mercoledì 27 febbraio 2013

CREVALCORE: LAVORI IN CORSO, FAGOTTINI DI CAVOLO CAPPUCCIO

Il sole sembra volercela mettere tutta, con vigore scalda e illumina il paesaggio, giardini e la piazza...e la neve si squaglia in fretta.
Porta Modena è abbracciata da una poderosa impalcatura che permetterà di rappezzare, recuperare, ristrutturare.



Il Municipio pure è incastonato nella sua corazza,



Malpighi tuttavia è ancora pazientemente in attesa che anche per lui vengano tolte le barriere, che la Chiesa Parrocchiale possa essere messa in sicurezza, che la vita riprenda nelle adiacenze, tornino le attività sotto i portici, la gente possa avere una più serena frequentazione della piazza...non sarà più quello struscio affollato del Corso e sotto i portici, degli anni passati, ma aggregazione in più per risollevarsi...per spegnere l'ansia!

 Testo e immagini di ivanasetti

Nei giardini di periferia ritrovo i segni della terra che si risveglia, malgrado la neve, i tulipani mostrano i piccoli fusti turgidi, che ogni giorno si alzeranno sempre più


 la passeggiata, gli incontri, le parole di speranza, anche di sofferenza, impazienza, ma soprattutto di attesa che davvero le cose si stiano muovendo, danno anche a me nuova energia, voglia di fare....e questo è in cucina!

Il cappuccio bello sodo, bianco mi ispira una variazione sul tema...è sempre stato usato in famiglia per insalata, ma soprattutto con bei pezzi di salsiccia, o con costine di maiale, in umido...piatto prettamente invernale...io ci gioco, come è mia abitudine, nei pomeriggi liberi!
12  foglie di cavolo cappuccio, che precuocio in MW, 4' a 500W, per ammorbidirle

150  g  salsiccia fresca tipo Modena, sbriciolata
50    g  parmigiano reggiano
30    g  pane secco
1      cucchiaio prezzemolo
1      spicchio aglio,
macino questi ingredienti nel tritatutto,





unisco alla massa 

1   uovo
sale, pepe
Mescolo molto bene, e metto una polpetta di questo impasto sulle foglie, cui ho tolto la costola dura, cercando di infagottare ben il tutto.
Metto i fagottini di cavolo cappuccio in paella con olio, rosolo appena, spruzzo con succo di limone, aggiungo  dopo un paio di minuti 2 cucchiai di cubetti di pomodoro e acqua calda, e  una puntina di dado per brodo classico.
Ho portato a ollore, poi ho abbassato al minimo, coperto la padella e cotto per una mezz'ora.


Molto gustosi!!!!
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martedì 26 febbraio 2013

CREVALCORE: AUDITORIO POLIVALENTE E LA CENA DI NOI DUE!

Siamo stati a esprimere il nostro voto domenica pomeriggio; era una giornata soleggiata, molto luminosa, anche per la neve che imbiancava tutto...il sole la scioglieva a vista d'occhio e rigagnoli di acqua scivolavano dai bordi delle strade!
Siamo passati vicino alla struttura in costruzione, Auditorio Polivalente, la cui sagoma si staglia, ancora scheletrica, verso il cielo! La neve sporca  invade anche il basamento scoperto


Lunedì la cena è stata un po' diversa, il G. ha acquistato della carne ovina, cosa che non facciamo spesso, o meglio non facciamo mai...
"Cuocila alla griglia...è come il castrato!", mi suggerisce, così spruzzo del limone e verso un po' d'olio, da davanti casa prendo due fogliette di salvia e qualche aghetto di rosmarino, e per due ore lascio macerare,


 scaldo bene la piastra antiaderente e cuocio  le braciolette...

Sulle braciolette calde ho sparso un po' di salamoia bolognese

Durante l'attesa ho preparato una insalata mista da abbinarvi, con le solite verdure che ho in frigo




Una cenetta dal sapore diverso, anche se ho addonmesticato con sapori e odori nostrani...la carne veniva dall'Abruzzo...chissà...ma andrei volentieri a mangiarla là, originale, come la fanno loro!!!

Buona notte!

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domenica 24 febbraio 2013

INVERNO: FEBBRAIO NEVOSO E LA CREMA DI SEDANO!

La neve da alcuni giorni imbianca il paesaggio di pianura, ammantando i campi, vestendo le alte querce, le siepi, i pioppi cipressini del piccolo parco....poi all'improvviso, nelle mattinate, riappare il sole e il candore che ci circonda si macchia irrimediabilmente. si liberano lividi spiazzi, siepi sembrsno annerite, mucchi  della neve precedente  si sciolgono rilasciando scie lucide sui piazzali.
Guardo dal vetro, la neve riprende ancora a scendere copiosa, per tutto il pomeriggio, passa lo spazzaneve a sgombrare la via, ma invano, dopo due ore tutto è di nuovo bianco, la siepe di pyracantha è prona fino a toccare il suolo, carica di neve!

Testo e immagini di ivanasetti

Riscaldo questa serata con una semplicissima ma saporita crema di sedano e patata...occorre soltanto del bel sedano verde, fresco e croccante, diciamo 5 gambi e due patate, circa lo stesso peso, due spicchi d'aglio, olio per rosolarvi prima sedano ed aglio, poi aggiungere le patate, tutto ridotto a pezzetti, mescolare lasciare insaporire...aggiungere acqua calda a coprire abbondantemente, un dado e mezzo di buon preparato per brodo classico...cottura per un'ora abbondante, perché il sedano lo richiede per poterlo poi frullare bene! 




Usare il frullatore a immersione.
La consistenza era a puntino, non ho aggiunto panna, né yogurt, né amido e latte, il sapore dell'olio d'oliva extra vergine dà quel sapore gustoso e genuino, per cui ho profumato solo con le foglie fresche di sedano e ho pucciato fettine tostate di    pane alla carota    e rosmarino che ho rifatto! Non è una ricetta eccelsa...ma la cena è stata di gradimento!

La neve scende e la notte sembra ancora più ovattata, e chiara!
Al mattino avevo preso immagini in cortile
Il piccolo pesco 

il gelido abbraccio alle foglie della pianta di rosa
 il carpino dietro casa
il gelsomino invernale sepolto dalla neve
il ligustro che resiste rigido verso il cielo!
Ogni pianta si difende come può!
Speriamo che la nevicata non arrechi danni e disagio!
 
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giovedì 21 febbraio 2013

IL MIO STRUDEL DI MELE...con la memoria del passato

Lo strudel è, come ho già scritto in vecchi post del blog, una antica memoria del tempo di guerra, ero bambina, non capivo che cos'era la guerra, se non che in casa eravamo solo quattro  donne, ovvero mia madre, la zia di mio padre, mia sorella due anni meno di me ed io!
Erano tempi molto duri e diffici, quando il capo di famiglia da anni era in guerra, e la campagna andava in malora perché mancava mano d'opera, il garzone fisso, e gli stagionali non ce li potevamo più permettere
I rischi dei bombardamenti  erano per noi piccoline quasi avventure fiabesche, per quella fuga improvvisa al rifugio scavato lungo un fosso, trovarsi stretti con altri vicini in quella tana dall'odore pungente di terra scavata e di erba...immobili e e silenziosi nel buio di quel tunnel...guai avere luci, lumiere a petrolio o all'acetilene... 
Forse era l'ultimo inverno prima della fine della guerra che arrivò da noi, di passaggio, forse per ottenere provvisori documenti per poter proseguire per la Sardegna, la strana coppia, Maria e Celeste, lei di Lubiana, bionda, alta, giunonica, e Celeste, piccolo, secco, e scuro di pelle....
Di loro ricordo la gentilezza, la disponibilità a collaborare in famiglia...di loro due, di mia sorella e me qualcuno in famiglia ha le foto che ci facemmo in piazza...mi piacerebbe ritrovarla...
A volte, scrivendo sul blog di questo episodio, mi illudo che qualcuno dalla Sardegna possa  avere notizia di questa coppia, che spero abbia potuto arrivare alla casa di Celeste in Sardegna, abbia avuto una vita felice, con figli e nipoti!
Bene, Maria un giorno ci fece lo strudel!
Ne ho già parlato...anche se ne ho una confusa memoria, l'immagine di quel morbido velo che sopra le nocche delle mani di Maria volteggiava al di sopra del tavolo di cucina, coperto dalla bianca tovaglia che mia madre usava per fare la sfoglia, la pasta all'uovo per le tagliatelle o, per le feste annuali, i tortellini....e ricordo le tante mele sbucciate, il profumo del burro sciolto, della cannella, e dopo la cottura quel profumo e il sapore della mela che si scioglieva in bocca...un dolce che non si assomigliava per niente ai nostri dolci!
E' un dolce semplice, tradizionale di altre regioni nordiche e straniere, ma è come se appartenesse anche a me! 
Ogni volta che preparo lo strudel è un momento quasi magico, perché i ricordi riafforano, visi di famiglia che non ci sono più, e quelle due persone sconosciute, apparse e poi di nuovo tornate nel mondo a noi ignoto.

Con tre mele golden e altri ingredienti che avevo a disposizione, senza pesare nulla, per me è come un'operazione automatica, mi preparo prima la pasta, morbida, cedevole, calda come la mano, che deve riposare pure  tiepida sotto la scodella o la pentola...


 250  g  farina 0  (per errore ho fatto lo strudel con la farina 0 e il pane treccia con farina doppio zero...con eccellenti risultati!)
un cucchiaio di zucchero
un albume, mezz'etto circa di burro, un cucchiaino di succo di limone, un pizzico di sale.
Ho impastato a mano, aggiungendo acqua tiepita qb
Ho messo il panetto sotto una tazza, accanto al termo, per circa un'ora.

Ho racimolato avanzi di nocciole e mandorle, e pure circa un etto di sultanina, ammollata in acqua calda e ben strizzata, tre mele golden grandi, cannella e biscotti secchi e altro burro sciolto per  spennellare la pasta all'interno e all'esterno.

 Ho macinato la frutta secca con i iscotti, irrorato le mele afftettate con succo di limone, cosparso con un cucchiaino di cannella e mezzo cucchiaio di zucchero e con parte delle briciole del macinato ottenuto.
Ho tirato la sfoglia abbastanza sottile, anche se avrei dovuto assottigliarla ancora di più, ne ho ricavato un rettangolo di trenta per quaranta, ad occhio e croce,
ho spennellato con burro fuso, e coperto con uno strato di sbriciolato e su questo ho steso le mele e l'uvetta, ho aggiunto due cucchiai del burro sciolto, ho ripiegato i bordi laterali corti, dopo aver ritagliato delle striscette per pareggiare i lati, che mi serviranno per decorare (il mio non è un decoro...ma uno scarabocchio!)
Ho arrotolato dal bordo lungo in alto verso di me, quindi l'ho posto in una teglia di alluminio, ripiegato a forma di ferrodi cavallo, su carta da forno leggermente imburrata. Ho spennellato con burro fuso.
Cottura nel forno ad aria calda daewoo, un ex forno a MW, in cui le onde sono estinte e le funzioni si sono ridotte solo al forno normale e al grill!

45 minuti di cottura a 170 gradi
Ancora caldo ho spolverato con zucchero a velo


E' stato molto gradito...forse avvertono con quale sentimento ed emozione l'ho preparato, in solitudine, chiusa nella mia cucina...ma in compagnia delle dolci ombre della mia infanzia.

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mercoledì 20 febbraio 2013

TRECCIA CON CAROTA, ROSMARINO ALL'OLIO!

Eccolo, fatto e sparito, perché è piaciuto, lo metto in tavola e me lo mangiano come antipasto così ho deciso che fo rifaccio giovedì e ci creerò dei "pasticcini" salati, farciti, come stuzzichini.
Come il solito mi prendo fuori il sacco della farina, ho sullo stesso scaffale il sacco da cinque kg della farina tipo 0 e anche quella 00, e altri sacchetti da 1 kg...mi sono accorta solo più tardi, quando avevo impastato anche lo strudel di mele, che avevo invertito i due tipi di farina, la ZERO per lo strudel e la DOPPIO ZERO  per il pane...ma sono riusciti meglio di quello che mi aspettassi!
Testo e immagini di ivanasetti
Ho inserito nella ciotola del robot

600  g  farina 00 e
sale

ho sciolto in acqua  tiepida una bustina di lievito di birra granulare con un cucchiaino di zucchero, fino ad avere una bella schiuma
Come lo faccio? Bene le carote fresche mi ispirano, ne scelgo due belle grosse, saranno meno di due etti e raggruppo attorno al robot quello che mi viene in mente di adoperare,
senza pesare, ma non dimentico di fotografare, perché solo dopo scrivo nel quadernone, guardando nelle foto, la stima dei pesi, ad occhio e croce...non cambierò mai, vuol dire proprio lavorare alla carlona, e a questa età mica cambierò più
.


Preparo anche un tegamino di latte tiepido, grattugio le due carote finemente, le  metto in un piatto di vetro e le cuocio nel MW, tre minuti, potenza 700 W.
Inizio a miscelare bene la farina, verso il lievito schiumoso, un mezzo bicchierino da yogurt di olio di arachidi con una abbondante spruzzata di succo di limone; pensavo di mettere il burro, ma il latte era già sufficiente a dare morbidezza e sapore , poi penso anche al rosmarino, che mi pare adatto e con le forbici sminuzzo gli aghi
Tolgo l'impasto dalla ciotola e lo lavoro ancora a mano sul tavolo per una decina di minuti, forse, poi formo una palla che metto a riposare, coperto bene dentro alla lavastoviglie (che praticamente uso pochissimo come lavastoviglie, ma per far lievitare riparato il pane,  senza accendere nulla!

me lo sono scordato e dalle 15:32, l'ho tolto dalla lavastoviglie alle 18:32, tre ore la prima lievitazione. Reimpasto e formo un lungo filone che piego e faccio girare i due bracci a spirale grossa, non a treccia, per far prima, la sistemo su carta da forno in una teglia usa e getta, la spennello bene con olio di arachide e di nuovo in lavastoviglie a lievitare, dalle 18:40 alle 20:40


Ho scaldato il forno ventilato a 180-190°C e ho cotto per circa un'ora, abbassando a 160° dopo i primi venti-venticinque minuti...si sentiva un buonissimo profumo!!! 


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