domenica 31 maggio 2009

INTIME ARMONIE....un ristorante!!!

Bene, parliamone!
Un locale nuovo, ricavato da una struttura agricola, solido, sobrio, immerso nella ordinata campagna, lontano dal traffico commerciale, in una serena atmosfera.
Giovanni e Valentina, volonterosi, capaci, simpatici, sono i gestori!
Causa il maltempo non ho potuto fotografare l'esterno, ma mi rifarò presto, vale la pena!!!

Eravamo in sedici, era la prima volta, avevo già fissato un menu semplice, per non azzardare cose che potessero essere non gradite!
Ma penso di fare una scappata una sera per gustare una cucina mediterranea, che Giovanni, nome italianizzato, chef, ci preparerà...sto già pregustando i piatti libanesi!!!

Oggi abbiamo avuto tortelloni alla ricotta, salvia e burro e il nido di tagliatelle al prosciutto, una tagliata rucola e formaggio con verdure grigliate e patate al forno...e la torta di fragole, con la base morbida proprio come piace a me...tutto rigorosamente fatto a mano, sapori genuini!



sabato 30 maggio 2009

Alla FIERA..........di merci e bestiame

...così si chiamano le fiere all'antica che a S. Agata Bolognese ancora si possono godere, almeno a me piace un sacco visitarle e cliccare su musetti o bargigli, su piume o mantelli bai; i bambini stanno con gli occhi incantati sugli asinelli, o le oche indiane, i conigli eleganti o le galline dalle strane penne!

Eccovi due coppie di artisti, dalla silouhette aggraziata e armoniosa!!!




o questa signora gallina ( o è un vanitoso galletto? Era solo e non ho potuto fare il confronto fra maschio e femmina!!) nostalgica della moda optical anni Sessanta!!!



questi si fanno i dispetti????

BIGOLI INTEGRALI RAGU' MANZO PROSCIUTTO

Bigoli integrali con ragù di manzo e prosciutto...e lambrusco




Qui ho pregustato il sapore famigliare del ragù nostrano arricchito con prosciutto crudo, con il quale in casa mia si condivano le tagliatelle all'uovo, abbinandolo però, in questo piatto, a una pasta meno usuale per noi, il bigolo, e per giunta integrale!
Il ragù di famiglia era praticamente l'espressione della disponibilità di ingredienti della famiglia di campagna: la carne di manzo era pregiata, legata all'acquisto, quindi al denaro, mentre il prosciutto era un prodotto casalingo, gli odori erano solo quelli dell'orto, cipolla carota, o meglio la gialla pistinaca e il verde sedano dal sapore pungente.
Gli spaghetti, nella nostra usanza antica, erano un piatto che associavamo al venerdì di magro, al tonno sott'olio, alla cipolla e alla sarda sotto sale che ne vivacizzava il sapore, quindi non aveva la frequenza degli altri piatti, come gramigna e salsiccia, pasta e fagioli, gnocchi, tortelloni di magro con ricotta, minestra matta ecc...

Ho fatto i bigoli arrangiandomi con il robot per l'impasto e la macchinetta per preparare la pasta, quindi modernizzo quelle azioni ataviche che fin da bambina mi erano state inculcate.
In un certo senso voglio mantenere la tradizione, contaminandola con la tecnologia...praticamente penso molto alla economia del tempo, che posso impiegare per tante altre attività pratiche o culturali!
Nel mio "cucinare" non sono proprio ortodossa, sono un out-sider, se mi si giudica sotto il profilo di "szdaoura", o di "sfoglina"

Tutta questa pappardella di discorso per presentarvi a mo' di ricetta un primo che è stato molto gradito da giovani, meno giovani e da piccolissimi......


Pasta:

250 g farina integrale bio
100 g farina 00
50 g sfarinato grano duro
3 uova grosse

Impastare nel robot, come indicato nelle "Paste Basi"
Lasciare riposare la pasta sotto una terrina, a temperatura ambiente.
Fare le sfoglie, facendo passare la pasta solo fino al terz'ultimo foro dell'imperia, lasciare asciugare non troppo, e fare passare dalla trafila per spaghetti grossi, che io acquistato a parte, per coloro che non l'hanno possono tagliare delle trenettine a mano, sempre di questo spessore.







Ragù:

100 g cipolla ramata
70 g carota
70 g sedano
450 g macinato manzo
3/4 bicchiere di lambrusco
120 g gambuccio prosciutto Modena o Parma
400 ml passata di pomodoro
sale, pepe, noce moscata
olio ex. verg. oliva

Soffriggere dolcemente gli odori nell'olio, stufarli bene, non arrostirli


sgranarvi il macinato scelto di bovino, e cuocere mescolando spesso fino a quando non si ha uno sbriciolato asciutto, si versa il vino e lo si fa sfumare sempre a fuoco dolce,


, si aggiunge la passata di pomodoro, abbastanza liquida, e forse qualche cucchiaio di acqua calda, salare e pepare e una grattugiata di noce moscata, fare prendere il bollore e portare a cottura per un'ora e mezza, con coperchio, mescolando spesso.


Il prosciutto si mette solo alla fine, macinato abbastanza fine. Serve per insaporire il ragù!








I miei bigoli erano in freezer da un paio di settimane, li ho tolti all'ultimo minuto, lessati in una larga pentola in acqua salata bollente!

Per l'ospite vegetariano un bel ragù di...zucchine arrosto con basilico!

mercoledì 27 maggio 2009

Pie cappuccio e mortadella



Mi complico la vita da sola: vedo che il G. ha lessato del cavolo cappuccio, poi trovo in frigo un trancio nuovo di mortadella, quella che uso per cucinare, ...e mi son messa a impastare, stufare il cappuccio, macinare mortadella e c'è venuto un erbazzone a modo mio, che chiamo anche pie!!
Una cena quindi che poteva essere solo un piatto semplice da fare, che mi ha impegnato per quasi due ore, per non contare il tempo per sgomberare e rigovernare tegami, terrine, teglie!!!
Mi piace trasformare!!!!








uffaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!

Allora fotografo la pagina del mio quadernone...invece di copiare in Word...spero si capisca, in cucina scrivo proprio da gallina!!!!


martedì 26 maggio 2009

E LA VITA CONTINUA........

Nella scatola da scarpe, su stracci di stoffa stanno aprendo gli occhi i pulcini primi nati della covata....due sono vispi e coraggiosi, il terzo è ancora in un limbo incerto e sofferente!
Speriamo ce la faccia!
Intanto i fratellini schiuderanno man mano i loro gusci...e fra qualche settimana, dopo una amorevole e calda assistenza della loro mamma-chioccia, allieteranno con i loro pigolii il cortile di Anna, mia sorella, laggiù in fattoria!!!



il piccolino giallino, nascosto, sta inerte...



Galli e galline razzolano nel loro cortile, in attesa del pasto serale!!

Lybian Desert...suggestioni dal deserto!




Gianluca mi ha portato 350 foto....qualcuna la devo pur mettere, no?!!!!!

domenica 24 maggio 2009

Un pranzo in famiglia

Dopo le ambasce per furto e rapina, che hanno riguardato da vicino i miei figli, ci siamo rilassati passando un mezzogiorno domenicale insieme...io ho passato il pomeriggio del sabato e tutta la mattinata della domenica a preparare, alla mia maniera campagnola, piatti da soddisfare figli e nipoti...è andata bene anche stavolta: una grande faticata, ma in fondo tanta gioia di poter ancora accontentarli!!!

Un antipasto mio classico, la torta di zucchine e formaggi



Tagliolini integrali con ragù di manzo e prosciutto crudo



Tagliolini integrali all'uovo con zucchine trifolate, piatto vegetariano per Elena




Fase di lavorazione di sabato:
pomodori gratinati, melanzane grigliate, crema di verdure passata, salsa di melanzana limone e ciliegini, ragù manzo e prosciutto, carote all'origano e pomodoro, zucchine ripiene con prosciutto e formaggio, peperonata veloce




Un cou cous casalingo, con carote, melanzana in salsa , zucchine arrosto e zucchine ripiene



Lonza di maiale all'aiòn e lambrusco, molto saporito e morbido!



Come dessert ho preso fuori la preziosa bottigliette della SABA di Anna, mia sorella, che è un nettare prelibato, da noi usato principalmente per le feste di Natale per imbibire, come conservante, le raviole dolci bolognesi e il Pane di Natale delle mie campagne!!!

Fragole nature e SABA!




Gelato alla panna irrorato con SABA!



A tavola siamo stati bene...ci siamo rilassati!!!!

(Dimenticavo....gli avanzi sono partiti con gli ospiti!!!!)

LONZA di MAIALE al LAMBRUSCO


Mi era rimasto un paio di bicchieri di lambrusco, quello buono fatto in azienda, dal sapore corposo...e mi è venuta l'idea di utilizzarlo per cuocere un bel trancio di lonza!





1.400 g lonza di maiale
450 ml lambrusco
3 cucchiai olio extra vergine d'oliva
3 cucchiaini da thè di ajòn (salamoia bolognese)
un rametto fresco di rosmarino

Incidere la parte coperta di grasso, a grata; scaldare l'olio in un tegame alto antiaderente, che contenga ben stretto il trancio agli estremi, non occorre legatura.
Rosolare bene voltando un paio di volte.
cospargere un lato con la salamoia, quindi versare il vino, portare a temperatura, chiudere con coperchio e cuocere per 90' a fuoco lentissimo.

Va tagliato non troppo caldo, si può irrorare con il sugo, facendolo prima ridurre sul fuoco, non addensare!

sabato 23 maggio 2009

CROSTATA INTEGRALE PRUGNE e MANDORLE

Crostata integrale Prugne e mandorle, croccante, bassa, che si può modificare, usando una teglia di diametro più stretto, circa cme 22. Io ho usato 28 cm. per avere una crostata secca!





E' stata una settimana all'insegna della farina integrale bio, avevo un kg di quasta farina da consumare!
Ho fatto anche le rosette integrali allo strutto










75...g farina integrale bio
75 g farina 0
30 g burro morbido
1 tuorlo
5 ml lievito per dolci (misurino)
50 g zucchero
2 cucchiai succo delle prugne
3 cucchiai latte
scorza grattugiata di limone

30 g fecola
60 g mandorle pelate macinate (40 x la crema+20 g da cospargere sulla base)
1 albume
20 g zucchero
350 g prugne conservate sgocciolate.

Per la pasta
Mescolare in una terrinetta le farine, lievito, zucchero e poi burro e i liquidi e il tuorlo, prima con una forchetta, poi impastare a mano, fare un panetto e tenere coperto.

Per la farcia:
Sbattere l'albume con una forchetta, non montarlo, mescolarvi lo zucchero, le mandorle e la fecola, poi mescolare questa crema alle prugne, si ha una massa morbida.

Stendere il disco di pasta su carta da forno, per una teglia di 24 cm, cospargere con le mandorle macinate, versarvi la massa, pareggiare bene!
Cuocere in forno ventilato già caldo a 180° C per 35 minuti!

giovedì 21 maggio 2009

BASILICA di SAN CESARIO a San Cesario/MO

Domenica di maggio incredibilmente calda e afosa, ma imperterriti siamo partiti nel primo pomeriggio per visitare la Pieve di San Cesario, nel paese di San Cesario in provincia di Modena, ma proprio al confine con la Provincia Bolognese


Il parcheggio è abbastanza vicino alla Basilica, ci avviciniamo al Torrazzo con l'orologio, che sembra darci il benvenuto, e subito troviamo lo spiazzo erboso, basso rispetto il livello della strada, e la bella facciata austera della Pieve ci accoglie. Il sole di mezzo pomeriggio è favorevole alle foto, quindi inizia la mia maratona digitale. Tutto il complesso è costruito in laterizio, dal colore caldo, ma anche resistente nel tempo, materiale utilizzato parecchio dai Romani.


Storia e descrizioni nel sito del comune









La basilica fu eretta nell'undicesimo secolo, nello stile romanico, su una chiesa presistente, sotto la giurisdizione nonantolana, ma con Matilde di Canossa ottenne l'autonomia come Chiesa, dal 1112.


I salienti indicano già la divisione interna, i piani diversi danno movimento alla linearità della facciata, la bifora adorna in modo aggraziato la cuspide centrale, altre monofore, due ai lati del portale e sei della parete laterale della basilica assieme alle cinque lesene, alleggeriscono la potente massa architettonica, mentre le absidi trilobate sono in perfetta armonia con l'intero complesso,completato da un campanile del periodo rinascimentale.
Ho difficoltà nell' entrare nella basilica, alla mia età il cristallino è proprio arruginito e l'adattamento alla penombra intensa dell'interno è ritardato, quasi non noto i due gradini che ancora abbassano il livello della chiesa...e la visione appare solenne, grandiosa, inaspettata!





Le tre Absidi armonizzano con il complesso basilicale. Visibili anche gli archetti snellenti che adornano le pareti laterali, forse del periodo rinascimentale.





Il campanile è della metà del Cinquecento





Appena entrati, nella navata a destra, abbastanza alto si ammira il monumento funebre di Gian Galeazzo Boschetti, opera del più famoso e importante scultore modenese Antonio Begarelli (1499 - 1565).





Il bell'organo inizio '800 sovrasta la porta centrale





Otto arcate per parte della navata centrale collegano le colonne dai capitelli diversi, decorati a motivi floreali: l'imponenza di queste colonne, dai pilastri basali pure importanti, forse schiacciano le due navate laterali, che pure hanno valore anche decorativo.









Il pavimento in cotto e le colonne in laterizio rivelano la semplicità, le condizioni alla base non sono ottimali: i lavori di restauro durarono dal 1946 al 1966, ora occorre porvi rimedio





La canonica, bella costruzione settecentesca, ben tenuta.





La targa ricorda il soggiorno nel complesso conventuale esistente nel Medioevo, di fianco alla Basilica, dove ora si trova la canonica





il Torrazzo, con l'orologio, ci aveva accolto,e ora diciamo arrivederci: torneremo a visitare altre cose.




Il paese di San Cesario ha origini antiche, aveva un nome diverso, Wilzacara, che troviamo in antichi documenti a partire dal settimo secolo!


manifestazioni :

Festa di Wilzacara: 1 e 2 giugno

 Licenza Creative Commons
This opera is licensed under a Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported License.