domenica 31 gennaio 2010

30 GENNAIO 2008---31 GENNAIO 2010

"oltre la siepe"


Non nevicava, forse, due anni fa, allorché, nel silenzio della notte, inviai il mio primo post, "creando", come suggerisce "Blogger", un blog, incosciente della mia imbranataggine informatica!
...anni di sconclusionata attività amatoriale, spaziando qua e là negli argomenti, toccandoli, senza approfondire...mi mancherebbe il tempo...

Come premesso nella presentazione del "cucinario di nonna ivana", ho testimoniato il mio cucinare, sempre adeguato a me, alla mia visione minimal, casalinga, o meglio campagnola, data la mia origine!

Sono grata ai visitatori, soprattutto agli amici virtuali che si sono avvicinati, che spero abbiano ricevuto un po' di serenità...questo lo scopo mio!
Ringrazio anche i silenti lettori, che passano di qua, si soffermano...che ritornano:
ringrazio anche i curiosi, che danno una fuggevole occhiata...

Insomma sono contenta del mio angolo messo su alla buona, che spero rimanga tale...ma soprattutto che la mia "curiosità" per la vita continui a stimolarmi, a riempire il tempo...finché ci sarà!

Grazie
Thanks
Danke
Merci
Spacibo
Gracias



A mia insaputa il G. ha dato il colpo di grazia al giorno nevoso con questo piatto rustico a pranzo, che non è proprio esteticamente presentabile...ma è in tema inverno e cibo nella nostra Bassa Pianura!!!



venerdì 29 gennaio 2010

CIMA di RAPA e BROCCOLI

E' stagione di questi ortaggi verdi che hanno proprietà eccellenti per la nostra salute, mi piace giocarci sempre in modo semplice, con varianti, abbinandoli a salumi nostrani, per renderli graditi anche a chi non è avvezzo a queste verdure tipiche del sud




Un mazzo di cima di rapa, da mezzo kg, tolte le parti più dure, va lessato
brevemente in acqua bollente, scolato bene e strizzato.
200 g malloreddus
70 g mortadella
tre spicchi di aglio,sale, pepe
4 cucchiai di olio


Ho tagliato la cima di rapa e l'ho stufata in padella con aglio e olio evo, ho aggiunto la mortadella a dadini solo quando anche la pasta era cotta al dente.



Insaporire la pasta in padella per un paio di minuti e impiattare.
Formaggio a piacere



Il G. ha preparato un altro piatto:
150 mezze penne coop
un pugno di cime di rapa prelessate
2 spicchi aglio
olio, sale, pepe, qualche goccia di limone
asiago



BROCCOLO, PAPATE, PROSCIUTTO, FORMAGGIO

Un broccolo pugliese da 500 g, nettato, sbollentato
2 patate circa 200 g a fette
60 g prosciutto crudo
60 g edam
sale, pepe, burro per la pirofila
Cuocere per 4 minuti le fette di patate con un cucchiaio di acqua a potenza 700 W nel Microonde.
Sistemare in pirofila imburrata.


gratinare a 180°C per 15 minuti


giovedì 28 gennaio 2010

DAIKON...pasticcio uno e ...due!!!!!

PASTICCIO DAIKON: con besciamella, mortadella ed edam a dadini, parmigiano e pane grattugiato. In forno per 20 min. a 180°C


Il Daikon dopo essere stato raschiato e tagliato a fette di mezzo cm, va cotto in acqua e latte per un quarto d'ora, unendo pepe in grani. Scolare e asciugare con carta da cucina




Fare tre strati, spolverando fondo e in mezzo anche con pane e formaggio parmigiano grattugiato




PASTICCIO DAIKON vegetariano:
ragù finto di: olio, cipolla, sedano e polpa pomodoro e molto parmigiano grattugiato e burro per rifinire.
Fare tre strati, e cuocere per 20 min a 180°C.




SERENO SARA'??????

rosso di sera...bel tempo si spera!

Questo era il tramonto di ieri!



Per un momento di serenità!!!






mercoledì 27 gennaio 2010

GIORNO della MEMORIA...nella mia memoria

http://www.fondazionevillaemma.org/


Non posso nascondere la mia sempre rinnovata commozione e la riflessione in occasione di questa giornata!
Il mio pensiero va ai luoghi in Europa che sono ineluttabilmente legati all'Olocausto, per la loro diretta attinenza con le azioni di sterminio...che conosco solo dalle immagini, ma che risuonano dentro di me soprattutto per le decina di libri che fin dalla mia giovinezza ho sempre letto con grandissima attenzione.

Esistono simboli della memoria anche accanto a noi, che magari dovremmo saper conoscere, sui quali riflettere.

Alcuni anni fa mi trovavo per una delle solite camminate della domenica, nei pressi di Carpi, a Fossoli...una mia amica ed io, che non avevamo mai visto quel posto, con improvvisa decisione ci staccammo dalla fila di podisti e con emozione ci avvicinammo al modesto cancello e aspettammo l'ora di apertura...anzi il custode arrivò in anticipo e, sorpreso, ci fece entrare nel Campo di Fossoli!
Nessun altro ci aveva seguito, nessun altro entrò nel tempo che noi percorremmo quei sentieri; abbandono, qualche indicazione, strutture in rovina...ma l'eco del passato rimbombava in modo assordante!
Carpi ha da decenni un importante museo dedicato all'Olocausto, nel Castello dei Pio.
Si esce da questi luoghi sconvolti, increduli e pieni di sconforto e sfiducia verso il genere umano!

Altra emozione provo nel vedere, immersa in uno spazio verde, sereno, Villa Emma a Nonantola...esiste in nome di questa signorile casa della periferia la Fondazione Villa Emma....
Molti dovrebbero ricordare l'episodio che ebbe come teatro Villa Emma, durante la seconda Guerra Mondiale, proprio per avere un insegnamento di...umanità!!!

http://www.fondazionevillaemma.org/

martedì 26 gennaio 2010

DAIKON, Raphanus sativus L, Daikon Radish, Daikon o Japanischer Rettich, Radis Chinois.

Questo ortaggio poco conosciuto, che da non molto compare su qualche banco di erbivendoli, mi ha incuriosito e un paio di anni fa ne feci la conoscenza ravvicinata.
Preparai allora alcune ricette, con daikon a crudo e anche cotto e ne gradii il sapore.
Oggi sono passata da Antonio, un fruttivendolo del mercato del martedì, penso l'unico fra quelli che ci sono, che espone il Daikon. Mi soffermo volentieri anche solo a curiosare, perché oltre alla diligenza e all'ordine con cui sono disposte le varie cassette di frutta e verdure, scopro qualità nuove, spesso poco conosciute da noi, in quanto vengono da regioni meridionali...Antonio è infatti siciliano e propone proprio buona parte delle eccellenze di quelle terre.


Parte delle verdure che ho acquistato da Antonio: broccoli, cima di rapa, radicchio, finocchi, olive nere....


PASTICCIO di DAIKON al forno
INSALATA mista DAIKON e yoghurt





Il Daikon appartiene alla famiglia delle Brassicaceae, genere Raphanus, ed è un ortaggio invernale.
Ha origine nell'Asia Continentale, ma è molto consumato in Giappone, poi Corea e Cina, lo si coltiva anche in occidente, e pian piano lo si impara ad apprezzare.
I Giapponesi lo utilizzano in moltissimi modi: crudo, cotto, conservato e anche disidratato.
I rapanelli che troviamo da noi, hanno una lunghezza di 40-50 cm, e superano il chilogrammo di peso.
Esiste una varietà, in Asia, dalla forma di zucca, che raggiunde anche 50 kg.
Il Daikon contiene molte vitamine, minerali e sostanze in valori superiori che in molte altre verdure, ha proprietà significative per la nostra salute, come lo hanno cavoli e broccoli.
Oggi ne ho comperato uno, era l'unico, fresco, bello sodo, con polpa bianca lucida, croccante.
E' sui quaranta cm di lunghezza, ha un bel diametro di 8 cm circa, una bella forma affusolata e pesa 1350 g

Ne ho utilizzato meno della metà, per realizzare due piatti: ed è stata una cena vegetariana gustosa!!!!

GARGANELLI al RAGU' misto manzo e regaglie

Dal pranzo di domenica....avevo una grossa faraona di campagna...e dalle sue regaglie ho combinato anche un ragù per questi garganelli!!!






Un ragù antico delle nostre campagne.

500 g garganelli (maccheroncini al pettine) paglia e fieno, pasta all'uovo secca coop

350 g macinato di manzo scelto
150 g durello e cuore di faraona con aderenze
80 g carota
100 g sedano
70 g cipolla
mezzo bicchiere Lambrusco
250 g polpa fine pomodoro coop
olio extravergine oliva
sale e pepe


Tritare gli odori e farli stufare dolcemente nell'olio, aggiungere il macinato e le regaglie tagliate a coltello in dadini, con grasso aderente, è importante.
Rosolare bene le carni, versare il vino e lasciare sfumare, salare e macinarvi sopra un po' di pepe nero.
Versare il pomodoro e acqua calda a coprire.
Continuare la cottura lenta, per almeno 2 ore, stando attenti all'umidità, poi asciugare.
Portare a bollore acqua salata, cuocere per 7 minuti la pasta, scolare bene.
Mettere parte del ragù nel tegame dove si era lessata la pasta, versare i gargamelli e finire di condire. Servire nel piatto fondo, come da tradizione contadina!

sabato 23 gennaio 2010

TAGLIATELLE RADICCHIO ROSSO E PROSCIUTTO

Ancora radicchio rosso dall'orto di Anna, ma ormai sono finiti!







300 g radicchio rosso tipo Chioggia
130 g cipolla tritata
100 g prosciutto crudo a listerelle (magro e grasso)
olio evo, sale e pepe

400 g tagliatelle larghe all'uovo, fresche
Parmigiano

Stufare la cipolla in padella con l'olio, aggiungere il radicchio, sale e pepe, coprire con coperchio di vetro, a sigillare bene le verdure, per circa altri 15 minuti.
Prima che siano lessate le tagliatelle, aggiungere il prosciutto, fare insaporire, un paio di minuti.
Le tagliatelle hanno veloce cottura, si scolano appena vengono a galla!
Scolare bene e fare insaporire nella padella, velocemente, senza aggiungere acqua, che rovinerebbe le tagliatelle, serve solo il grasso del condimento!
Parmigiano!

giovedì 21 gennaio 2010

SEMOLA - DAY......

Devo finire entro il mese la semola di grano duro grossa che mi hanno regalato!
Sto utilizzandola a modo mio, chissà se è poi ortodosso...



ci ho cotto una polenta, da cui ho fatto un piatto vegetariano, con una peperonata e formaggio asiago



che pure il G. ha gustato!!!!


L'avanzo? Era ancora parecchio!!!!
Per oggi ho fatto il pasticcio al forno, con parecchio ragù bolognese e parmigiano reggiano




Ho pensato alle FRITTELLE con l'ANIMA della nostra tradizione rurale per Carnevale
Avevo proprio della salsiccia passita di Ravenna, che ho inserito, mentre friggevo con strutto, nella frittela!


Davvero gustosa!!!

CIAMBELLA con NOCI e FARINA di CASTAGNE

Ciambella con noci e farina di castagne

Ero partita per fare una brazadèla per la colazione, perché abbiamo già esaurito le scorte di biscotteria, raviole dolci, panoni e varie che avevo fatto a Natale...siccome non amiamo comprare roba dolce, mi son messa in cucina...solo che dall'idea di una brazadela, sono arrivata a una ciambella un po' diversa...
Farina 00, farina di castagne, noci, buccia di arancia...e la ciambella acquista colori e profumi adatti alla stagione fredda...









5 cucchiai farina 00
2 cucchiai farina di castagne
Una decina di noci
2 uova grandi con tuorlo e albume separati
5 cucchiai di zucchero
mezza bustina di lievito in polvere

 50 g burro sciolto
50 ml latte freddo
noce moscata
scorza di arancia grattugiata
zucchero a velo

Setacciare le farine con il lievito.
Montare in una ciotola i due albumi, con un pizzico di sale, quando sono quasi montati mescolarvi un cucchiaio di zucchero.
Montare i tuorli con lo zucchero, versare il latte freddo e quando è montato aggiungere le farine, le noci macinate, la noce moscata e la scorza di arancia grattugiate, e il burro sciolto freddo.
Deve essere una massa cremosa, alla quale si deve incorporare la neve meringa, usando un cucchiaio di acciaio, con movimenti dall'alto al basso, non velocemente per non smontarla.
Metterla in uno stampo da ciambella ben imburrato e infarinato ( a me è successo che avevo poco unto, quindi ho fatto una figuraccia quando l'ho estratta dallo stampo, appena sfornato!)-
Cuocere a 170°C per 30 minuti
E' ottima

mercoledì 20 gennaio 2010

PRESEPIO ARTISTICO CASUMARO di Cento FE

PRESEPE ARTISTICO di CASUMARO/FE

Il Presepio è visitabile dal 25 dicembre al 31 gennaio 2010 con i seguenti orari di visita:
Festivi dalle 9:00 alle 12:00 - dalle 14:30 alle 19:00
Feriali dalle 10:00 alle 12:00 - dalle 15:00 alle 18:00


Testo e immagini di ivanasetti

Desideravo da tempo tornare a Casumaro, da decenni nominata la Città della Lumaca. Avevo avuto due esperienze contrastanti, ma interessanti e gradite.
La lumaca era tabù per me, la collegavo a un animaletto che compariva nel giardino a primavera, e a una certa avversione che sentivo nei suoi confronti: poi, due anni fa, con la prima visita alla Sagra della Lumaca, ruppi il ghiaccio e per due anni di seguito ho gustato una completa cena a base di lumache...ma il G. non ha mai ceduto e ha mangiato carne!
.
Lo scorso agosto avevo visitato la Chiesa di San Lorenzo di Casumaro e avevo incontrato per la prima volta Don Alfredo.
Mi aveva entusiasticamente parlato delle scoperte delle importanti opere della Chiesa , delle ristrutturazioni, dei restauri, di molte iniziative che con l'appassionata partecipazione della comunità, in un periodo di decenni, era riuscito a realizzare.

Non solo Città della Lumaca, questa piccola frazione divisa fra due province e due comuni, è importante anche per il suo Presepe Artistico, già alla sua 29.a edizione.
Oggi Don Alfredo sta seduto a un banco al centro della chiesa, legge, davanti a sé sta un tavolino pieno di fogli, libri e pubblicazioni.
Mi fa sedere accanto a lui, è sereno, ha avuto una malattia, ma si è ripreso e, a 85 anni, è ancora pieno di futuro, ama la sua chiesa come la sua sposa...da oltre cinque anni dovrebbe essere a riposo, ma il suo Vescovo non glielo concede...come può separasi da lei?
Mi ricorda con affetto la sua comunità, mi parla della costruzione della Sala Polivalente, ma soprattutto, guardandoci attorno nella chiesa silenziosa, mi accenna di nuovo alla preziosa opera di recupero e riconoscimento delle pitture e della Pala d'Altare.
Qui cito il merito della studiosa casumarese Mariella Palazzi, che ha dato il suo stupendo contributo in questo.

Il Presepe è stato allestito per decenni al centro della chiesa, mi rivela don Alfredo, poi si è pensato che tutti i "motorini elettrici", che da sotto l'impalcatura mettevano in movimento il complesso apparato delle statuine, degli attrezzi, degli animali, surriscaldandosi, potevano provocare incendio, quindi si è pensato di collocarlo in una struttura esterna alla chiesa.

Si entra ed è tutto buio, lentamente si scorgono ombre e man mano, a media altezza si distinguono le costruzioni del presepe, si sente la musica e ci si rende conto che sta sorgendo il sole, si ode il canto di un gallo in lontananza, l’eco di movimenti di ruote e macine, acqua scorrere; uomini e donne escono dalle case e la vita di quel mondo ipogeo che ora vediamo meglio, riprende.
Mi colpisce appunto questa caratteristica del piano del presepe, che sta sotto a una volta non celeste, ma come all'interno di una vasta grotta, suggestiva proprio per la sensazione di intimo, prezioso, come il sentimento di chi ha la fede.
Un mondo evocativo dell'epoca di Gesù, costruzioni bianche, in un paesaggio ben realizzato, volti di ceramica, vesti di foggia antica, luce crescente, che rimane però bassa, come in un sogno, mentre tanti movimenti coordinati danno la parvenza della quotidianità.
Il percorso che lentamente facciamo intorno, soffermandoci, è in parallelo con il procedere nelle terre antiche qui riprodotte, della Madonna e di Giuseppe, come dalle storie evangeliche a noi note dall’infanzia, verso il luogo della Nascita di Gesù.
I volontari sono qui attorno e vigilano, abbiamo già percorso il semicerchio, verso l'uscita: il viaggio della Madonna e di Giuseppe è giunto alla fine: su un colle, nella stalla che li accoglie, con luce più gioiosa, troviamo la rappresentazione della Natività, i personaggi che conosciamo dal vangelo, una intensità di colore e significato, che danno una commozione intima.
Una visita che è stata come un viaggio lontano nel tempo, che ci ha richiamati a un senso diverso della vita.

Il Presepio è visitabile dal 25 dicembre al 31 gennaio 2010 con i seguenti orari di visita:

Festivi dalle 9:00 alle 12:00 - dalle 14:30 alle 19:00

Feriali dalle 10:00 alle 12:00 - dalle 15:00 alle 18:00












Grazie Don Alfredo e un arrivederci!!!!!!

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