giovedì 10 ottobre 2013

MELANZANE IN UMIDO, FRITTATA O I CIBI DELLA MEMORIA

La mia settimana comincia sempre con uno strano sentimento di nostalgia, sarà il pranzo in famiglia della domenica, tra fatiche e gioie del lavoro e della presenza di figli e nipoti, che mi ha fatto riandare ai tempi della mia fanciullezza!
Così la cena del lunedì ha sempre una connotazione diversa, autarchica, come nel secondo dopoguerra, quando, vivendo in e della campagna, si cercava di essere autonomi, e si faceva con quello che si aveva in cortile e nell'orto, perché i soldi mancavano sempre, si dovevano aspettare le scadenze canoniche per i ricavi in moneta dal latte portato al casaro, dal frumento  o dalla canapa portati ai rispettivi consorzi, o qualche entrata dalla vendita di frutta e verdura ai fruttivendoli e poco altro!
Di carne si parlava  poco, vi erano i giorni stabiliti, mentre altri cibi erano ben frequenti sulla tavola, soprattutto di sera...a mezzogiorno un bel piatto di pastasciutta, un po' di radicchio e un frutto, quando era la stagione, bastavano; la cena invece era sempre solo un secondo, per bambini e adulti, o la tazza di caffelatte con pane per l'anziano.
In questi giorni con le amiche si parla proprio di quei tempi, che sono stati quasi gli stessi per tutte noi della campagna...e sull'onda di queste memorie, sola in cucina, con le imposte della finestra già chiuse, la sera scende presto in ottobre, ho tolto tre uova dal frigo e ho preparato una frittata

Testo e immagini di ivanasetti

3  uova fresche di Anna, belle grosse, quasi sempre fuori misura,
un cucchiaio colmo di parmigiano e uno di pane grattugiati, un cucchiaio  giusto di farina, sale e noce moscata, sbattuti insieme, ma non montati, e olio

Nel pomeriggio con una melanzana grossa, di 400 g, avevo preparato un "umido" 

L'umido era un piatto che si cominciava a preparare d'autunno, mamma o zia o nonna, avevano tempo per stare nella cucinona a seguirne la cottura sul piano della cucina economica o anche sul focolare..

Si capiva dall'odore quale cena ci aspettava...era fatta con la base di odori, a volte con anche lardo pestato assieme, e un ortaggio di stagione, che poteva essere la patata, i fagioli, i cavoli, i cardi...e la casa si riempiva di quei profumi inconfondibili.
Non ricordo umidi di melanzane a quei tempi, penso che le piccole melanzane che si riusciva a coltivare nell'orto si facessero solo fritte.
Io naturalmente adotto un mio metodo diverso, non ortodosso!
in due settimane è la quarta volta che le cucino, sempre una alla volta, e in questa maniera mi servono anche come condimento per la pasta, conchiglie, di solito, o fusilli, farfalle, che fanno risaltare di più sapori e colori.
La melanzana era un ortaggio molto usato nella cucina ebraica, che poi è entrato nella  cucina locale, e a Ferrara, Finale Emilia, Cento, dove le comunità ebraiche vivevano da secoli , sono  province (Modena e Ferrara) con le quali noi confiniamo, parecchi piatti hanno anche un'origine  "alla giudia"

Ho quindi  come sposato il nostro umido con la caponata alla giudia, facendo un piatto più ricco da presentare alla mia famiglia, che fu questo
L'eseuzione nelle immagini

La melanzana è stata precotta nel MW! Ho tagliato a fette di circa un cm di spessore, le ho messe tra due piatti e cotte 5' nel MW a 700 W, perdono la loro acqua amarognola, dopo le taglio a tocchetti, le spruzzo di limone e le aggiungo quando la salsa è già pronta, cioù il battuto degli odori  leggermente stufato nell'olio, quindi dei cubetti di pomodoro, basilico, sale e pepe 




Con l'avanzo il giorno dopo ho condito la pasta
Poi ho tralasciato le olive e le uova e ho ripetuto l"umido di melanzane" altre volte..il G. lo gradisce e me la richiede  spesso...altre due melanzane sono infatti pronte nel frigorifero...ma certamente io strolgherò altri piatti...

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6 commenti:

matematicaecucina ha detto...

una volta si faceva la dieta dissociata, carboidrati a pranzo, proteine a cena, per necessità ma si stava molto meglio e non si ingrassava!

Jean(ie) ha detto...

It's autumn here in the Pacific Northwest. It makes me want to eat soup, a food from my childhood. When we were young we ate soup and simple sandwiches for lunch. I'm not overly fond of sandwiches, So I reminisce about the soup.

The caponata looks yummy over pasta. I love eggplant for it's heartiness.

Anonimo ha detto...

Anche io sono nata in campagna, mi ricordo veramente poco, ma mia mamma mi racconta proprio quello che tu hai scritto e io porto avanti questi insegnamenti, infatti a casa mia si mangia frutta e verdura di stagione a km. 0 e NON si butta via nulla che provenga dalla cucina!
Buona notte, Francesca

ivana ha detto...

Ciao matematica...
quando è cominciato il boom del benessere economico si è persa la misura del nutrirsi per vivere, che era un sapere molto più salutare del nostro sofisticatio, che ha bisogno di tecnici per spiegarci come si dovrebbe mangiare, non di ingozzarci!
Buona giornata!

ivana ha detto...

Ciao Jeanie!
I appreciate your wise thinking of our nutrition, depending on our memory, family habbits, place where we live, or lived!

Have a great Friday! We have sunny days, finally!

Big hugs, honey!

ivana ha detto...

Ciao Francesca!
Sì, non bisognerebbe rompere di brutto col passato, i saperi che avevano i nostri padri e nonni erano basati su esperienze lunghissime, mentre oggi con il progresso si hanno dei voltafaccia su tutto, quello che ieri faceva bene, oggi fa male, e quello che oggi pensiamo di fare bene, domani sarà sbagliato...non si finisce di elaborare una conquista scientifica, che si va oltre!
Dalla newsletter del Comune di Spilamberto leggo dello speciale evento di fine settimana...deve essere una cosa interessantissima, nella Rocca Rangoni, con l'assaggio-degustazione dell'aceto balsamico!

Una serena giornata a te e famiglia!
Un abbraccio!