mercoledì 30 giugno 2010

ORDINE del NOCINO Spilamberto/Mo

La visita a Spilamberto ha avuto come obiettivi l'Aceto Balsamico e l'Ordine del Nocino, due temi che mi incuriosivano, volendo completare le mie cognizioni su questi due prodotti tipici del Modenese.
La giornata era piacevolmente arricchita dalle manifestazioni che concludevano il 27 giugno la 140° Fiera di San Giovanni, per cui cibo, animali, curiosità, bancarelle hanno offerto un gradevole contorno, anche se in un pomeriggio molto caldo di fine giugno!
Il TORRIONE era la costruzione medievale più alta del paese, necessaria per l'avvistamento e anche per la difesa, visti i periodi turbolenti che si succedevano a quei tempi!
Risale al XIV secolo....


Saliamo la prima ripida scala che porta alla sala dell'ORDINE del NOCINO,




che causerà un po' di problemi ai miei muscoli (la scala!), nei giorni seguenti!
Ci accoglie un ambiente ben illuminato dalle ogive del torrione, proprio a sud ovest, con bella vista sui contrafforti della Rocca



Troviamo subito delle gentili signore che offrono in assaggio le preziose gocce del Nocino, che ogni famiglia da queste parti produce e conserva gelosamente nelle vetrine del proprio salotto buono.


Il tavolinetto qui accanto è allestito con gli oggetti e gli ingredienti per il NOCINO,




Sempre in evidenza il tavolone con le boccette-campione, tutte numerate, per gli assaggi e le valutazioni, con la selezione di 75 campioni dai quali usciranno i dodici finalisti. La votazione avverrà in giornata..




ma per noi ormai non ha molta importanza...  prima di uscire, leggiamo con curiosità l'ode dialettale al Nocino della signora, se interpreto bene, Ansaloni Zoboli Marisa.


 

Terminiamo la visita alla stanza dell'OROLOGIO, da cui abbiamo una bella panoramica sulla cittadina, con i bei campanili slanciati che sorvegliano le belle chiese del luogo!








martedì 29 giugno 2010

ZUCCHINE fantasie del lunedì! FIORI RIPIENI...e....FRITTELLE di ZUCCHINE

Il lunedì vegetale...Anna mi ha portato un sacco di radicchi verdi, zucchine e fiori di zucchina
Ecco la cena di ieri sera!!!



La ricetta è una riminiscenza di una decina d'anni fa...da un libro tedesco sulla cucina turca mia aveva colpito la ricetta di un antipasto o stuzzichino, che in fondo era parallela al nostro modo di fare frittelle salate, soprattutto in perioro di carnevale.
Nello stesso tempo anche dall?ovest, o meglio dagli USA del Sud mi ha pure intrigato la ricetta delle frittelle con il mais, che feci per il Giovedì Grasso!!!
Quindi, tra memore e ingredienti freschi di stagione ho preparato la cena così!!!

FRITTELLE di ZUCCHINA


Grattugiare le zucchine e la mezza cipolla e lasciare marinare nel succo di mezzo limone.
Mescolare menta, basilico e prezzemolo tritatissimi, sale e pepe alle uova, quindi alle verdure. Addensare la pastella con tre cucchiai colmi di farina.
Lasciare riposare per una mezz'ora e friggere a cucchiai rasi alla volta in olio caldo!
Sono ottime calde, ma anche fredde!

FIORI  di ZUCCHINA ripieni alla campagnola!



Facili:  mortadella, il mio ingrediente favorito per i ripieni, uovo, pane e parmigiano, erbe aromatiche!
Cottura 6 minuti al MW a 700W

lunedì 28 giugno 2010

SPILAMBERTO / MO Parte 1°..MUSEO ACETO BALSAMICO TRADIZIONALE

Domenica primo pomeriggio:
"Si parte...per dove? Per Sorbara? "dice il G, che ha spento la TV, sportivo amareggiato pure oggi, stavolta dalla F1!!!
" Andiamo a Spilamberto...è l'ultimo giorno della Fiera di San Giovanni!!!"  suggerisco io!
Mi ha preso in parola!
E' caldo, un sole che picchia, le campagne dai campi squadrati e ordinati, mostrano le steppie dorate, dove la mietitrebbia ha già raccolto il grano...



la pianura a est, al di qua della Autostrada del Sole, è un susseguirsi di colture ricche di frumento, granturco, soja...poi man mano subentrano frutteti più estesi, un verde più corposo, che suggerisce un che di fresco, rispetto la calura acciecante di prima, e gli Appennini si evidenziano di più nella linea gibbosa, leggermente appannata dall'afa.
Arriviamo a Spilamberto, proprio accanto alla riva destra del Panaro, cittadina di undicimila abitanti.
Ddalla strada provinciale imbocchiamo la circonvallazione e quasi subito riusciamo a parcheggiare in un posto che si fa libero, fortunatamente...altrimenti chissà dove saremmo finiti, vista la quantità di traffico e folla.
Tutto procede agevolmente, siamo proprio all'imbocco del corso principale....il Torrione dell' Orologio si staglia netto sul fondo...e quasi subito un odore ci accarezza le narici...aceto balsamico:




Palazzo Fabriani è subito qui a destra, ospita il MUSEO ACETO BALSAMICO TRADIZIONALE, e la Consorteria dell'Aceto Balsamico; sono così entusiasta che varco di botto la soglia, siamo accolti da graziose ragazze che dirottano subito i visitatori nel percorso



che inizia subito nella saletta a destra, semibuia, dove un DVD ci illustra, da un ampio schermo, attraverso parole e gesti di signori pacati, immagini di uve, macchinari, fuoco, botti ecc..che descrivono la filiera per la produzione dell'aceto balsamico tradizionale!
Gli ambienti che seguono offrono una specifica esposizione di attrezzi, strumenti, macchine e contenitori della antica civiltà vinicola. Una raccolta essenziale, ben sistemata, sobria, curata, intelligente...davvero mi incanta questa mostra che mi rimanda alla mia vita in campagna, decenni fa!
Attrezzi per la pigiatura delle uve, con i piedi poi con la pigiatrice manuale!


 
I particolari ci vengono spiegati da una guida, con grande proprietà...a me  e a G., praticamente non serve la spiegazione, conosciamo bene ogni pezzo esposto...
Contenitori in legno e in vetro





La mia attenzione è rivolta alle forme degli oggetti, che sono in genere manufatti artigianali, opere degli uomini che possedevano e tramandavano i saperi degli antichi mestieri...inoltre è anche notevole, a volte, la diversità degli oggetti da un paese all'altro, pur mantenedo lo stesso utilizzo. Interpretazioni artigianali che connotavano, appunto, l'appartenenza ad una comunità, piuttosto che a un'altra.
Per secoli hanno avuto, queste forme, un evolversi molto lento,  poi improvvisamente dal secolo scorso hanno subito un precipitoso cambiamento, ma anche un abbandono graduale, quasi definitivo!

Si passa alla saletta delle batterie di vaselli, dai colori varianti dal bruno scuro, acquisito nei decenni, e il biondo di batterie recenti. Particolare la pezzuola che protegge l'apertura del vasello, per impedire l'intrusione di insetti e polveri, il tappo rimane solo accostato, perché l'aceto deve "vivere e respirare"


 
Le botticelle, di misura decrescente, per il particolare metodo di prelievi e travasi, sono nei diversi legni, che appartengono alla fabbricazione dell'aceto balsamico, di tradizione modenese reggiana, perché arricchiscono il prodotto di aromi diversi, che, amalgamati nel tempo, donano il bouquet finale.
Nel bolognese è raro trovare nelle famiglie questo metodo di acetificazione, che parte dal mosto cotto, mentre invece si fa semplicemente l'acetificazione dal vino, posto in piccole damigiane, dove si deposita man mano la "madre", ovvero quella massa gelatinosa di lieviti, che servono per continuare il processo di acetificazione!
In cantina da me il G. cura la sua damigianina di aceto rosso, che usiamo parecchio...vedi una bella insalata di fagioli e cipolla, per le patate lesse, per la salsa verde, per pulire, disinfettare e per i...gargarismi!!!!


Per l'aceto balsamico senz'altro c'era stato dalla seconda metà del Novecento un declino notevole, nelle famiglie si svegliava la curiosità per le cose commerciali, per l'esotismo, per la varietà che il mercato offriva in forma sempre più massiccia.
So di tante famiglie che avevano dimenticato le proprie batterie di vaselli per la produzione dell'aceto tradizionale del modenese, solo pochi continuavano in proprio a gustare questa preziosa prelibatezza, che non ha una documentazione o ricettario scritti, ma è sostenuta dall' usanza tramandata da padre in figlio.
Anche in questo settore scatta senz'altro il "business", si instaura un trend, che viene captato anche a livello industriale, col rischio della sofisticazione, della "corsa", ovvera l'accelerazione del processo, "aiutato" da metodi e additivi che travisano e inficiano la tipicità del prodotto!
Io mi auguro che la protezione della qualità possa essere efficiente, soprattutto attraverso queste consorterie, e i consorzi, con un severo controllo sul prodotto!
Passiamo al piano nobile del palazzo Fabriani, che è occupato dalla Consorteria, che tutela, promuove questo Prodotto tipico, e a me serve per prendere visione della consistenza del Palio 2010, che premierà, dopo oculate esaminazioni dei campioni di Aceto, i migliori.
Vedi anche



Altri oggetti che stanno in ordinate teche, nelle varie sale della consorteria



All'ultimo piano, praticamente un vasto sottotetto diviso in due parti e la classica Colombaia che continua il vano scala, troviamo a sud la nutrita esposizione delle batterie di vaselli "operanti" e a nord l'accogliente stanza degli assaggi.


Gocce dal sapore dolcissimo, che appena sulla lingua sviluppano una insinuante fiamma che invade la gola!
Spilamberto è una cittadina ricca anche di monumenti e chiese...ne parlerò, le immagini ci sono!!!!

domenica 27 giugno 2010

28 giugno 2010 BUON COMPLEANNO, SIGNORA SUNDINA!!! HAPPY BIRTHDAY!!!


HAPPY  BIRTHDAY,  Msr  SUNDINA!!!!! 
Have a lovely day with Paul and Family!

Un augurio sincero a questa amica canadese, i cui avi vivevano in Abruzzo!
Sono contenta che stia festeggiando con la Famiglia di Paul e i parenti, vorrei essere con loro a brindare!




Con grande stima e affetto

Ivana


TRECCIA INTEGRALE alle ERBE AROMATICHE dei giorni di San GIOVANNI


TRECCIA  INTEGRALE alle ERBE AROMATICHE dei giorni di San GIOVANNI




Nella settimana della festa di San Giovanni si avverte davvero una suggestione sottile, che nasce dal pullulare di feste in nome del Battista e dalle numerose manifestazioni legate all'acqua, alle erbe aromatiche, ai fiori!
Soprattutto nei paesi rurali della nostra pianura, ma anche negli Appennini, si moltiplicano in questi ultimi anni le ricerche della memoria delle  credenze, dei gesti, delle attività, dei modi di trarre benefici dalla natura, dalle piante in particolare, durante certi periodi, ripescando in leggende celtiche, o paleocristiane, fors'anche pagane.



Alla  FIRA di AI  di San Giovanni in Persiceto oggi ho fotografato il simpatico stand della PROLOCO, che aveva dedicato la Promozione della sagra all'antica credenza del benefico influsso per la salute dell'uomo, della magica notte di San Giovanni



Suggestionata anch'io da questa "moda", non faccio altro che guardare le mie piantine di erbe aromatiche, che davvero sembrano dare il meglio di sé proprio in questi giorni!
La Lavanda e la menta hanno adesso i loro fiori profumati in vasi, nei giardini e anche in aree urbane, in vasconi ornamentali nelle piazze. San Giovanni in Persiceto, vedi caso, ha una predilizione per la Lavanda, che troviamo dappertutto, persino nel piazzale dell'Ospedale nuovo, in  vaste aiuole soltanto di lavanda.


Il pane che ho preparato la vigilia di San Giovanni è profumato alle erbe aromatiche




 500  g  farina 0
100  g  farina integrale bio
20    g  lievito birra fresco
2      cucchiaini di sale
2      cuchiaini di zucchero
30    g  burro
1      cucchiaio prezzemolo tritato
mezzo  cucchiaio erba cipollina tagliuzzata
1      cucchiaino di timo fresco, solo le fogliette
1      spicchio aglio maciullato
mezzo limone, scorza grattugiata e 2-3  cucchiaini di succo
olio e.v. di oliva, 2 cucchiai, per spennellare la superficie del pane


Sciogliere il lievito in acqua tiepida con un cucchiaino di zucchero.
Mettere tutti gli ingredienti nella ciotola del robot, miscelare brevemente, quindi versare il lievito schiumoso e aggiungere acqua, circa 350 ml, scarsi, per ottenere un impasto sodo, asciutto, quasi "pasta dura", di mia memoria!
Togliere dalla ciotola e continuare a lavorare l'impasto a mano, alacremente, per circa 10  - 13 minuti, fare una palla, incidere a croce e mettere a lievitare, chiuso da pellicola e coperto da telo in luogo riparato per un paio d'ore, quando è raddoppiato di volume!



Lavorare ancora l'impasto, fare tre bastoni, quindi, iniziando dal centro intrecciarli, unendo i capi alla fine, rivoltandoli sotto, agli estremi.



Accomodare la treccia su carta da forno, in una teglia di circa trenta cm di lunghezza.
Oliare con i due cucchiai di olio e un cucchiaio d'acqua.
Lievitare ancora circa un'ora.



Cuocere per 50-60 minuti, a 190°C per circa venti minuti, poi abbassare a 150°-155°C fino alla fine!
Lasciare in forno socchiuso spento per tre minuti.
E' un pane fine, mollica vellutata, morbida, un ottimo sapore, crosta croccante!
 

sabato 26 giugno 2010

FESTA MATILDICA a SORBARA di BOMPORTO / MO

Una breve visita anche l'anno scorso alla Festa Matildica, di cui parlai  qui 


Domani, sabato 26 Giu.2010 si riapre la  manifestazione ispirata alla Grancontessa Matilde, alla storica Battaglia di Sorbara.
Penso di farci una scappata nel pomeriggio, ammesso che il G. abbia smaltito la voglia di calcio (football!) passivo dalla sua postazione divano-TV.
Mi appassiono sempre a queste feste rievocative, in cui entra un po' di tutto, come le buone feste rurali, in cui si incontrano giochi, bancarelle, esposizioni di prodotti tipici, gastronomia locale, discorsi, visite alla Pieve Matildica, moneta in ceramica, o Matildeo, musica popolare, e in chiusura i Fuochi d'Artificio.
Per me è il pretesto per fare una comoda passeggiata fra la gente, per curiosare sulle bancarelle, per rivisitare la Pieve, fare foto, e forse anche cenare ai tavoloni lungo il corso!!!


 
Lì vicino c'è pure la favolosa acetaia  Paltrinieri, che visitai  tre anni fa qui
Nei dintorni nei fine settimana non manca mai una sagra, piccola o grande, da visitare, per avere qualche ora di svago, di contatto con le realtà produttive, con la cultura in tono minore della nostra provincia...ma piacevole, degna di essere conosciuta, apprezzata!

venerdì 25 giugno 2010

MENU di CASA...PER L'ONOMASTICO DEL G.

Stamattina sul tardi mi sono resa conto che San Giovanni voleva dire anche onomastico del G.
Quindi...con fatica, l'ho spedito  a spasso, perché volevo essere padrona della cucina, per realizzare qualcosa io, da presentargli a pranzo!
Bene...lo spendino è lui e io mi limito a utilizzare povere cose del  frigo,  e della  cantina.
Prendo subito fuori dal  freezer la Linzer mia versione, fatta tre settimane fa!


Ho le taglioline ricavate da un avanzo di pasta all'uovo, ieri, dalla preparazione di tortellini di riserva, per i nipotini ,quando vengono a pranzo.




Merluzzo già scongelato.
Peperoni tre colori, per una colorata salsa-peperonata
Cicoria belga da stufare a cupola




Abbiamo pure gustato un bicchierino di nocino!
Il pranzo è andato bene...ma nel pomeriggio c'è stata la Grande Delusione....i calciatori se ne tornano sconfitti dai Mondiali 2010!
Il silenzio assoluto qua intorno era impressionante!