giovedì 28 novembre 2013

CREVALCORE, LA PIAZZA CI ASPETTA...E I PANINI INTRECCIATI

Arrivi all'edicola TANDEM fuori porta Bologna e ti soffermi a chiacchierare un pochino, il chiosco è stato allargato ed entrando non si è più esposti a vento e pioggia, l'impiancito in legno isola dal gelo dell'asfalto, le vetrate danno luce, il banco ti appare come quello del negozio normale, entro muri e pareti che ti proteggono..anche Fiorenza e Virna aspettano di oltrepassare il varco di Porta Bologna ed entrare nel centro storico di Crevalcore, rientrare nella loro edicola ripristinata nella sua originale struttura, accogliente e ben fornita...ma la piazza è ancora così

poche persone vi transitano, soffermandosi di rado a chiacchierare con cuore leggero, ma solo per riguardare verso i muri  e i ponteggi...o alle ingabbiature di sicurezza...nei giorni feriali è purtroppo un lontano ricordo della vitalità nella citatdina, del brusio di gente che faceva compere, accompagnava i bambini a scuola, andava al caffè, dal giornalaio, agli uffici comunali o nelle chiese o in farmacia, o negli ambulatori dell'antico , ma rinnovato ospedale

le erbacce o ignote pianticelle selvatiche crescono fra i sanpietrini, all'umido di dimenticati tombini
i lavori, anche particolari di piccoli interventi sulle facciate silenziose e deserte proseguono...per riportare la vita e le attività nel centro
in attesa che anche il sagrato della chiesa si animi di passi, di voci, all'ombra del campanile e al rintocco delle campane!
I panini intrecciati sono nati per caso...il sacchetto col lievito riportato dal precedente pane, già di cinque giorni prima stava dimenticato in frigo, al mattino me lo sono ripreso e l'ho nutrito con un po' d'acqua e farina e così ho raggiunto circa duecento grammi di pasta acida, che ho lasciato lievitare per tre quattro ore al calduccio, e nel pomeriggio era una mongolfiera bianca che non sapeva volare
l'ho infilata nella ciotola del robot, ho aggiunto altra farina e un un pizzico di lievito secco di birra, qualche goccia di limone, sale e zucchero alla bisogna, tre-quattro cucchiai di olio, ho azionato il coltello di plastica per impasti e man mano ho aggiunto un totale di 450 g di farina fresca, tipo 0 e ho intriso con acqua tiepida fino ad avere un impasto sodo, poroso, già nella ciotola. L'ho lavorato a mano alcuni minuti, sentendolo piacevolmente gonfiarsi sotto le dita....è questo il piacere profondo per la donna di casa di un tempo, che da atavica consuetudine preparava il pane
 Il taglio a croce lo fa quasi esplodere...sono piccole meraviglie di cui la mia mente gioisce con  emozione sempre rinnovata
e dopo tre-quattro ore, a riposo all'interno di una tranquilla e inattiva lavastoviglie, già raddoppiato e oltre il suo volume, anche se sarebbe occorso anora un paio dì ore, ma era tardi nella notte e ho accelerato...ne ho

confezionato prima dei tortiglioni, poi da questi i miei panini abbracci, che, lievitando di nuovo hanno mostrato una forma fiorita, aggraziata
Una seconda lievitazione di quasi due ore, se avessi avuto più tempo so sarebbero gonfiati maggiormente, ma avrebbero perduto la loro consistenza compatta del pane antico delle nostre campagne, cui io non voglio rinunciare...
cottura in forno ventilato per 35 minuti a 175°C, che negli ultimi 10 minuti ho abbassato a circa 160°C
 E' un pane asciuttto, dalla mollica morbida, la crosta frolla e croccante...

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domenica 24 novembre 2013

PUMPKIN PIE per il RINGRAZIAMENTO, alla nonna ivana

Anche quest'anno, ma in anticipo sull'appuntamento per gli Americani l'ultimo giovedì di novembre.
La zucca  merita anche questa versione tradizionale, non appartenente alla nostra, ma essendo un prodotto di stagione, mi  piace replicarla come tutti gli anni, alla mia maniera, naturalmente, anche un po' più leggera!

Ho lessato una mezza zucca violina in pentola a pressione, con poca acqua e con la grata per tenerla sollevata, poi ho raschiato la polpa via dalla buccia, e l'ho lasciata scolare in un colino per alcune ore.
Non occorre passarla, perché si mescola bene con le fruste elettriche durante la preparazione della farcia.
Alla fine avevo 330  g  di polpa
Preparo una frolla più leggera

200  g  farina 00
un cucchiaino da caffè raso di bicarbonato, 
un cucchiaio colmo di zucchero
70  g  burro a fette
 scorza limone grattugiata e alcune gocce di succo
Con le mani intrido bene fino ad avere delle briciole di farina e burro, poi aggiungo mezzo tuorlo e acqua frizzante fredda fino ad avere una pasta morbida, che metto in frigo per una mezz'ora
 preparo la crema con due uova e mezzo, perché mezzo tuorlo l'ho messo nella frolla.
Stendo la frolla in una teglia di 26 cm di diametro, e sopra cospargo con quattro frollini tritati col matarello in un sacchetto, 
un cucchiaio e mezzo di zucchero e le uova vanno frullati con le fruste elettriche, aggiungo lo yogurt intero bianco, con un cucchiaino da caffè di cannella e uno di spezie saporite, per i dolci di natale, e due cucchiaini di fecola,
e verso la crema sulla frolla nella teglia
Cuocere a 170°C ventilato, per 40 minuti
Si spolvera solo quando si mangia con zucchero vanigliato, e si serve anche con gelato alla panna.
Non ho usato tutta la pasta, che ho conservato in freezer per  un'altra occasione....

E' molto piaciuta...
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giovedì 21 novembre 2013

PIE DI ZUCCA E BROCCOLO CON CREMA DI YOGURT E FORMAGGIO, PANINI BARILLINI DI CASA MIA....E TORTELLINI

Giornate intense in cucina, riprendo a fare il pane, variando ogni settimana...ho pure cominciato in sordina a conservare la pasta di riporto, al livadòr, con cui ho panificato due volte...
Le cose che più mi hanno dato soddisfazione sono le pie o erbazzoni, tre, con varianti, ma ho sempre utilizzato la mia "pasta matta", quindi ho ottenuto dei cibi non pesanti e con calorie contenute.


pie o erbazzone di zucca, broccolo, crema di yogurt e parmigiano

erbazzone di broccolo e crema di yogurt.
Esecuzione della pie con zucca e broccolo:
 




non ho pazienza e forse mani troppo indurite per riuscire a decorare con "stile"...pazienza!
Il pane della settimana


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martedì 19 novembre 2013

CREVALCORE: FESTA DEI SAPORI E DEL RINGRAZIAMENTO 2013...COLORI, ODORI, CALORE E AGGREGAZIONE

Una domenica dal grigiore autunnale di metà novembre, ma il piccolo miracolo di avere il Corso Matteotti vivo di bancarelle, macchine agricole, cibi e prodotti del territorio è avvenuto...e la mia è stata una ubriacatura bella e buona, una voglia finalmente esaudita di sentirmi serena, contenta, ciarlera, entusiasta di tutto ciò che vedevo, ascoltavo...
 A metà mattinata entriamo da Porta Bologna e già l'aspetto del centro storico è diverso e la mente si rilassa, si adagia su questa sensazione di piacere.
L'esposizione delle macchine agricole nuove è un'attrazione per le persone di campagna che vi si soffermano attorno, commentando...


Non notiamo, se non di sfuggita, troppo intenti a gustare la novità, le facciate imprigionate da gabbie di ferro e legno, per gli edifici messi in sicurezza, o in corso di ripristino.

inizia la serie di bancarelle di prodotti agricoli, 


 dei cibi regionali
 della lavorazione delle carni suine

Piazza Malpighi rivive appunto con le antiche tradizioni
come  la pasta e fagioli, Mario ha già pronto il brodo denso di fagioli passati, cotica e crosta di parmigiano, che completerà con i maltagliati

Erano davvero ottimi, di sapore e densità.
Personaggi che ci mettono sempre il proprio entusiasmo e la fantasia, come il Mariani e la sua barcchina sulle ruote, che ti regala nespole e ti mesce  vino rosso da un tubo infilato in un
e da via Cavour arriva il gruppo dalla chiesa per la benedizione delle macchine agricole
Un altro stand prepara il GNOCCO FRITTO, che davvero non manca mai a tutte le nostre sagre

Dolci locali
 col Pane di Natale

accanto a moderne foodblogger che si esibiscono con le strabilianti torte decorate

E c'è ancora tanto da vedere in questo Corso che per la prima volta ha ritrovato la sua gente, sorridente e tranquilla, almeno per oggi!

Continua!!!

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