E' davvero un dolce che appartiene al patrimonio, semplice, delle famiglie rurali e non solo del Bolognese. Lo si fa quando si ha voglia, la ricetta è plurisecolare. Oggigiorno non è più quel lusso che rappresentava la "ciambella dura", così era chiamata, quando veniva cucinata solo per le domeniche speciali o per le grandi feste! Nel vicinato non esistevano molti forni, quindi in prossimità delle ricorrenze festive a casa nostra c'era la giornata del forno! Cominciavano già nelle ore prima dell'alba con l'impasto e la gramolatura del pane, che dalla cantina dove si trovava la "grama" faceva vibrare sordamente le pareti con la battuta della pesante asta, o direi trave, che si abbatteva sul "pastone". La "grama" oggi: serve come "portaoggetti", qui vediamo vasi di amarena e di nocino, in giugno-luglio. L'aia, dopo la cottura del pane, si riempiva di vicine che arrivavano con le "ruole" o con l...
Un tramonto con le sue luci ed ombre, una nonna che sempre più lentamente scrive, risponde, raccoglie ricette,racconti, immagini...fino a quando si potrà.