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Visualizzazione dei post con l'etichetta attrezzi cucina di una volta

ZUCCHINA TROMBETTA...a COTOLETTA e FANTASIE di nonna ivana

La trombetta qui da noi è una stravaganza, che qualche famiglia mette nel suo orto, proprio per sfizio, poi al momento della raccolta, non sanno più che farsene, per questo le distribuiscono a destra e a manca! A me succede che le ricevo da qualcuno, che a sua volta le ha ricevute...si fa il passa mano! Io sono ben contenta, le ho cominciate ad apprezzare da alcuni anni, ne ho fatto alcune ricette, un po' diverse da quelle che uso per le zucchine verdi o quelle chiare, come faccio per quelle tonde, anch'esse non proprio frequenti sulle nostre tavole. Vado qualche volta negli orti dei pensionati, proprio qua vicino, per ammirare le zucchine lunghe e sinuose, dal corpo bello sottile dal picciolo, che poi si allargano a fiaschetta all'altro estremo! Esistono dei piatti particolari che nella loro semplicità tradizionale ti danno sensazioni di conforto, appagamento...purtroppo sono spesso dei cibi pesantucci..ma qualche volta possiamo lasciarci andare...anzi, il piacere di ...

QUARKORANGE WAEHE ovvero CROSTATA DI RICOTTA E ARANCIA

o qualcosa di simile! In questi giorni riguardo le immagini di attrezzi della civiltà contadina, che fotografo quando vado in giro per sagre e fiere, o visitando luoghi dove vengono raccolte o collezionate da appassionati "le robe vecchie" trovate in giro dai contadini, che dopo il boom si sono ammodernati la casa e hanno scaraventato via il vecchiume...che adesso rimpiangono. E a proposito di vecchiume "E questa che roba è ?" "Non buttarmi via niente, tutto torna utile, vedrai!" rispondo...ma glielo prendo di mano e...sono gli avanzi di pasta frolla che a ogni crostata che faccio metto da parte in freezer, ma che dimentico e il G. controlla queste cose! Che fare con dei rimasugli di frolle?  Guardo un po' in giro: Ricotta della conad 2x1, arance nel portafrutta, rimasugli di amaretti...una crostata ci sta bene, la base sarà un miscuglio variopinto! Questo è il focolare di una casa di contadino, proprio come era mezzo secolo fa! Il ...

VENERDI'....FUSILLI al RAGU' VEGETALE...e BACCALA' FRITTO!

Il G. sa che mi piace il baccalà fritto alla nostra moda antica...mia mamma prendeva il baccalà salato, che metteva per alcuni giorni in ammollo, cambiava l'acqua spesso, poi il giorno in cui si mangiava preparava la colla! La colla consisteva in farina e acqua, e un po' di aceto, che rendeva più gradevole il sapore del baccalà, che dopo una così prolungata permanenza in acqua, aveva un sapore piuttosto sciapo! Si usava la padella di rame: Si poneva un bel pezzo di strutto, si appendeva la padella alla catena del focolare, e sulla fiamma si iniziava l'operazione frittura! Da una parte la terrina con la colla, nella quale si rotolava il quadrotto di baccalà, prima asciugato dall'acqua, e la mamma aspettava il momento giusto per accomodarlo nello strutto bollente! Per fortuna che il camino aveva un buon tiraggio e nella grande cucina non sostavano odori di grasso e di pesce! Io porgevo alla mamma  il piatto sul quale avevo posato un pezzo di carta gialla, quella da m...

CUCINARE nel MEDIOEVO...

Il mattino siamo stati alla interessante Manifestazione "Quattro Passi nel Medioevo" Qui accenno al tema cucina, che si svolgeva all'aperto, con antichi attrezzi riprodotti, e, vedendoli, mi convinco che il Medioevo è finito appena pochi decenni fa, quando nelle nostre case di campagna ancora si usavano tegami e materiali come nei secoli passati! Il Parco del Castello dei Ronchi è stato per due giorni popolato da personaggi scaturiti da un'epoca lontana, cavalieri e dame, falconieri e giocolieri; tende bianche, stendardi, armi, alabarde, attiravano la curiosità di grandi e piccini. La mia attenzione si è soffermata principalmente sulle attività di tre gruppi: la Compagnia del Fiore d'Argento ( www.silverflower.org ), la Compagnia di Porta Giovia ( www.portagiovia.net ), l'Associazione Ulrich Von Starkenberg ( www.starkenberg.it ) Ho ammirato la costanza e la passione, il divertimento, ma anche il sacrificio di giovani e meno giovani che si dedicano a queste r...

Buon Giorno....con il caffè all'italiana

Il nostro buongiorno inizia con un buon caffè...bello nero tostato! Una volta si faceva così!

Il torchio per la pasta fresca

Un cucinario come il mio non è che il riflesso del mio quotidiano, un insieme di esperienze soprattutto del passato, che mi fa piacere rivivere in un piatto della memoria, o nei racconti di vita. Questo è fotografato alla fiera di S.Agata, già qui nel blog. Un signore colleziona e cura tutta l'oggettistica della civiltà contadina, a me piace ritrovare queste testimonianze, perché tante cose facevano parte della mia vita. Il nostro di casa era circa come questo Il torchio a muro per la preparazione della pasta. Io ne ho dei ricordi vividi, perché sono collegati a persone, momenti e a fatiche. L'attrezzo, stava murato nella loggia..e due volte la settimana si preparava l'impasto semplice di farina e acqua, ma durissimo, e lo si faceva passare per il cilindro e le diverse trafile dei formati di pasta. Occorreva una forza da adulti per azionare la barra che si usava in casa mia per premere l'impasto nel cilindro, operazione accompagnata dall'altra che tagliava la pasta ...

Orzo, frumento, soia...caffè autarchico

Mi son venute sottomano foto della mia ricerca per una piccola mostra: "Anche la frittella...aveva un'anima", riguardante le usanze culinarie della prima metà del Novecento, nelle mie campagne. Il tosta-orzo, o -frumento o altri cereali o legumi che facevano da surrogati del caffè, soprattutto nel periodo della seconda guerra mondiale, era un attrezzo comune in tutte le famiglie. Quello a due manici a molla veniva usato sulla fiamma del camino, e i bambini erano addetti a questa operazione "punitiva", perchè non ci si poteva distrarre e interrompere il ritmico movimento della boccia che girava a destra e a sinistra, per tostare in modo omogeneo i grani. L'altro a padella coperta, con pertugio per l'inserimento dei grani, veniva posto su un fornello piano, o sulla cucina o sulle stufette di ghisa e si azionava la manovella!

La Padella

La padella, dalle nostre parti, nelle zone rurali, quasi quasi resiste ancora nelle usanze culinarie!Quella che mostro nella foto ne è un esempio: viene usata dalla signora Maddalena per i fritti importanti, ma soprattutto per il gnocco, le patate, il friggione, tipici piatti della bassa bolognese. Naturalmente la fonte di calore, oggi, è il fornello a gas! E' in rame stagnato internamente, all'esterno è annerita dall'uso  fatto per decenni, ha un lungo manico esterno e un semicerchio metallico che serve per appenderla al gancio della catena del camino. Sotto si governava la fiamma di legna da ardere a seconda del cibo che si doveva friggere. Era dunque un attrezzo importantissimo, faceva parte della batteria di cucina, era usato per preparare la cena: patate fritte, o un bel galletto a pezzi, o il pesce gatto della vigilia, se si voleva fritto, ma si poteva poi fare  ammorbidire su un bel letto di  sugo di conserva  aglio e prezzemolo preparato in tegame di coc...

...dal grano al pane...

La spiga e la falce manuale per la mietitura del grano tre tipi di farine italiane: grano duro, grano tenero, grano saraceno (che non è un cereale) un forno a legna nella struttura di servizio della fattoria Le grosse rosette di pane venivano conservate per la settimana nella cestona appesa al soffitto, nella camera dei nonni o dei genitori, nella famiglia patriarcale, lontano dalle mani degli ingordi! Un setaccio per le farine, di varia finezza. Il "mulino casalingo" per macinare piccoli quantitativi di grano: si ottenevano farine a tre finezze. Granatello e paletta per maneggiare le farine Madia classica del Bolognese: un grande incavo nella parte superiore consentiva l'impasto del pane settimanale; il tagliere di legno interposto sotto al coperchio serviva per impastare tutto, anche la "spòja" la sfoglia di farina e uovo per la pasta asciutta o da brodo l'interno della madia. Lì dentro veniva anche conservato il lievito o pa...