mercoledì 30 novembre 2011

CROSTATA con crema DI CACHI, FRUTTA al LIQUORE,

C'è sempre una prima volta!
La cassa di cachi che il vicino ci ha regalato è in cantina e i cachi stanno maturando man mano. Da tanto mi intrigava il pensiero di cucinare con questo frutto! Ero titubante e, partendo con l'idea di una crostata, ho pensato che non potevo mettere la frutta semplicemente a mo' di confettura, ma di fare la farcia con la crema a freddo alla quale mescolare la frutta.
Come base ho fatto una specie di pasta-brazadela, ovvero una crosta più morbida, un po' lievitata!


per la base:


180  g  farina 00 +  1  cucchiaino lievito per dolci, gocce e scorza grattugiata di limone
50    g  zucchero
50    g   burro sciolto
1      uovo intero
Mescolare bene farina e lievito, fare la fotana e mescolarvi l'uovo, lo zucchero e il burro, un paio di cucchiai di latte, e fare una palla

e per la farcia:


2   cachi maturi frullati
2   uova
1 e mezzo cucchiaio di farina
1 e mezzo  cucchiaio di zucchero
2    cucchiai di fruttainsieme fabbri al liquore, tritata bene col coltello
noce moscata e cannella
qualche cucchiaio di latte
10 amaretti tritati da cospargere sulla base



Battere bene le uova con zucchero e farina, il latte e le spezie, in ultimo versare la polpa frullata dei cachi e la frutta al liquore tritata. Farcire con la crema, ribaltare il bordo verso l'interno.  cuocere in forno ad aria per 35 minuti a 170°C



La farcia è di giusta consistenza, la pasta non è friabile, non umida, la farcia è abbastanza compatta, ma morbida!
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martedì 29 novembre 2011

AUTUNNO, RIFLESSIONI, PANE-GRISSINO e DOLCE di CACHI

Il tardo autunno sta cancellando i colori intensi di alberi, fiori, frutti che settembre e ottobre ci hanno donato con tanta generosià
Le piante fitte di foglie ora sono svuotate, restano bracci tesi al cielo, scuri e inermi contro il freddo e le nebbie!
Restano imbruttiti frutti di melograno e cachi, o pannocchie rinsecchite del sommaco, caparbiamente attaccati a rami immoti nei giardini spogli!
Solo le siepi sempreverdi regalano piccole emozioni, come bacche piccole piccole, nascoste dalle foglie, o fiorellini minuscoli dal profumo dolcissimo...e la nebbia ricama argentei fili!
Testo e immagini di ivanasetti





Io guardo dalla finestra e mi rattristo...ma poi ho davanti a me frutta, verdura, ho la farina, il calore del forno, la voglia di pasticciare con le mani, di seguire memorie, esperienze e le ore mi passano lievemenet!
In cantina i cachi stanno maturando entamente, da tempo ho il desiderio di provare a fare un dolce con i cachi e due sono proprio pronti!
CROSTATA di CACHI, amaretti e fruttainsieme fabbri



Buona, buona,buona!!!


PANINI BIRICHINI all'OLIO e SIMIL-GRISSINI ALL'OLIO!
E questi pure ...uno tira l'altro!!!



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lunedì 28 novembre 2011

le VERDURE à la nonna ivana: MENU DOMENICALE

Un menu domenicale improvvisato  per ...motivi congiunturali, ospiti che si annunciano solo la sera prima...succede, quando questi ospiti hanno uno strettissimo legame di sangue con il G. e me!
Niente paura, per il dolce  c'è  la Birnenwaehe, come la chiamo io, destinata alle mie colazioni...ma che, a posteriori, posso dire che è sparita come dessert del pranzo domenicale!
Da Marisa arriva una confezione di verdure...proprio a fagiolo, posso dire!
Bietole da costa, radicchio rosso precoce di VR, mi pare, carote, finocchi, cavolfiore!

Testo e foto di ivanasetti
Preparo il primo piatto:  CASARECCE gragnano al RADICCHIO ROSSO e PROSCIUTTO





Le Biete hanno fatto questa fine:


 

le coste, tagliate gratinate, con besciamella e mortadella (jolly che non manca mai nel frigo!)



le carote all'orientale


Avevo pure delle zucchine Bologna, fatte al MW in pochi minuti, sono sempre molto gradite!
Con olio, salamoia bolognese.




 Concludendo:


Rimpinzati e contenti...e io stanca e soddisfatta!

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sabato 26 novembre 2011

CROSTATA di PERE con AMARETTI e CREMA, BIRNENWAEHE u. AMARETTI, PEAR-PIE

Sempre di avanzi si tratta! E di frutta a iosa che mi trovo in cantina a maturare a tutto spiano, e per non gettarla, da me non si butta niente, pensando a chi ha incolpevolmente fame, preparo sempre qualche dolce, rustico, adatto alle nostre colazioni e merende!
Io ho sempre nella memoria il sapore delle Waehen che si compravano a tranci, si gustavano in laboratorio con il tè di rosa canina che distribuivano alle nove del mattino alla Geigy!
Mi intrigava la Waehe al rabarbaro, una pianta che non conoscevo, che vedevo dalla strada nei campi del Baselland, quando riuscivi a vedere qualche pezzo di terreno coltivato, ancora resistente alla forte espansione industriale, o in certi vasti giardini-orti di ville al margine della ferrovia del tram per Basel!
La Waehe di Mele era la più comune, si mangiava fredda e la sottile pasta poco dolce alla base faceva un piacevole contrasto con la morbida farcia dal sapore agrodolce della crema e della mela!
Quella al rabarbaro invece aveva un sapore dolciastro e agro, più pungente! I pezzetti di gambo del rabarbaro erano più consistenti e non sempre li trovavo di mio gusto, ma volevo provare ugualmente!
n casa mia in autunno anche le pere vengono molto usate nei dolci che faccio, e non solo!
Frugo nei cassetti in cucina e trovo il pacchetto di amaretti  quasi finito, ci stanno bene pure loro, visto che il panetto di brisée non è affatto dolce, essendo l'avanzo delle crostate salate dell'altro giorno!
Quindi WAEHE alle PERE, con CREMA  e AMARETTI!

Testo e foto di ivanasetti


250  g  pasta brisée avanzata dalle crostate salate di zucchine e cipolle
10    amaretti pestati in sacchetto da freezer con mattarello


per la crema:
3/4  latte bicch da yogurt
1     cucchiaio colmo di farina
1     cucchiaio colmo di zucchero semolato
2     uova medie
60   g  yogurt mignon all'albicocca
cannella


5 pere medie
mezzo cucchiaio di zucchero, gocce di limone 


Pelare le pere, tagliarle a spicchi non spessi, metterli in una terrina con limone e un po' di zucchero.
Stendere la brisée su una carta da forno per teglia da 28 cm diametro, con bordo intorno, da pizzicare contro la parete della teglia


Sbattere zucchero uova e farina, versare latte, cannella e yogurt e rendere una crema liscia abbastanza liquida. Cospargere la base con le briciole di amaretti
Fare uno strato compatto con le fettine di pere.
Versare anche la crema uniformemente.




Cuocere per 35-40 minuti s  170°C ventilato.


Una settimana densa di lavoro e di soddisfazioni!
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RADICCHIO VERDE RUSTICO ai sapori e OPEN DAY

Radicchio rustico perché cresce nell'angolo dell'orto di mia sorella, non è a coltura intensiva, da ortolano, ma alla casalinga!
In genere si dovrebbero mangiare belli freschi croccanti, ma cresciuti in questa maniera sono un po' duri e  meno dolci di quelli che si trovano nei banchi delle verdure dei supermercati!
Stamattina me ne ha portato una borsa piena, io, dopo la maratona odierna con le torte salate per l'Open Day della scuola dei nipotini, avevo voglia di un bel piatto di radicchio!

Noi consumiamo le foglie esterne stufate, mentre la parte interna è molto buona in insalata, anche con l'aggiunta di mela, limone e olio, il G. ci mette l'aglio!

RADICCHIO STUFATO  in padella con coperchio a cupola:

Testo e foto di ivanasetti

pulire le foglie più grandi esterne, togliendo una parte della costola dura centrale, e ottenere dei pezzi grandi!
Lavarli parecchie volte, io li lascio anche  a bagno con un po' di bicarbonato, asciugarli!
Macinare nel tritatutto un panino bianco raffermo, uno spicchio d'aglio, foglie di basilico, in una terrinetta condire con sale e pepe e inumidire con un po' d'olio.
In una larga padella antiaderente mettere 2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva, disporre le foglie che ho condito con un cucchiaino di briciole saporite, ripiegate alla meglio, perché sono un po' rigide, riempire tutta la padella, cospargere con un cucchiaio di briciole, coprire con un coperchio che aderisca alla verdura e cuocere un quarto d'ora, smuovendolo con un cucchiaio di legno, senza voltare!


Una ricetta proprio povera...ma tanto saporita!


La giornata era cominciata all'alba!


Ho incominciato a preparare le crostate salate di cipolle e zucchine e ho voluto anche replicare la crostata dolce con la frolla in misto farina di castagne, farcita con pere, e una crema di uova, farina bianca e di castagne, latte, cioccolata e amaretti tritati!
Spero che siano riuscite, non le mangeremo noi, ma i visitatori che acquisteranno al mercatino della scuola nelle due giornate OPEN DAY, alla scuola dei nipotini!




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giovedì 24 novembre 2011

MARIELLA PALAZZI "MARMELLATA a COLAZIONE"

Per una imperdonabile svista non avevo memorizzato le due diverse date per la presentazione del bellissimo libro "CALICANTO" dell'amica Maria Pia Balboni,  venerdì 18 novembre e accingendomi oggi a pubblicare l'invito, mi accorgo della dimenticanza. Maria Pia perdonami, ma certamente i tuoi estimatori per l'opera eccezionale che svolgi nella tua ricerca storica del Finale nell'Emilia ti vogliono conoscere anche come delicata scrittrice di narrativa, come ti sei rivelata in "Calicanto, il mio libro di mia madre", premiato e conosciuto non solo in zona!


MARIELLA PALAZZI: ci conosciamo virtualmente da due anni, l'occasione di questa conoscenza e stima reciproca nasce dal mio entusiasmo per la scoperta di una chiesa periferica,  quella di Casumaro,

SAN LORENZO, di cui avevo parlato qui nel blog

chiesa, cui Mariella, da studiosa, ha  dato ancora più importanza con le sue valutazioni artistiche.

Ho letto con grande emozione le pagine della sua novella "MARMELLATA a COLAZIONE";
mi ha trasportato nelle atmosfere magiche dell'infanzia, nelle paure, nei racconti favolistici, nel ricordo di personaggi simili alla PAOLINA descritta da Mariella, che ogni paese, contrada avevano nel loro tessuto sociale!

Non posso recarmi alla biblioteca di Casumaro venerdì 25, per ovvii motivi di distanza, di orario, di ...età, diciamo pure!!!

Mi piacerebbe davvero conoscerla di persona...ma penso che potremo riuscire, un giorno, mica siamo in capo al mondo!!!
Penso che molti apprezzeranno la tua novella, e riconosceranno nei personaggi descritti gli stessi che appartengono alla loro memoria!


Una immagine che si staglia nel racconto:



"A notte fonda, proprio come le storie più paurose insegnano, passava di nascosto per le vie del villaggio e andava al pozzo a riempire le bottiglie con acqua limpida, illuminata dal chiarore della luna"


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