giovedì 15 maggio 2008

Friggione

Questa è una pallida idea di quello che è il friggione, un piatto tipico bolognese, soprattutto delle campagne, e per questo fa parte della mia memoria culinaria. Non è proprio riproducibile oggi!
Chi mai si mette in cucina, in una di quelle piccole, moderne, dei nostri appartamenti così a stretto contatto di convivenza con condomini o vicini, a pelare e affettare cipolle e con la cottura prolungata inondare tutto il vicinato di effluvi, a dir poco, pregnanti e impregnanti? Con curiosità e nostalgia ho seguito l'estate scorsa l'avventura di un mio anziano, più di me, vicino, che, in assenza della moglie, ha imbastito in un padellone il friggione della sua (e mia) memoria.
Un pomeriggio intero durò l'operazione e man mano che i vicini rientravano dal lavoro, si affollavano al cancello del Sig. Giorgio, ad annusare e commentare. Ne abbiamo assaggiato tutti! Devo dire che fu ottimo!

La foto riprende una cipolla fritta e stufata con pomodoro!

Ci voleva la padella, una fiamma domabile al disotto...strutto od olio, a dir la verità abbondanti, e quando era bello caldo si aggiungevano le anelle di cipolla, ma tanta, perché altrimenti "va a finire in niente", diciamo noi.
La cipolla la si può "addolcire" prima, sia mettendola a bagno in acqua e bicarbonato, che con sale, poi si risciacqua, si asciuga con la carta-cucina; la si fa andare a fuoco dolce, per non strinarla, ma non troppo basso, per non lasciarla molle. Deve diventare una bella massa biondo-castano (mi dà questa impressione, quasi di chioma, vedete voi!), dura parecchio questa fase, anche un paio d'ore, diciamo, poi si aggiungono dei pomodori affettati e sfilettati bene, (qui la geometria di base è una "figura quasi filiforme") e si continua a cuocere, sempre rimestando con cucchiaio di legno o paletta; magari sembra che si attacchi un pochino, ma voi con pazienza rimuovete, ma mi raccomando non aggiungete liquidi, corromperebbero l'amalgama!
Salate verso la fine.

Alla fine, quando il tutto è una massa distinta dalla parte grassa, è pronta da mangiare. E qui si aggiunge il famoso aceto nostrano casalingo, e al disopra si mettono due belle fette di pancetta stesa, arrostita a parte.

Poi le aggiunte, di famiglia in famiglia, sono molteplici......
Questo piatto fa parte delle ricette casalinghe della zona bolognese, a dire il vero la ricetta è registrata alla camera di commercio di BO, proprio come le cose serie della vita economico-sociale.

2 commenti:

unika ha detto...

adoro questo piatto con la cipolla...buonanotte ivana:-)
Annamaria

ivana ha detto...

Hai ragione, Annamaria,

proprio da adorare...sono le cose semplicissime del passato che non si possono dimenticare!!!
Buona notte a te!