Il Giorno dei Morti ci fa riandare con la mente alle persone del passato, alle famiglie originarie, e pure a quelli di cui scorgiamo pallide immagini su ceramica nella lunga serie di loculi, con freschi fiori in vasi e su lapidi lucidati, accanto ad altri dai fiori di plastica opachi di polvere e dimenticanza... Al chiuso delle nostre case, all'imbrunire c'è ancora un nodo che tarda a sciogliersi, nella gola... Il cibo è spesso un mezzo per allentare queste tensioni, a toglierci l'ansia e le paure, a ridonarci, nutrendo il corpo, una consolazione intima...un cibo di conforto, un cibo della tradizione, che raccoglie sapori e colori, che impegna noi stessi nel prepararlo, orientando la mente a percorsi dimenticati, a volti, a parole, vicissitudini che ci erano appartenuti...e ora rientrano per un attimo ad aleggiare nell'aria, ricreando una sensazione di compagnia e di affetto! Ed è soltanto un erbazzone!!! Un erbazzone che è uno scrigno profumato, che si trasfigur...
Un tramonto con le sue luci ed ombre, una nonna che sempre più lentamente scrive, risponde, raccoglie ricette,racconti, immagini...fino a quando si potrà.