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Visualizzazione dei post con l'etichetta Brazadela

QUARKORANGE WAEHE ovvero CROSTATA DI RICOTTA E ARANCIA

o qualcosa di simile! In questi giorni riguardo le immagini di attrezzi della civiltà contadina, che fotografo quando vado in giro per sagre e fiere, o visitando luoghi dove vengono raccolte o collezionate da appassionati "le robe vecchie" trovate in giro dai contadini, che dopo il boom si sono ammodernati la casa e hanno scaraventato via il vecchiume...che adesso rimpiangono. E a proposito di vecchiume "E questa che roba è ?" "Non buttarmi via niente, tutto torna utile, vedrai!" rispondo...ma glielo prendo di mano e...sono gli avanzi di pasta frolla che a ogni crostata che faccio metto da parte in freezer, ma che dimentico e il G. controlla queste cose! Che fare con dei rimasugli di frolle?  Guardo un po' in giro: Ricotta della conad 2x1, arance nel portafrutta, rimasugli di amaretti...una crostata ci sta bene, la base sarà un miscuglio variopinto! Questo è il focolare di una casa di contadino, proprio come era mezzo secolo fa! Il ...

CROSTATA con crema DI CACHI, FRUTTA al LIQUORE,

C'è sempre una prima volta! La cassa di cachi che il vicino ci ha regalato è in cantina e i cachi stanno maturando man mano. Da tanto mi intrigava il pensiero di cucinare con questo frutto! Ero titubante e, partendo con l'idea di una crostata, ho pensato che non potevo mettere la frutta semplicemente a mo' di confettura, ma di fare la farcia con la crema a freddo alla quale mescolare la frutta. Come base ho fatto una specie di pasta-brazadela, ovvero una crosta più morbida, un po' lievitata! per la base: 180  g  farina 00 +  1  cucchiaino lievito per dolci, gocce e scorza grattugiata di limone 50    g  zucchero 50    g   burro sciolto 1      uovo intero Mescolare bene farina e lievito, fare la fotana e mescolarvi l'uovo, lo zucchero e il burro, un paio di cucchiai di latte, e fare una palla e per la farcia: 2   cachi maturi frullati 2   uova 1 e mezzo cucchia...

CIAMBELLA DI S.AGATA, O BRAZADELA TENDRA, DOLCE TIPICO PER LA FIERA DI S. AGATA bOLOGNESE IL 5 FEBBRAIO

Ciambella fatta da Agnese, nove anni ieri Agnese, mia nipote, è nata il giorno di S. Agata il 5 febbraio, giorno della Fiera invernale dedicata alla patrona della cittadina. La Ciambella di S. Agata tanti decenni fa si poteva acquistare, oltre al pane, in un negozietto con annesso forno, come trovo descritto nel libricino di ricette della Petronilla, un fornetto  elettrico composto da una teglia che si inseriva in un contenitore a campana, al quale era applicata una presa per la corrente elettrica, e vi si cuoceva di tutto, dai dolci, alle crescenti, carni e pollo. Poche persone, oggi,  chiamano così, m a nominano questo dolce la ciambella dei 3-3-3-1-1. Una semplice ciambella, come la si faceva in famiglia, quando le novità culinarie dalle riviste o dai libri di cucina erano ancora di là da venire! La fama di questa ciambella sembrava essere circoscritta a questo paesino della provincia di Bologna, S. Agata Bolognese appunto... e chi si aspettava che anche in un librin...

BRAZADELA, BELSONE, BENSON

l'arzdòura fa il balsone Forse si pensa che il dolce che sto per descrivere sia obsoleto, dimenticato; invece nelle famiglie, dai fornai, nelle feste di beneficienza, nelle sagre, nei cenoni in piazza, per le gite in comitiva, anche in trattoria, te lo vedi davanti nelle sue forme originarie, a S, a pagnottona piatta affusolata, a ciambella col buco. L'impasto è la base per altri dolci locali tipici, quali zuccherini, raviole, crostate, nei quali il procedimento è lo stesso, avendo però delle piccole varianti o arricchimenti. Un tempo l'uso praticato nelle campagne era la cottura al forno in muratura nell'aia, nelle feste comandate, allorché era finalmente il momento di preparare il dolce. Da noi vige, da secoli, un modo particolare di trattare gli impasti, in cui non si effettua una lievitatura tale da rendere il pane o il dolce soffici, alveolati, ma si ricerca la forma piatta, vedi piadina, crescente, gnocco al forno, o pane di pasta dura alla ferrarese, secc...