mercoledì 7 maggio 2008

Lo SCALDALETTO di una VOLTA

Antichi oggetti del contadino, in una casa colonica-museo della Bassa Modenese.


Testo e immagini di ivanasetti



Nelle case di campagna fino ad alcuni decenni fa non esisteva il riscaldamento dell'intera abitazione. La grande cucina aveva il camino e il fuoco scaldava solo questo ambiente o, al limite, la canna fumaria in muratura che attraversava in verticale le camera del piano superiore, dava una specie di tepore, che nelle ore delle notti invernali scemava man mano.


Per togliere il crudo gelo alle lenzuola, nelle stanze da letto sempre fredde, si usava il "prete" che è il telaio di legno da infilare sotto le lenzuola e le coperte, entro il quale si appoggiava la "suora", lo scaldino colmo di braci, ma nascoste nella cenere, per non provocare rischio di incendio!


C'era un"prete" per ogni letto e dopo cena si incaricava sempre qualcuno di portare la "suora" nei rispettivi letti! E nessuno voleva farlo, non era piacevole salire con la candela o la lumiera, per scale fredde e buie....le ombre danzavano minacciose lungo le pareti!

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18 commenti:

Nona ha detto...

Ciao!
Una bella idea, quella del "prete"! Anche se un po' pericolosa! Da noi si usava, almeno a casa mia, prima il mattone riscaldato e avvolto in un panno, poi il ferro da stiro riscaldato sul "fogolèr" e messo sotto le coperte dalla parte dei piedi.
Ciao!

ivana ha detto...

Ciao Nona,

era diffuso dappertutto nella nostra zona, ma i rischi non erano poi così frequenti, quando sono abitudini radicate, non si è sbadati, si sa il giusto dosaggio di brace e cenere, di modo che non vi sia fumo, o qualche legnetto nascosto, insomma anche qui si tratta di "sapienza" delle cose, che l'uomo tecnologico di oggi manco sa più governare!
Grazie ciao!

manuela ha detto...

Ciao Ivana,
che bello questo post, cosi' evocativo di usanze passate!
manuela

ivana ha detto...

Grazie Manuela,

mi fa piacere vederti!!!!
Tantissimo!
Questo mio posticino è un piccolo specchio della mia memoria!

Ci sentiamo!!!
Un abbraccio!

Scarabocchio ha detto...

Anche dalle nostre parti un tempo mooolto lontano si usava una cosa simile, ma non ho idea di come fosse strutturata!
Certo è una cosa ingombrante, ma di sicuro meno dispendiosa di tutti i moderni metodi a corrente elettrica!

;)

ivana ha detto...

Anna,
e ce n'erano anche in misura da lettino!!
Questo era per letto matrimoniale, bello alto e lungo e il tepore si espandeva tutto all'interno , per cui era piacevole entrare a letto, almeno quello era riscaldato e potevi addormentarti senza tremare dal freddo!!!!
Non c'erano neppure i doppi vetri...e magari fessure da spavento, da cui penetravano spifferi d'ogni dove!!!!

Grazie

Ciao!

Claud ha detto...

Ciao, fantastico il prete!! Molto meglio della borsa dell'acqua calda... sai che una mia vicina usa ancora mettere il prete nel letto d'inverno?! Io un po' la invidio!!
;)

ivana ha detto...

Va be', spero abbia il camino per le braci!!!!
Grazie Claud, bello e intrigante il tuo blog!!!

bruchina ha detto...

Lo ricordo ancora molto bene anche io!!!!
Noi lo chiamavamo scaldaletto e quello che mettevamo dentro, era lo scaldino.
Mi ricordo anche che adoravo tenere le mani sullo scaldino nelle ore più fredde della giornata.
Hai ragione a dire che incidenti ne capitavano meno che con le attuali termocoperte elettriche...
ciao

ivana ha detto...

Ciao Roberta!

Va be', tu li chiami alla toscana, mentre noi diamo spesso dei nomi un po' stravaganti e irrispettosi, e dimentichiamo quelli italiani!
Ciao e grazie!

francesca ha detto...

Ivana, ho trovato il tuo simpaticissimo blog cercando una foto di quella che da noi si chiamava monega, suora.

Ti spiace se inserisco la tua foto sul mio blog, linkandoti ovviamente?

Se non ti fa piacere non importa assolutamente, ripassero' da queste parti inogni caso :)

ciao e buone spignattate

ivana ha detto...

Cara Francesca..
ma come mi piace il tuo blog...vengo subito a portarti una mia "curiosità" rubata a Bolzano, circa di questi giorni!!!
Prendi pure la foto...ne ho parecchie della civiltà contadina, delle nostre parti!
Ciao, a dopo!

Un abbraccio caldo caldo!!!!!!
nonna ivana

Anonimo ha detto...

Ciao nonna Ivana, ho dieci anni insieme alla mia mamma stavo facendo una ricerca sul prete e la suora, perchè non riuscivo a capire come fossero non avendoli mai visti.
mi piacciono molto i tuoi racconti ti ringrazio mi sono stati molto d'aiuto e penso che avranno aiutato anche altri bambini come me

ivana ha detto...

Grazie carissimo bambino o bambina, peccato che non hai lasciato il nome!!!
Mi commuove davvero ricevere un commento così carino per i miei racconti della vita contadina!
Ciao e a risentirti, se vuoi.
Un saluto e un grazie alla mamma!
Ivana

Anonimo ha detto...

Mi fa piacere vedere che qualcuno si ricorda dello scaldaletto, proprio due ore fa a pranzo mio padre mi ha detto che vuole farne uno nuovo, esattamente come quello della foto. Quando ero piccolo lo usavamo spesso. Ed io ho provato subito a cercare notizie sul web per vedere se esistevano ancora.

Basta avere l'accortezza di usare tizzoni ardenti e disporli sopra un letto di cenere e poi ricoprirli bene bene con altra cenere.
Poi prima di andare a letto si toglie e via! Non c'è pericolo di rimanere con la corrente attaccata come nello scaldaletto elettrico.
Ci vuole solo un po' di attenzione quando si mette o si toglie il contenitore del "fuoco", ma al massimo si sporca il lenzuolo con un po' di cenere.
Ciao a tutti.
Francesco

ivana ha detto...

Ciao Francesco!
Hai ragione...sei fortunato ad avere un padre che ti può riprodurre una supellettile del genere.
Hai spiegato bene anche tu come funziona...è il sapere di chi davvero lo ha avuto, le accortezze della scelta delle braci e della cenere, la non pericolosità per coloro che conoscono questa "arte"
Grazie del commento
a presto!

Anonimo ha detto...

Quand'ero bambino (anni 1960) in Lombardia questo oggetto si chiamava "la moniga" (suora - monaca - moniga) :-)

ivana ha detto...

Ciao Anonimo!

Mi dispiace di non leggere il tuo nome!!!

Anche in Veneto ha una denominazione come quella che riporti tu!
Nel Bolognese il termine "la sòura" indica appunto il contenitore della cenere con braci, mentre il trabiccolo in legno lo chiamavano "al priit"
Grazie della visita!
Buona serata!!!