martedì 29 gennaio 2008

BRAZADELA, BELSONE, BENSON




l'arzdòura fa il balsone
Forse si pensa che il dolce che sto per descrivere sia obsoleto, dimenticato; invece nelle famiglie, dai fornai, nelle feste di beneficienza, nelle sagre, nei cenoni in piazza, per le gite in comitiva, anche in trattoria, te lo vedi davanti nelle sue forme originarie, a S, a pagnottona piatta affusolata, a ciambella col buco.
L'impasto è la base per altri dolci locali tipici, quali zuccherini, raviole, crostate, nei quali il procedimento è lo stesso, avendo però delle piccole varianti o arricchimenti.
Un tempo l'uso praticato nelle campagne era la cottura al forno in muratura nell'aia, nelle feste comandate, allorché era finalmente il momento di preparare il dolce.


Da noi vige, da secoli, un modo particolare di trattare gli impasti, in cui non si effettua una lievitatura tale da rendere il pane o il dolce soffici, alveolati, ma si ricerca la forma piatta, vedi piadina, crescente, gnocco al forno, o pane di pasta dura alla ferrarese, secco e frollo...
Balsone, bensone, brazadela, ciambella dura:
queste i vocaboli per denominarlo: il dolce è a pasta asciutta, si presta a essere "tocciato" nel lambrusco, ma anche nei vini bianchi, trebbiano, albana, pignoletto...anche nel latte o nel caffelatte della mattina. Va bene per anziani e bambini.




La forma ad S era abbastanza diffusa nei tempi passati
Io ho mostrato l'esecuzione più povera, non arricchita da zucchero in granella, da "bilini" cioè confettini colorati che si trovano anche dal fornaio, è il balsone della madre di famiglia, che vuol dare a figli e nipotini una colazione o merenda nutriente, genuina.




la ricetta:






500 g farina 00 (o anche 400 g farina e 100 g fecola di patate)
200 g zucchero
100 g burro quasi fuso, o molto morbido
1 bustina di lievito per dolci
3 uova (trattenere una parte di tuorlo)
1/2 bicchiere latte freddo
Zucchero semolato grosso, anche granella
scorza grattugiata di limone.






Setacciare la farina sul piano di lavoro, mescolare uova e zucchero con la forchetta e versarli al centro, aggiungere il burro quasi sciolto, la scorza di limone e cospargere la farina con il lievito, impastare e servirsi di latte quel tanto da avere un impasto morbido.




Si mette una carta da forno sulla lastra o in una teglia larga usa e getta, si dà una forma schiacciata, leggermente affusolata agli estremi, o leggermente smussata negli estremi, si incide a grata in diagonale o solo tagli diagonali, si spennella o con solo latte o con rosso d'uovo e latte, si cosparge con zucchero semolato grosso o anche granella di zucchero, si cuoce a forno ventilato a 160-165. per 30-35 minuti.


Deve essere bene asciutta. 
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6 commenti:

Luca ha detto...

Questo dolce me lo faceva sempre la mia nonna, quando la andavo a trovare e lo mangiavo sempre di gusto, perchè e semplice e leggero, e lo abbinavo a un ottimo Caffè - Latte.
I miei nonni sono di Castelfranco Emilia e questo dolce è molto diffuso anche lì, nella tradizione povera, che però in me non si allontenerà mai.

Grazie per aver postato la ricetta.
La mia nonna, avendo perso colpi in memoria non ricorda molto bene la ricetta, ma sono certo che era identico a questo.
Ciao

Luca

ivana ha detto...

Grazie Luca,
mi fa piacere ricevere commenti da giovani!
Il bensone modenese è molto diffuso anche oggi; a Nonantola, sempre provincia di Modena, non lontano da Castelfranco tutti gli anni a Luglio si fa proprio la sagra del BEBNSONE.
La ricetta è praticamente in uso in tutte le famiglie, ed è antichissima!

Grazie e ciao!!!

Gatta ha detto...

Buongiorno!
Grazie per la ricetta...
Io durante la lavorazione ho utilizzato 400 gr di Farina e 100 gr di Fecola .. non sono riuscita ad aggiungere nemmeno una goccia di latte perchè la consistenza era tale da poterlo lavorare..
Le è mai capitato?.

Grazie ancora
Stefania

ivana ha detto...

Ciao Stefania!

Grazie del commento!
Come puoi vedere non è detto che si debba aggiungere latte, solo se è il caso, per avere un impasto morbido, non asciutto, molto dipende dalla grandezza e frescheza delle uova, dall'umidità della farina...ma non inficia il risultato, mettere o non mettere...non preoccuparti!
Consigio però di tenere morbido l'impasto!

Ciao!!!

Alessia ha detto...

Questo blog è bellissimo! Grazie! Oggi ho fatto la mia prima brazadela!

ivana ha detto...

Grazie Alessia!

Mi fa piacere...è una ricetta semplice, ma il valore tradizionale è prezioso!

Un abbraccio!