domenica 30 ottobre 2011

BERGAMO Parte 2., sulla PIAZZA VECCHIA

Via Colleoni è stretta, dal percorso un po' irregolare, muri e facciate segnate dal tempo, negozi colorati e vivi che rompono l'aspro aspetto di una via cittadina antica, ricca di storia. Parecchi di noi, invece di ascoltare la guida, scrutano le vetrine, s'imprimono in mente le leccornie da acquistare al ritorno!
La via è intitolata all'eroe quattrocentesco Bartolomeo Colleoni, il condottiero dalle tante battaglie vinte, soprattutto per la Serenissima, la Repubblica di Venezia, ma si era fatta una grande esperienza fin dalla giovane età al servizio di vari casati in Italia.

Bergamo prima parte


La qualità delle foto, si sa già, dipende dalla fotografa e dal mezzo, ma spero che mi venga perdonato...sono sempre molto emozionata, e convulsamente alla ricerca di fermare le immagini di queste mie fuggevoli visite, un po' avventurose!


Cliccare su ciascuna immagine per vederne l'ingrandimento, grazie!
Testo e foto ivanasetti



Siamo all'altezza del Teatro Sociale, Via Colleoni 4, e luminosa appare sullo sfondo la bianca facciata del PALAZZO NUOVO.
Mi rendo conto che PIAZZA VECCHIA è ...oltre l'angolo!!!








...ed entri nella Piazza...




Trovi l'accoglienza dolce, simpatica, pacifica di una piazza già affollata da attente e composte comitive raccolte attorno alla guida  di ciascun gruppo  che, con il "microfono incorporato", illustra le varie strutture che si affacciano ai quattro lati di questo quadrilatero.
Io amo i colori della pietra o gli intonaci non sfarzosi, le facciate semplici. che mostrano le epoche varie di costruzione, testimoni di storie diverse; l'alta  TORRE CIVICA, possente, protegge il cuore antico di Bergamo.
Il PALAZZO VECCHIO o  PALAZZO della  RAGIONE...il pensiero va al periodo dei Comuni, ricordo che questo Palazzo del Comune è forse il più antico, e svolse questa funzione dalla fine del XII sec.  fino a metà del XV sec., quando subentrò l'amministrazione veneziana.



Nella Torre si trova il Campanone, che ancora oggi fa sentire i suoi cento rintocchi, alle 10 di sera, che un tempo annunciavano l'ora della chiusura delle porte sulle mura veneziane che circondano la Città Alta.
,
 
Sempre a ricordo del lungo dominio veneziano, 1428-1797, la FONTANA CONTARINI, resta a testimoniare il dono fatto dal Rettore veneziano alla fine del suo mandato (per forza, iniziava anche a Bergamo l'epoca Napoleonica!),  alla città.




La fontana ha una vasca ottagonale al centro e attorno, sulla base non sopraelevata, si trovano due coppie di leoni, che trattengono la catena.
Due sfingi invece  spillano acqua nelle vasche minori, affiancate da due colonnette con scolpiti dei grossi serpenti.





Molti elementi marmorei che troviamo nelle facciate dei palazzi, nella fontana e poi nella piccola piazza del Duomo sono in Marmo di Zandobbio, le cui cave sono nelle vicinanze, e che da un paio di millenni viene usato per opere architettoniche e sculture, nel suo colore bianco o nella sfumatura rosa.

. Trifore, balcone e il Leone di San Marco, posti in tempi diversi, sono in marmo bianco di Zandobbio.
 Mi piace l'accostamento di colori diversi nelle pietre, chiari, che impreziosiscono la facciata


i grandi portali aperti nella facciata Nord. che all'origine era intera, introducono all'ampia loggia ad arcate acute e a tutto sesto, mentre la scalinata porticata permette l'ingresso a Palazzo Vecchio attraverso un cavalcavia attaccato alla parete est, e nello stesso tempo congiunge anche il Palazzo del Podestà.






Torquato Tasso e Bergamo, non vi è nato ma la famiglia vi aveva parenti stretti, con i quali c'era confidenza e si crede che anche Torquato almeno un paio di volte vi si sia recato.
La città lo ricorda con una statua proprio accanto a Palazzo della Ragione, con una via a lui intitolata e altre istituzioni culturali. Inoltre proprio nell'angolo della piazza troviamo  Caffè del  Tasso, e la Gelateria







Il perimetro della piazza continua con l'antichissimo PALAZZO  del PODESTA', dell'antichissimo casato dei Suardi, potenti Ghibellini, che possedevano pure, inglobata nel loro palazzo anche la Torre Civica.



Sede dell'UNIVERSITA' degli STUDI di Bergamo, un tempo la facciata evidentemente aveva altro stile di finestre e altra decorazione. Duranti lavori di restauro, nel Novecento, furono reperiti frammenti facenti parte di un ciclo pittorico attribuibili con quasi certezza al Bramante, che lavorò nel Milanese nella seconda metà del Quattrocento. Questi frammenti, che completano almeno due figure di Savi dell'antica Grecia, sono stati recuperati e riportati su tela e sono conservati in una sala in Palazzo Vecchio (della Ragione).

ancora in prospettiva l'intera facciata sulla Piazza Vecchia


la facciata sud di Palazzo Suardi o del Podestà, prospiciente Piazza Nuova o del Duomo
.


Di fronte a Palazzo Vecchio o della Ragione, al lato opposto della piazza, spicca nel suo candore, nel suo stile diverso dai Palazzi già descritti, PALAZZO NUOVO, sede della prestigiosa Biblioteca Angelo Mai




La sua costruzione iniziò nei primi anni del Seicento, dietro disegno dell'architetto Vincenzo Scamozzi, ma fu compiuto solamente nel 1958 con la collocazione di tre gruppi di due statue su tre trabeazioni di finestroni  del secondo piano, nella facciata realizzata solo nel 1928, in marmo bianco di Zandobbio, secondo il progetto iniziale dello Scamozzi; architetto dell'opera Ernesto Pirovano.





Abbiamo sostato nella ordinata piazza nel fresco mattino di un sabato d'ottobre, tutti attenti ad ascoltare la signora che spiegava molto di più di quello che io ho riportato, io ero piuttosto vagabonda, perché sgusciavo via dal gruppo per fotografare! (Qualche sguardo di compassione forse mi è stato pure rivolto...ma io imperterrita mi sono esaurita la batteria della mia macchinetta digitale,con grande entusiasmo!!!)


Manca la parte religiosa della visita, che va affrontata diversamente, un impatto forte con linee, forme e colori che convivono con l'architettura che ho qui mostrato con gradevole originalità!
Cappella Colleoni era pure nei miei più vivi desideri, e l'ho finalmente visitata!


Oltre questo varco!




continua!

Prima Parte Bergamo

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venerdì 28 ottobre 2011

CENTO/FE "CALICANTO" di MP BALBONI

Seguo volentieri il cammino di questo prezioso piccolo libro di MP Balboni, di cui ho parlato ancora!
Non posso partecipare perché sono afflitta da un potente e cavernoso raffreddore, ma invito amiche dei dintorni ad andarci!

Comune di Cento
Assessorato alla Cultura
Biblioteca Civica Patrimonio Studi


HAPPY HOUR LETTERARIO
un momento speciale per sorseggiare romanzi, poesia, arte e storia

Venerdì 28 ottobre 2011
ore 18.30
presso il CAFFE' ITALIA,
Corso Guercino, 30 - CENTO

Presentazione del romanzo di

Maria Pia Balboni
"CALICANTO, il LIBRO di MIA MADRE"

L'autrice verrà intervistata da Odilla Gallerani
direttrice del mensile "Piazza Verdi".
Marzia Braglia leggerà alcuni brani tratti dal romanzo.










PAGNOTTA BIANCA all'OLIO per necessità

Ho la testa un po' intontita con questo raffreddore potente che mi fa compagnia non desiderata in questi giorni!
Non potevo però trascurare il mio livadòr nello stipetto a lui dedicato per fermentare.
Potevo sottopormi alla  solita sudata per le duecento compressioni all'impasto, che devo fare per ottenere la mia pasta dura per la rosetta o la coppietta ritorta? No, mi verrebbe la febbre e il miopollicione non sarebbe ancora pronto a questa operazione-pane!
Quindi si  cambia percorso!

Testo e immagini ivanasetti




Metto nella ciotola 650 g  di farina 0, con 2  cucchiaini di sale fino, 1 cucchiaino di zucchero, mezzo cucchiaino di lievito secco lidl!
Mischio bene e inserisco il livador, 150 g, che è bello soffice e ancora mescolo bene!
Mi preparo 400 ml di acqua, 50 ml di olio, gocce di limone che verso gradatamente dal bocchettone, e lascio impastare bene, avrò usato 370 ml di acqua!
Spengo e lascio per un'ora la massa a lievitare nel robot (mai fatto, ma c'è il riscaldamento acceso, e non si apre la finestra, copro bene con un paio di teli puliti.






Poi impasto a mano e metto a lievitare ancora per due ore, all'interno della lavastoviglie,

quindi passo a confezionare la pagnotta, perché l'impasto è proprio soffice!




Ancora un'oretta e quindi lo cuocio al forno 25 minuti a 190°C, poi 20 minuti a 155°-160°C,


Un pagnotta bianca che sostituisce il mio pane ritorto, ma è ugualmente buono, morbido...anche se non siamo abituati a mangiare tanta mollica!


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mercoledì 26 ottobre 2011

CAKE CAROTA e MELA....tortina per la colazione!!!

Non sopporto il raffreddore, e cerco di distrarmi...andando in cucina!
Un paio di cucchiai di nocciole macinate, rimanenza di non so quando, in freezer, e le mele nel portafrutta, in frigo una carota. Due uova ci sono, mi preparo quindi il piano di lavoro:


 gli ingredienti, che poi integro con lo zucchero, dimenticato, e due cucchiai di rum fantasia, che mancano nella foto!


 2   uova maxi
70  g  zucchero
60  g burro sciolto (meglio invece morbido da montare con lo zucchero, poi l'aggiuna delle uova! Risulterebbe più morbida)
120 g farina 00  mescolata a due cucchiaini di lievito per dolci, un pizzico di scorza di limone grattugiata
30   g di sfarinato di nocciola
alternati con 50 ml di latte
mezza mela grande golden delicious a dadini
una carota grattugiata a julienne, precotta due minuti al MW a 700W
due cucchiai di rum fantasia (si trova così, economico, per dolci!)


Montare uova e zucchero, poi aggiungere il burro fuso e montare bene, poi aggiungere alternando, farina e sfarinato di nocciola con  mezzo bicchierino da yogurt di latte freddo.
Deve essere come una crema!




Imburrare uno stampo rettangolare in alu, cuocere in forno caldo a 170° per 30 minuti (prova stecchino, che sia asciutto!)


 Molto semplice, noi mangiamo il dolce a colazione...col caffè nero non  zuccherato!!!

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martedì 25 ottobre 2011

BERGAMO, una breve VISITA parte prima

BERGAMO ALTA e il fascino di una città sospesa nel tempo!

Il mio breve incontro con la città, che non conoscevo!
Le foschie che accompagnano le albe autunnali si stanno sfaldando, cedendo spazio all'azzurro.
Percorriamo viale Vittorio Emanuele II e, salendo, scorgiamo sempre meglio il colle e la linea della Città Alta,

Testo e foto ivanasetti


 oltrepassiamo Porta Sant'Agostino, su cui vediamo il bassorilievo col leone simbolo di Venezia, l'evidente segno del lungo dominio della Repubblica di Venezia, 1428-1797.



Affianchiamo a tratti la lunga cinta, ancora intatta, che circonda la Bergamo Alta, opera nel Cinquecento dei Veneziani, per rendere la città una fortezza. E pure il panorama della Bergamo Bassa è visibile in alcuni punti lungo il percorso. Io non faccio che fotografare, con difficoltà, naturalmente, visto che il pulman sale senza sostare!


Con noi c'è pure la guida, che ha un ottimo modo di descrivere e spiegare le strutture che man mano incontriamo,  dando cenni storici  con chiarezza. Le prime immagini da fermo sono accanto a una  Torre molto alta, dal ruvido aspetto con irregolari pietre a bugnato... non ci sono aperture, se non una porticina ben alta su una parete, tanto da sembra un'ogiva.





La torre, palazzi che continuano con voltoni e porticati, soffitti in legno, pitture schematizzate, siamo nel Passaggio Torre di Adalberto, da dove si entra nella Cittadella.
Io non sono proprio attenta alle parole della guida, mi avvicino ai monumenti, ai palazzi o vi cerco la prospettiva giusta per catturare immagini, purtroppo poi fatico enormemente per trovare le informazioni! Approfitto delle ore che trascorro in un posto che ancora non conosco, a fotografare, senza avere molte cognizioni, quasi fidandomi delle mie impressioni.






 Nella ricerca che faccio a posteriori, rammaricandomi di non essere stata previdente a premunirmi di informazioni e documentazione in merito alla visita, ho spesso la fortuna di incontrare persone che hanno studiato, descritto e divulgato generosamente materiale prezioso.
Mi sono entusiasmata a leggere le pagine di un blog di una appassionata di architettura, proprio cittadina bergamasca!,  


http://alessandra-creativefamily.blogspot.com/


Altro passaggio sotto la Torre della Campanella, recentemente restaurata,

Nella vasta piazza Lorenzo Mascheroni, si trovano interessanti palazzi, che hanno attirato la mia attenzione, per le sovrapposizioni di stili e di funzione






Dalla piazza ci inoltriamo in una via stretta, Via B. Colleoni che ci porterà alla Piazza Vecchia, il nucleo civico e religioso della Città Alta!




continua.....

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