domenica 4 maggio 2008

Bigoli (o come si chiamano!)

Mi diverto a preparare la pasta sfoglia anche in modo diverso, secondo il ghiribizzo del momento, studiandomi un primo piatto di pasta asciutta.
Questi li chiamo bigoli, ma non sono veneti, e non uso il torchio specifico, ma semplicemente la mia già vecchiotta (più di quarant'anni!) macchina per pasta, usando per il taglio una trafila, per spaghetti, che è acquistabile come accessorio a parte. Preparo l'impasto nel robot, anche questo non proprio ortodosso per una casalinga bolognese ultrasettantenne...ma tant'è, io mi godo anche gli elettrodomestici. Quindi vedere nelle "Paste Basi" come preparo la "spoja", o pasta all'uovo, con il robot. Altra particolarità dei bigoli di oggi sono la miscela delle farine, la quantità delle uova, e l'aggiunta di acqua...va be', lo leggete in calce nella ricettina!
Passare la pasta solo fino alla 4. tacca della macchinetta.




300 g farina di grano duro
200 g farina 00
3 uova piccole + acqua
1 cucchiaio olio e.v.o.

Mescolare a bassa velocità le due farine nel robot, aggiungere l'olio, le uova uno alla volta a vel. 6, poi acqua fino a che la massa si avvita, quindi togliere dalla ciotola e manipolare a mano per compattarla meglio.
Lasciare riposare la palla di pasta sotto una terrina, per mezz'ora almeno.
Ho tirato con la macchinetta, passando solo dalla tacca 1 alla tacca 4.
Lasciare asciugare un po', quindi passare dalla trafila degli spaghetti.
Si lascia asciugare sulla retina.

4 commenti:

Bibliotopa ha detto...

ma allora, più che bigoli, sono tagliolini! perchè i bigoli dovrebbero avere la sezione rotonda ( questi li faccio anch'io a volte con la macchinetta,a volte divido l'impasto in due, ci metto un po' di spinaci in una delle due metà ed ecco il "paglia e fieno" che vendono a caro prezzo

ivana ha detto...

Ciao Biblio...

guarda che la sezione di questo bigattino mica è squadrata...se ci dovessi trovare l'area, non so a che santo votarmi, visto che ho scordato tutto...

va be' se vedi sono "ovaloidali" o giù di lì, ma proprio perché è una trafila per spaghetti, per la mia macchinetta, negli anni mi sono presa tutta la accessorreria,compreso il motorino!!!
Sto andando a mangiare 'sto pollo veneziano del trecento...guarda anche tu, visto che sei bibliotopa le edizioni di questi libri...magari domani mi metto a contatto con Gianluca (Libreria a BO) e ci faccio un pensierino anche lì!!!!!

bruchina ha detto...

Ho imparato da te il metodo dell'impasto con il robot (comodissimo!!!) ed ora noto che metti 300 gr di farina di grano duro con 200 di 00, mi pareva che tu usassi percentuali diverse delle due farine.
ciao

ivana ha detto...

Cara Roberta,

non ti è sfuggito!!!
L'ho scritto nel post, che non ho eseguito la pasta all'uovo tradizionale, perché qui parlo di un formato da pasta asciutta tipo quella industriale a base di semola di grano duro!
Però non rinuncio all'uovo, che dà un sapore più pieno, aumento però il grano duro, inoltre eseguo anche altri ragù più raffinati, come carne, e mi riescono dei sapori innovativi e "pregiati" (me lo dico io!!!).
Solo per i formati classici bolognesi, quali tagliatelle, tortellini e tortelloni eseguo la "spòia" classica come data nella scuola delle Paste Basi.
Grazie dell'attenzione...mi fa piacere dare in merito alle tue domande il chiarimento del caso, per spiegarti perché scelgo un certo metodo!
Ciao