lunedì 30 aprile 2012

CREVALCORE PRESENTAZIONE UFFICIALE VETRO DORATO PALEOCRISTIANO

Sabato 28 aprile fu una giornata davvero intensa e interessante, che io trascorsi quasi totalmente a Castello dei Ronchi. La presentazione del Vetro Dorato Paleocristiano, come dal
 volantino
è stata complessa e consequente, con gli interventi degli studiosi, che hanno esaminato il prezioso reperto sotto molti aspetti, che io non posso trattare diffusamente, ma inserisco alcuni cartelloni che fanno parte delle pubblicazioni scientifiche.
La cornice dell'evento è la pregevole dimora che fu fatta costruire dai Signori Caprara nel Cinquecento, che fu poi comletata da un complesso di torri, porticati e da una chiesa, tanto da avere l'aspetto di castello a levante, con un vasto parco a ponente. L'interno è una delizia di affreschi, fregi, grottesche nelle sale e nelle due logge, che lasciano ammirati, per la proporzione, per le soluzioni pittoriche della scuola bolognese della fine del Cinquecento e inizio Seicento, che diedero un grande scossone al manierismo. Non mi dilungo, metto solo qualche immagine.
Testo e foto di ivanasetti


I nomi delle autorità del Comune, della Provincia e della Regione Emilia-Romagna sono elencati nel volantino citato, come pure gli studiosi delle varie branche che hanno contribuito con i loro elaborati alla identificazione ,attraverso gli aspetti liturgici, storico-artistici, scientifici e ambientali, dei reperti scoperti enella Chiesa di San Matteo, proprio di Castello dei Ronchi.

Qui sopra la sala appartata dove è stata custodita per la giornata il prezioso Vetro Dorato.

Foto che gentilmente mi ha prestato un signore, che è storico e illustratore delle testimonianze antiche della nostra cittadna, di cui parlerò a suo tempo.


Nella mattinata ho seguito la manifestazione all'interno della Villa, perché gli interventi nelle varie discipline si sono susseguiti fin verso le tredici e mezza, dopo c'è stato il pranzo
Nella corte si è svolto invece l'esplorazione di un pozzo, da parte dei sommozzatori del Gruppo Ravennate Archeologico, di cui vi parlerò in seguito.


Continua...
perché voglio parlare dell'affascinante rinvenimento delle reliquie di Santa Teodata e relativo Vas Sanguinis, fatto da Carlo Zucchini, esperto d'arte, che per la sua passione infinita sembra avere la magia di attirare dall'oblio tesori dimenticati...e lui, quasi ispirato ripete: "La pazienza delle cose...aspettano silenti nei loro rifugi nascosti la mano di qualcuno!"

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domenica 29 aprile 2012

NASELLO & NASELLO...PRANZO a casa mia!

Spesso le cose nella mia cucina scorrono su binari monotematici, che poi vivacizzo con la tavolozza dei colori di verdure e sughi!


Il NASELLO surgelato è spesso nella freezer-dispensa, il G. non si lancia a comprarmi "troppo spesso" i così detti pesci pregiati, che io poi non saprei, a suo dire, ma anche a mio parere, cucinare in maniera da chef...pazienza, mica ho ospiti di riguardo, sono i piatti di pesce per noi due anziani durante la settimana...il venerdì, ma anche più spesso.


Due tronchi di nasello da 700 g. circa...bene, subito nel court bouillon, tanto ciò che va lessato può andare direttamente in pentola ancora surgelato, naturalmente quando è pronto per la cottura, nettato.
 Non ho ancora pensato al primo, il G. ha già preparato un sughetto con una scatoletta di polpa di pomodoro cotto con una base di odori tritatissimi leggermente appassiti nell'olio...penso di utilizzare dei pezzetti di nasello lesso proprio facendoli insaporire nel sughetto...per un bel piatto di spaghetti!
Primo e secondo economici e gustosi!
 Sono piatti "primaverili", perché posso colorarli facilmente con le mie insalate-macedonia!

Testo e foto di ivanasetti
La mia "strategia" sempliciotta è quella di gestire i tempi di cottura secondo un mio ragionamento terra terra: se utilizzo  il pesce per l'insalata preferisco cuocere nel court boullion, a seconda della pezzatura, per un tempo più lungo,  in questo caso ho fatto 20 minuti, ho lasciato poco tempo nel brodo di cottura, così rimane sodo, non si sparpaglia troppo nel separarlo con le mani, inoltre, per insaporirlo nel sughetto di pomodoro, è preferibile averlo più al dente!
In insalata, da freddo, acquisisce più sapore dalla salsina in cui si va marinando per un'oretta prima di servirla. Mica male.
Il court boullion: scalogno, sedano, carota, alloro, sale e pepe in grani, limone e un po'  di aceto, Bollitura per un quarto d'ora, non aspetto per inserire il pesce surgelato, perché così rimane bello sodo.




per l'insalata di pesce:

Potevo utilizzare anche pezzetti delle verdure lessate, ma ho preferito questa gamma di colori, che ho abbinato alla insalata-macedonia, che faccio spessissimo ultimamente, per utilizzare verdure fresche


cicoria belga a pezzetti, carota a julienne, mela a dadini e subito irrorati con succo di limone, poi aggiunta di finocchio, cetriolo, radicchio, pomodoro sodo se c'è, anche arancia, tutto a dadini piccoli,  salare e lasciare insaporire; mettere l'olio prima di consumarla. 

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venerdì 27 aprile 2012

CREVALCORE/BO....il VETRO DORATO PALEOCRISTIANO!

Sabato 28 Aprile  2012

CREVALCORE/BO
Castello dei Ronchi

Con ansia aspettavo questa giornata, che completa gli eventi culturali relativi alle scoperte archeologiche nel nostro territorio e alla inaugurazione recente del Museo Storico Artistico di Crevalcore/BO.
Per merito di un'associazione culturale, che da 46 anni svolge un compito encomiabile di ricerca e studio delle testimonianze archeologiche, storiche, ambientali che hanno dato enormi frutti, la cittadina di provincia riceve più lustro e dignità.
L'Associazione riprese dopo quasi due secoli il percorso dell'ACCADEMIA INDIFFERENTI E RISOLUTI,  A.I.R, che era sorta a metà del Seicento con scopi culturali, ma anche pratici, per incrementare le attività del teatro, delle arti, e la salvaguardia dei beni artistici del contado.
La sede dell'Accademia è nel centro storico della cittadina in un palazzo settecentesco, in due sale a pianterreno tre mesi fa è stato allestito, ma a titolo provvisorio in attesa di nuova sede più congrua, il Museo Cittadino.
Fra gli oggetti di grande valore è visibile una Croce Romanica, su cui hanno studiato esperti europei, per la datazione, l'origine e il gruppo cui attribuirla, ma una teca è ancora vuota, è pronta per ricevere un Prezioso Vetro Dorato Paleocristiano, rinvenuto alcuni anni fa nella Chiesa di San Matteo, nella frazione del comune, a Castello dei Ronchi.
Proprio accanto al luogo di rinvenimento, nella Villa Cinquecentesca si svolgerà la manifestazione, di cui nel volantino qui di seguito


Sarà una giornata di incontri molto interessanti con le persone che hanno avuto rapporto di studio e di lavoro con l'oggetto archeologico


Il programma è vario, e molto interessante sarà  l'esplorazione di un pozzo del Castello. da parte del GRUPPO RAVENNATE ARCHEOLOGICO,  

Naturalmente seguirà resoconto!!!

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giovedì 26 aprile 2012

INVOLTINI di MANZO con prosciutto...e altro!

Una cena semplice, ma gustosa!


Dal pranzo dei ragazzi mi sono rinmaste tre fettine di manzo da cuocere, giusto per una cena per il G. e me! Di contorno un bel finocchio!
Le fettine mi servono per fare degli involtini, c'è da lavorarci, ma preferisco un involtino a una fettina anonima!

 
Ho preparato la farcia con quello che avevo: prosciutto, parmigiano, pane, prezzemolo, aglio, sale e pepe


ho diviso in due le bistecche e le ho assottigliate con il batticarne, ho macinato pane prezzemolo ed aglio nel tritatutto e il prosciutto col coltello, ho messo un po' di tutto sulle fettine e ho avvolto ad involtino, chiuso con stecchino


ho poi rosolato nell'olio in una padellina che li contenesse


Avrei voluto sfumarli con il Lambrusco, ma non ne avevo di aperto, così ho spruzzato del succo di limone, quindi ho tagliato un pomodoro maturo sodo a dadini, li ho aggiunti agli involtini, ho coperto e cotto per una mezz'oretta, dolcemente per non fare asciugare troppo!

Mi era avanzata della farcia, ho cotto a vapore degli spicchi non grandi di un finocchio, ho imburrato una pirofila, ho sistemato gli spicchi non alti, infiocchettati con un po' di burro e cosparso con la farcia.



Cottura a MW  per 5 minuti a 700 W

Saporito e delicato!!!


Ho pure preparato il pane, al latte, a torciglione! Ottimo impasto, metterò la ricetta!


La mia erba cipollina è tutta in fiore, colori delicati e in armonia!




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mercoledì 25 aprile 2012

MONTECHIARUGOLO / PR, INTERNO CASTELLO E FATA BEMA

Il Castello imponente, con le sue alte mura,  un invalicabile ostacolo nel Medioevo alle conquiste da parte dei nemici, ci sorprende ora, all'ingresso nell'ampio SALONE delle FESTE , con colori, forme, soffitti e pareti che ci immergono nel mondo gentilizio dal Quattrocento in poi. I simboli del potere sono replicati negli affreschi, il Biscione Visconteo lo si nota subito e ci richiama alla storia del Casato che per due secoli ha abitato questa fortezza, ma vi sono altri stemmi, di un papa, un iperatore, e altri nobili che erano passati per un motivo o per un altro in questo castello.
Guido Torelli, per meriti militari al servizio dei Visconti, duchi di Milano, ricevette proprio da loro questo possedimento su cui costruì il nuovo castello; la famiglia da allora ebbe  prestigio e potere, affinò il gusto, arricchì man mano con suppellettili e opere d'arte la magione...il periodo di splendore rinascimentale fu vissuto nella seconda metà del Cinquecento, patrocinato da Pomponio Torelli, uomo colto, letterato e estimatore di artisti, delle opere classiche ma anche di altre discipline.
La nostra specialissima guida è davvero preparata, ha un modo di presentare la storia e gli ambienti, o di ricordare i personaggi di quei secoli, che ci fa stare tutti molto attenti.
Purtroppo mi accorgo che la batteria della digitale sta esaurendosi, per cui ho poche immagini di quelle bellissime stanze, che hanno acquistato dalla seconda metà dell'Ottocento il loro antico splendore, anche se le vicessitudini sfortunate, gli usi impropri durante altri due secoli le avevano molto depauperate e deteriorate.
Ottimi restauri hanno ridato colore e visibiltà ad affreschi, fregi, soffitti, loggiati. Si passa da una stanza all'altra con sempre nuova emozione, perché ogni stanza ha una sua funzione, ha pitture diverse, di diverso periodo, anche del periodo in cui Montechiarugolo cadde sotto il Ducato di Parma, dopo la terribile congiura che decapitò nel 1612 i signori dei feudi attorno a Parma, e fu proprio con Pio Torelli che si estinse il ramo Torelli di Montechiarugolo.


Qui vi passo il link del Castello di

 Montechiarugolo dei Signori Marchi

che ha inserite foto e descrizioni degli ambienti del Castello!
Le stanze sul lato est danno su una Loggia, tutta decorata e pure particolare per le scritte, che sembrano una specie di diario, che si trovano sulla parete, e che testimoniano fatti della giornata, incontri con personaggi, appuntamenti ecc...




 Dalla Loggia si ha una bella vista sulla valle dell'Enza, che segna il confine tra la provincia di Parma e di Reggio Emilia.


Entriamo da un'altra stanza per scendere all'ingresso, risalta alla parete un quadro, fra tanti altri, che raffigura Pomponio Torelli, un quadro dell'Ottocento mi pare di risordare.



Entriamo in uno studio, ben arredato, la guida ci raccoglie tutti attorno al grande tavolo, e con aria misteriosa ci addita un mobiletto a teca, con tutte le ante in vetro...un grigio involucro drappeggiato avvolge una informe figura...nel Castello di Montechiarugolo non c'è un fantasma, c'è una Fata, Fata Bema! Questo è il suo corpo mummificato!
Di lei si parla ancora dopo secoli, di lei era innamorato Pio Torelli, colui che fece quella tremenda fine, decapitato per ordine di Ranuccio Farnese, duca di Parma, che era stato educato da Pomponio Torelli, padre di Pio.
Bema è una figura amata, per la triste storia del suo amore, lei, conscia di non essere nobile, non aveva voluto sposare Pio, ma aveva sempre collaborato nella famiglia, e dopo la caduta dei Torelli, e per le gravi condizioni della popolazione, lei si prodigò ad aiutare gli altri!
Dopo il rinvenimento della presunta tomba della Fata Bema si pensò bene di darle l'onore di essere ora la Signora del Castello, un'attrattiva senz'altro turistica, ma significativa per il buon esempio di dedizione e amore.
Siamo usciti nella corte, poi nel giardino, abbiamo salutato e ringraziato la nostra simpatica e colta guida, un ultimo sguardo al giardino, alle statue settecentesche che lo abitano, alla torre, ai bastioni fortificati, che sembrano ammonirci....e riprendiamo il viaggio di ritorno, che però ci ha riservato altri momenti di storia e arte a Reggio Emilia!   



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martedì 24 aprile 2012

CIAMBELLOTTA di MELE, i pasticci con bisticci!

Il lunedì è sempre un giorno particolare...faccio la revisione del frigo e ascolto le suggestioni che un paio di uova, rimanenza della scorsa settimana, mi inviano misteriosamente alla mente, devo fare posto perché domani Anna me ne porta di fresche dalla fattoria!

testo e foto di ivanasetti

Le solite mele sul tavolo...e se facessi una frittata dolce? Ci posso mettere anche lo yogurt, e qualche profumo di spezia o di liquore, insomma mi piacerebbe creare una di quelle frittate dell'Imperatore, Kaiserschmarrn di viennese memoria, e mi accingo a creare 'sta cosa!
Voglio prima passare le mele a pezzetti in padella con burro per ammorbidirle e insaporirle...preparo la pastella per la frittata, con le uova, un po' di farina, zucchero, cannella (al liquore devo ancora pensare!), yogurt...ma non ho fatto bene i conti!
Arriva il G., vede padella, mele e pastella!
"Che ci deve saltar fuori?" Chiede con le antenne ben dritte...
"Una frittata con la mela!" rispondo.
"E quando si mangia? Da cena?" Continua lui!
"Anche!!!" Rispondo io!
"Non credo di mangiare i tuoi esperimenti per fotografare!" Ribatte, cioè ribatte sempre su quel chiodo, le foto, le ricette da scrivere, per chi, per come...e via le solite frecciatine!


Ho capito...tolgo la padella dal fornello, con il cucchiaio scavo nel sacco della farina, due cucchiaiate le caccio nella ciotola, mescolo...metto pure un po' di bicarbonato, due cucchiaini di lievito per dolci e un po' d'olio di arachidi, forse mezz'etto, scorza di limone!
Preparo anche lo stampo per le mie ciambellotte da colazione, ci metto persino la carta, con pure il buco in mezzo, perché non attacchi!

Non mi aspettavo che fosse così deliziosa! In fondo non ho rimpianto il Kaiserschmarrn, che mi avrebbe dato dei problemi...e quando mai l'avrei mangiato? Dopo cena, a colazione, a merenda?

Ma lo farò, magari una domenica mattina per una goduriosa colazione imperiale!!!

Ero arrivata a questo punto: mela appassita, pastella da versare in padella


...ma ho cambiato rotta, ispessito la pastella con forse un  etto di farina totale, la mela golden media stufata, l'olio e il lievito,  avrei voglia di mettere questo impasto nello stampo dei muffin, ma non lo trovo, ma la ciambellotta è pure ottima


la misura giusta per questo stampo non troppo grande,

Una fetta l'abbiamo mangiata anche stasera!!!






 
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