martedì 31 marzo 2009

Buon Compleanno Marylou


Happy birthday!


I hope that Paul can bake for you the finest Cake in the world!!!!!

lunedì 30 marzo 2009

Colori della primavera



Montessori, Pizzoli, Pedagogia e...Crevalcore








(Nel mentre si preparava a sostenere la libera docenza in antropologia la studiosa pubblicò due scritti, entrambi nel 1903, relativi al contributo dell’antropologia alla pedagogia: l’uno dal titolo L’antropologia pedagogica e l’altro intitolato La teoria lombrosiana e l’educazione morale. Ambedue gli scritti segnano un momento importante nell’itinerario intellettuale di Montessori in quanto dall’antropologia come studio finalizzato alla conoscenza delle forme di degenerazione si sviluppa, anche attraverso l’antropologia pedagogica, la richiesta per il rinnovamento della pedagogia normale e dei suoi metodi educativi ed inizia a farsi strada il tema della pedagogia scientifica insieme a quello della formazione dell’“uomo nuovo”.

M. Montessori, La teoria lombrosiana e l’educazione morale, in «Rivista d’Italia», a. VI, vol. II, 1903, pp. 326-331. Si tratta della prolusione di Montessori al corso di antropologia pedagogica del quale era stata incaricata nel 1903 quando partecipò al secondo corso di pedagogia scientifica tenuto da Pizzoli a Crevalcore. Ugo Pizzoli organizzava nel suo Laboratorio di Pedagogia Scientifica corsi in cui impartiva agli insegnanti lezioni teorico-pratiche riguardanti lo studio sperimentale del fanciullo. La pedagogia scientifica del Pizzoli era diretta allo studio clinico dell’educando, condotto in laboratorio attraverso test atti a definire la fisionomia psichica e le disposizioni mentali dei bambini. Il primo corso di pedagogia scientifica aveva avuto il patronato dell’Associazione Pedagogica Nazionale e di Tamburini. Sergi, sostenitore dell’attività di Pizzoli, aveva presieduto agli esami finali auspicando che i professori di pedagogia delle scuole normali trascorressero durante le vacanze estive un mese presso l’istituto di Crevalcore per conoscere i metodi pratici della psicologia sperimentale (G. Sergi, Relazione al Ministero della P. I. sul Corso di Pedagogia emendativa tenuto a Crevalcore nell’agosto-settembre del R. Commissario Prof. Giuseppe Sergi, in G. Mucciarelli [a cura di], Giuseppe Sergi nella storia della psicologia e dell’antropologia in Italia, Bologna, Pitagora Editrice, 1987, pp. 179-181)


Questo è il brano che accompagna le due foto di gruppo! Prendo subito atto della rarità, almeno per me, che vivo ormai lontana da questi temi di scuola ed educazione!
Mi si apre un mondo nascosto, che pure fa parte della vita, anche se passata, di Crevalcore.

Percorro la via Paltrinieri e trovo subito il palazzo che era appartenuto ai Pizzoli, che poi era passato ai discendenti, quindi a un nuovo acquirente che ne ha ristrutturato ambienti interni, pavimenti. Penso siano rimasti solo pochi fregi a pareti e soffitti.



Interessante leggere stralci di biografia di questi due personaggi: una ragazzina, nata ad Ancona nel 1870, che precorre i tempi, a tredici anni frequenta un istituto tecnico maschile, poi si iscrive a medicina e si laurea, prima donna medico in Italia, credo!
Pizzoli nasce nel 1863 a Piacenza, dove si trovava la famiglia, che proveniva dal Bolognese, studierà a Bologna e si laurea pure lui in medicina, nel 1888.
Sono due personaggi che seguono un percorso di vita e di studio molto impegnato e soprattutto sempre desiderosi di ampliare le loro conoscenze, abbracciando altre esperienze scientifiche e filosofiche, in un periodo in cui nella scuola avvengono dei rivolgimenti importanti, anzi loro stessi saranno propositori di cambiamenti e di esperienze in contrasto con la didattica imperante.
Pizzoli ha un grande talento per la costruzione di attrezzi e strumenti che l'aiutano nelle sue ricerche psicopedagogiche, in parte seguendo le teorie lombrosiane, mettendo in pratica misurazioni, esperimenti che presto attirano l'attenzione del ministero dell'educazione. A Roma si seguono proprio allora le nuove teorie pedagogiche, in parallelo con movimenti europei. E' la Montessori, ancora giovane, a dedicare il suo interesse ai bambini della Roma povera, a voler completare anche degli studi filosofici, a capire che la pedagogia deve avere una valenza scientifica.

Pizzoli, medico condotto, ma anche delegato scolastico, ha a che fare sia con l'ospedale, la scuola e lo sport, ha una mente e una volontà indomite, ha delle doti pratiche e organizzative, crea il Laboratorio di Pedagogia Scientifica, scrive numerosi studi, fonda riviste, e prepara il Corso di Pedagogia Scientifica: il primo si svolge in un fabbricato basso e angusto, nell'agosto 1902, a Crevalcore appunto, cui partecipano insegnanti e studiosi da tutt'Italia; il secondo Corso si svolge nell'agosto del 1903 e a questo interviene anche Montessori, che già ha i suoi concetti sulla nuova educazione, che la condurranno ad aprire a Roma, nel 1906, la prima scuola per ragazzi disadattati.
Pizzoli continuerà il suo Laboratorio a Milano dal 1904 al 1907, quindi avrà esperienze anche all'estero, dove insegnerà le sue metodiche, esporterà i suoi strumenti per la valutazione delle capacità psichiche e intellettive dei ragazzi.
Pizzoli insegnerà Pedagogia all'Università di Modena e sarà pure chiamato alla fondazione dell'Istituto Tecnico "F. Corni" di Modena, dove resterà per alcuni anni, fin quando la sua metodologia rimase valida nell'ambito dell'insegnamento interno, mentre ormai la nascente Industria della Provincia di Modena aveva bisogno di tecnici per uno sviluppo sempre più importante, e l' l'Istituto Corni doveva preparare questi tecnici.
Pizzoli muore a Bologna nel 1934.

domenica 29 marzo 2009

PREAMBOLO a..........

Montessori, Pizzoli, Pedagogia e...Crevalcore!!!


Castello di Palata Pepoli comune di Crevalcore/BO 
Foto di ivanasetti




Strane suggestioni e improvvisi percorsi!
Angela, un'amica sconosciuta, ha inviato al mio Blog un commento, che, a buon diritto, posso rinominare messaggio, dando a questo termine il suo significato originale, più pregnante, parole che ci giungono di lontano e trasportano sensi e pensieri, che ci emozionano.
Angela è nata nella mia cittadina, ma sin da piccola non ha vissuto qui, ma in vari luoghi d'Italia, come lei mi accenna; ritorna sempre meno frequentemente, i parenti si sono dipartiti nel lungo periodo, le occasioni per tornare si diradano.
Nella memoria rimangono impressi quadretti dell'infanzia, si rivivono situazioni, abitudini, si riaffacciano visi di tante persone un tempo conosciute...insomma la nostalgia ricama su questo tesoro nascosto!
Angela forse vede in me una testimone di quei tempi a lei cari!


Poi Angela mi scrive di un lontano avvenimento, mi invia copie di fotografie di un secolo fa con didascalie, qualche stralcio di articoli da riviste, qualche riferimento storico a personaggi...e in me si avvia il mulinello e parto alla pesca di cose stimolanti, informazioni, notizie, documentazioni, anche se io sono sempre di fretta, e mutevole.
Non lascio però inascoltata la richiesta di parlare di questo fatto...so che preferisco sempre pagare di tasca mia, andare di persona, toccare con mano e, soprattutto, fotografare, ma, in questo caso, ho già del materiale giusto e me ne servo.


Un preambolo troppo lungo...sono una chiacchierona!
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sabato 28 marzo 2009

La Ciambella improvvisata

Non si può stare con le mani in mano...e, per non applicarmi troppo, imbastisco una ciambella rustica adatta anche per una domenica sottotono!



Cose che si hanno sempre disponibili...poi una ciambella in casa va bene sempre, a colazione e a merenda, e, se non occorre fare bella figura, anche a pranzo!







uova n. 2
cucchiai di zucchero n. 4
olio d’oliva ml 50
yogurt cucchiai n. 3
farina 00 g. 200
mezza bustina di lievito per dolci
Pizzico di sale, scorza grattugiata di arancia.
Un sacchetto 50 g zucchero a velo per glassa.

Ho montato le uova con lo zucchero, ho aggiunto l’olio, lo yogurt, poi la farina setacciata con il lievito, sale e scorza.
Risulta una crema densa. Forno a 170° (il mio Daewoo ad aria calda)
Ho imburrato bene lo stampo rotondo da ciambella col buco, liscio, messo in forno per 30 minuti.

Lasciare raffreddare. Sciogliere lo zucchero a velo con gocce di arancia e uno spruzzo di acqua calda, versare sulla parte superiore della ciambella rovesciata, devono vedersi le gocce a cascata.
E' rustica ma molto gradevole!

venerdì 27 marzo 2009

AMARCORD...personale!!!

Scusate... sto facendo un po' di ordine nei cassetti!




per Angela!!!!!
Una botta di...gioventù!

giovedì 26 marzo 2009

Pranzo all'aperto, pollo alla griglia




Sono un po' in quarantena, la cucina non mi coinvolge, il tossone non mi dà tregua!
Mi rilasso guardando nell'archivio delle foto e sottomano ho un pranzo in famiglia in cortile, d'aprile, appena la stagione è tiepida e si può apparecchiare un tavolo all'aperto.
Ci sentiamo come in vacanza, di sei famiglie siamo solo noi che ci dilettiamo a fare queste cose, o che ci invidiano o ci rampognano!!!!



Prendo fuori la mia caccavella di trent'anni fa, che sistemo su un tavolino, metto poi la prolunga del cavo elettrico per collegarmi alla presa in garage, preparo un bel pollo, prima con succo di limone e olio per un paio d'ore, lo apro bene a metà, poi una bella spalmata di erbe, una manciata di pangrattato e lo appiattisco nella griglia cromata!
Il profumo richiamava anche i mici dei vicini, ma erano tenuti alla larga da Chicco, il nostro cagnetto!
Ho nostalgia di questi pranzi in famiglia e non vedo l'ora di poterli fare!

Incontri con l'Autore

Metto la locandina che riguarda due incontri con l'Autore:

argomento caldo: l'ENERGIA

Due autori qualificati a spiegarci gli aspetti di questo problema cruciale!

Palata Pepoli, frazione di Crevalcore/BO

martedì 24 marzo 2009

Marusticano in fiore



E' maestoso, anche commovente con tutta questa chioma canuta, delicata come uno zucchero filato!

Nel piccolo parco accanto alla vecchia statale Bologna-Brennero, è l'albero più precoce a fiorire...in maggio e giugno avrà già i suoi frutti.

lunedì 23 marzo 2009

Pasticcio di finocchi....e mortadella!!!



Ancora un pasticcio poverello del lunedì, se volete farlo anche voi...mica è male, è facile facile, costa poco...e vi liberate di avanzi del frigo!






400 g finocchi, quelli più piatti, meno acquosi
70 g mortadella a fettine
50 g grana padano a scagliette
burro
sale, pepe
2 cucchiai di pane grattugiato
una tazza di besciamella
1 cucchiaio di passata di pomodoro

Nettare il finocchio, tagliarlo a cubetti non troppo piccoli, lasciarlo a bagno in acqua e bicarbonato, risciacquare bene, scolare e lessare a vapore, nel cesto, per un 15 minuti, che non sia stracotto.

Prendere una pirofila, imburrare il fondo, spargervi un cucchiaio di pangrattato, distribuirvi metà finocchi, disporre le fettine di mortadella a raggiera, cospargere con il grana grattugiato a scagliette, il pane, un paio di cucchiai di besciamella, fare il secondo strato di finocchi e ripetere con mortadella e formaggio, coprire con la besciamella, spolverare di formaggio grattugiato.
Forno ventilato a 180°C per 20 min.

domenica 22 marzo 2009

Carpa, cyprinus carpio...ottima, malgrado tutto

Un piccolo preambolo:
la carpa nella mia zona, da tempo immemorabile, è parecchio conosciuta, sta bene proprio nelle nostre lentissime acque di canali di bonifica, ma anche nei laghetti dove si pratica la pesca sportiva.
Io ho proprio occasione di seguire le manovre dei provetti pescatori "sportivi" nei laghetti azzurri (sono verdi, ma tant'è, è più romantico l'azzurro!), a pochi passi da casa mia...oltre tutto c'è pure un buon ristorante proprio sulle rive!





E chi lo dice che la carpa sa di fango e è antipatica da mangiare, causa le tante lische delle sue carni?
In casa mia lo hanno sempre detto!
Ci hanno "affidato" una carpa enorme, sanno che abbiamo un freezer grande in cantina, ma poi han detto:
" Mica la vogliamo indietro, mangiatela pure!!!"
Ma che è? Ci stanno forse affibbiando un bidone????

Il G. stava per riaffidarla ad altri!!! Ma ecco che intervengo anch'io: che male può fare un bestione così pacifico, va be' da morti tutti si è pacifici!!

Un sabato pomeriggio 'sta massa squamata sul ripiano del lavello in cucina mica è piacevole, solo l'odore che emana, man mano che si adegua alla temperatura calda!
Prendo subito io in mano la faccenda, si può dire:
il problema è che così intera non è in misura con i miei tegami, io la voglio mettere intera al forno. Bisogna decapitarla, ardua impresa per il G., con coltellaccio e forbici da potatore!
Decapitata la posso adagiare nella vasca del lavello, con acqua e limone...e vado dalla parrucchiera!



Al ritorno l'asciugo, la sistemo sulla carta forno nella teglia d'alluminio (professionale!) che sta a pennello nel vano del forno, la spruzzo di limone, la condisco con il mio ajòn, aggiungo rametti freschi di rosmarino e spicchi vestiti di aglio, schiacciati e sistemo la teglia in forno già caldo a 180 gradi e metto a circa due ore di tempo, calcolo sempre alla mia maniera empirica, mezz'ora ogni mezzo chilo, e 4-5 kg li pesa senz'altro!
Dopo un'ora abbasso a 150 gradi e lascio cuocere ancora per l'altra ora!
Per fortuna che si spegne automaticamente, perché nel frattempo io mi sono anche addormentata sul divano, guardando la TV.






Stamattina, domenica, con santa pazienza usando proprio le due mani, scuoio il pesce, cerco di togliere ogni lisca, tartassando le povere, ma profumate carni!
Mi scappa persino di metterne dei pezzetti in bocca...mica male, anche se ho già preso il mio caffè!




Ci siamo ricredutii, la carpa, le cui carni cotte sono in gran parte in freezer, era ottima, con la nostra fresca insalata mista.

Ce ne sarà per parecchi venerdì di...vigilia!!!

sabato 21 marzo 2009

PASQUA... Osterkranz, Treccia a Ghirlanda, Nido

il pan dolce pasquale!!!

Vedi anche ricetta di Pasqua 2011  ghirlanda 2011



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Nel tardo pomeriggio di ieri mi è saltata la voglia di dedicarmi al pane dolce della domenica: fa parte del mio periodo mitteleuropeo, dove certe usanze, pure esse di antica tradizione, facevano parte, quasi una cinquantina d'anni fa, della cucina delle famiglie, ma penso che ancora oggi, malgrado l'opera globalizzatrice, si possono trovare!
Il Pane Speciale della domenica è praticamente un pane dal sapore dolce, arricchito da burro, uova, a volte anche da aromi...un impasto che si presta per confezionare trecce (Berner Butterzopf), con varianti anche sul tavolo del sabato ebraico (Halla), e con frequenza nelle Osterkranz, negli Osternester ecc....


Avevo voglia di preparare un bel nido, da riporvi le uova benedette per la colazione di Pasqua, quindi l'ho fatta, un po' maldestramente, ma a Pasqua mi dedicherò con più cura!!!










Mia versione pasquale, per una ghirlanda-nido di 30 cm diametro il 20.3.2009


400 g farina 00
25 g burro
180 ml miscuglio latte e acqua tiepidi
50 g zucchero
1 uovo
1 bustina lievito secco lidl
sale un pizzico, scorza grattugiata di limone e arancia
Tuorlo per spennellare


Mettere nel robot farina, lievito, burro morbido, scorza grattugiata, sale e zucchero e mescolare, quindi aggiungere l'uovo e il latte/acqua e lasciare incordare.
Togliere dalla ciotola e impastare a mano, finchè l'impasto è bello liscio. Fare una palla, incidere a croce e mettere al tiepido a lievitare per un'ora.


Fare tre pezzi e tirarli a bastoni lunghi, di un dito circa e fare la treccia, che va accomodata su carta da forno, in circolo, fissato agli estremi, nel foro mettere una grande scodella unta capovolta. Fare degli incavi e mettervi dei gusci di uova per mantenere la fossetta per le uova soda di Pasqua. Spennellare con tuorlo sbattuto con acqua.
Lasciare lievitare altra mezz'ora.
Cuocere per 30' a 180°C. in forno ad aria

venerdì 20 marzo 2009

PRIMAVERA.....MARUSTICANO in fiore

Alberi in fiore: il marusticano!!!!

Ultimamente ci sono dei probemi di salute in famiglia...il mio relax è nei momenti in cui mi posso avvicinare alle piante, per scoprire il risveglio della primavera!!!
Improvvisamente, in poche giornate di sole e di tepore, mi trovo nei cortili, lungo le vie le fioriture rigogliose, allegre quasi...e mi confortano!!!!
In genere sono fiori di alberi da frutto, ma quei frutti antichi che da un po' di tempo sembrano avere un ritorno: il prunus, nelle sue varietà, nigra o chiara, dai petali rosa, o bianchi.
Saranno anche i primi frutti che matureranno all'inizio dell'estate, con i loro sapori rustici....rimarranno sulle piante, nascosti dal fogliame, verranno mangiati dagli uccelli, o da qualcuno che, come me, ha nostalgia dei marusticani della propria infanzia!!!








Quest invece è una pianta esotica che da alcuni decenni adorna i giardini, e il suo precoce fiore sui rami spogli sorprende e commuove!





Il marusticano è questo:

giovedì 19 marzo 2009

Albero in fiore......finestra sul cortile


Non avevo ancora fatto caso...
Stamattina, guardando dalla finestra della cameretta dei nipotini, ho visto che la nebbia si era diradata e questo alberello nel minuscolo cortile è stata come una apparizione; nel giro di pochi giorni il tepore ormai primaverile ha fatto sbocciare in gran fretta tutte le sue gemme!!!!

mercoledì 18 marzo 2009

Involtini di cavolo cappuccio con...mortadella!




E' lapalissiano dire che la mortadella è un salume di mia frequente utilizzazione, non mi smentisco neppure in questo piatto, nato da una necessità di togliere dal frigo questo cappuccio leggero, non compatto, dalle belle foglie tenere. Crudo non mi attira, sembra avere un'aria da verza, quindi farò degli involtini!







250 g foglie esterne di cavolo cappuccio
100 g mortadella in una fetta
80 g parmigiano grattugiato
1 uovo
1 cucchiaio colmo di pane bianco grattugiato
un cucchiaio di prezzemolo tritato
2 spicchi di aglio
un pomodoro maturo, sodo
sale e pepe
olio e burro

Mi sono accorta solo dopo aver finito, che avevo dimenticato il pane grattugiato, che avrebbe dato più consistenza all'involtino

Ho macinato non a poltiglia mortadella e formaggio nel tritattutto.

Ho sbianchito per tre minuti in acqua bollente salata le foglie di cappuccio e le ho posate su carta da cucina.
Ho mescolato gli ingredienti di cui sopra, e ho fatto dei salsicciotti della misura di un pollice e li ho sistemati nelle singole foglie e chiusi a pacchettino.
Ho oliato una carta da forno sul fondo di una pirofila, ho messo gli involtini, decorati con fettine di pomodoro e di burro.
In forno ad aria per 15 minuti a 180°C.
Naturale che ci sono piaciuti, no?
Sono sapori delle mie parti!