno di gioie, nei figli e nei nipoti e pronipoti, ma anche di dolori.
Tantissimi auguri, cara Ada!

giovedì 19 febbraio 2009

GIOVEDI' GRASSO......e le frittelle con l'anima

Il Giovedì Grasso nelle nostre campagne era un giorno particolarmente amato dai bambini...e non solo!
I contadini avevano ucciso il maiale proprio nel periodo e ancora profumava la casa la salsiccia appesa alla pertica di fronte al camino, lo strutto stava bello bianco e fresco nei vasi di coccio, e i bei pezzi di lardo, ben ricoperti di spezie e sale, facevano bella mostra di sé dentro al credenzino appeso in cantina!

Al mattino presto dal paese si staccavano frotte di bambini col loro bastoncino in mano, che prendevano varie direzioni verso le case dei contadini...bussavano a ogni porta e alla szdoura che apriva loro recitavano i versi:

brasùla, brasùla,
s'l'n'èh còta, dèmla cruda
so per la sprucarùla

Braciola, braciola
se non è cotta dammela cruda.
su in cima al bastoncino

Sul tagliere nell'enorme cucina, belle e pronte erano le fette di lardo da "imbroccare" nel bastoncino...ma anche una bollente frittella era gradita!
Dalla padella nera sulla fiamma del focolare si moltiplicavano le frittelle dorate!

La ricetta è inserita nel post:
http://cucinariodinonnaivana.blogspot.com/2008/02/frittelle-con-lanima.html





Un tempo occasione per fare le frittelle c’era per tutto l’anno: avanzava un po’ di minestra di fagioli, o anche in brodo, allora, alla sera, vi si mescolava un po’ di farina, si aggiungeva qualche uovo, del parmigiano grattugiato e nella padella con olio o strutto fumanti, si friggevano le dorate frittelle gustosissime.

In tempo di Carnevale, la frittella acquisiva una caratteristica in più…l’anima.
Si procedeva come il solito, ma nel friggere si faceva cadere nello strutto solo metà mestolino di pastella, si aggiungeva subito una fetta di salame, si ricopriva con altra pastella e si portava a cottura.
Non tutte però contenevano……l’anima. Erano tutte mescolate e solo qualche commensale poteva avere la fortuna di mangiarne.
Dipendeva dal "censo" della famiglia il numero di frittelle cotte con la fetta di salame: anche solo una fetta ogni dieci frittelle....ma in certe famiglie non si lesinava poi tanto!