martedì 19 febbraio 2013

CREVALCORE: PORTA MODENA, LA PIAZZA, PORTA BOLOGNA

Da settimane non entravo in Piazza da Porta Modena, lunedì, quindi, con la bella giornata di sole, mi sono incamminata verso Porta Modena...lo so, non mi aspetto un via vai di persone, qualcuno è dal giornalaio, altre al bar, quasi nessuno alla profumeria, o in libreria, dal fornaio pure poco movimento...cammino soprappensiero, rattristata!
All'improvviso sono proprio a Porta Modena, e mi sorprende il movimento di operai, le impalcature, la torretta a vela ingabbiata da tubi, poco visibile l'orologio...stanno mettendo in sicurezza anche questo estremo della piazza, per poi recuperare il voltone e i muri lesionati.
Testo e immagini di ivanasetti


La luminaria natalizia è ancora pendente sul corso, sembra pur essa vigile testimone dei lavori, della volontà di ritrovare i nostri edifici, i palazzi, i negozi...così la gente torna a ravvivare la piazza.
Sento di essere attirata dal mio Centro storico, come da una calamita, tutte le volte che posso faccio la mia camminata, per rendermi conto, per rafforzare la mia speranza.
Guardo la torretta e quelle macchie purulente, vermiglie, sembrano ferite sanguinanti...ci si suggestione anche con piccoli segni sparsi sui muri, o lungo i vicoli, le crepe sul manto stradale, la convessità di certi selciati, i tombini sprofondati, le perdite d'acqua da tubi sotto l'asfalto...ma quello che più colpisce è il silenzio, il vuoto, le finestre chiuse, ma ancor più quelle finestre semiaperte, forse prima di fuggire la gente era alla finestra e voleva rendersi conto di cosa succedesse sotto, nella vie e nella piazza...
Incontro solo delle coppie di anziani, di giovani non se ne vedono, forse nel tardo pomeriggio!

Ecco il municipio, con l'impalcatura già completata sui tre lati, 


La parte est del corso è ancora più immoto, il teatro, tutti i negozi sotto i portici, serrat, nessuno che può più calpestare il pavimento sotto i portici
e dall'altra parte il lungo porticato della banca Unicredit, isolato

Fuori Porta Bologna c'è la struttura provvisoria che accoglie il Comando dei Carabinieri
sulla destra della porta,attaccato alla Porta l'ospedale inagibile, con qualche attività di messa in sicurezza, 


Allungo il passo verso casa, percorro le solite vie e attraverso il piccolo parco...e presso i giardini allungo lo sguardo sulle piante, per vedere se qualcosa della primavera sta manifestandosi sui rametti che sporgano dai muretti..., mi soffermo sempre a mirare il ramo proteso del giuggiolo...e mi chiedo tutte le volte, perché gli uccelli non si sono mangiate le giuggiole, che io, a suo tempo avrei mangiato così volentieri!

Sempre lunedì una scossa nel tardo pomeriggio è stata avvertita anche a Crevalcore...non possiamo proprio dimenticare!

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6 commenti:

Empress Bee (of the high sea) ha detto...

i had heard that another shock happened. i hope since the scaffolding is up that progress will take place and you will have your beloved town back honey.

hugs, bee
xoxoxoxoxo

.TelA ha detto...

Sì, hai ragione, non si può dimenticare.
Oppure, forse, non si deve dimenticare.
Ma non è forse questo il moto che ci tiene lo sguardo in avanti?
Non è forse la nostra memoria che ci porta avanti ad affrontare ogni giorno come fosse il primo come fosse l'ultimo?
Ecco, allora, per come la vedo io, fai bene a passeggiare per come ti attira la calamita, fai bene ad affrontare quello che hai davanti, senza cercare di evitarlo, così a viso aperto, con gli occhi spalanchi sul tuo mondo, così vicino così diverso, apri le braccia per avvolgere le vie e i portici e i muri con la tua bontà, col tuo sentimento.
Non resta che farti i complimenti per la tua capacità, quelle foto le ho anche io nella mente di una passeggiata serale, e le stesse sensazioni di solitudine ne fanno da didascalia.
E non resta che sperare di continuare così, tenendo botta ancora un po', anche con queste cose.

Unknown ha detto...

Carissima nonna Ivana, ho scoperto il tuo blog dopo il terremoto e di tanto in tanto ci butto un occhio, in attesa di rivedere foto di Crevalcore, mentre apprezzo la tua cucina.
Sono di Renazzo e ho conosciuto Crevalcore nel 1986 quando lavorai per un anno al Comune. Poi mi sono trasferita a Palata Pepoli, per amore e portato le mie figlie al nido, amatissimo, di Crevalcore.Ho molto apprezzato la vivacità culturale di questa cittadina.
Ora sono tornata al mio paese natale, ma conservo nel cuore un ricordo carissimo di questa bella cittadina. L'estate scorsa sono venuta assieme a mio marito e ti assicuro che la vista del cento storico mi ha fatto davvero piangere. A dir la verità anche a Cento non siamo messi tanto bene!
Mi fa davvero tanto piacere leggere i tuoi aggiornamenti sulla situazione e condivido lo stesso smarrimento nel vedere il nostri centri storici transennati, silenziosi, feriti....
grazie di cuore Marina

ivana ha detto...

Ciao Bee!

I hope it'll be soon, but we know that these are works for the safety of the buildings, then the biggest damages are inside, and the choise of preserving the old structures needs long times for the remaking of the inside walls and floors and all stuff!

Thank you!

Big hugs!

ivana ha detto...

Grazie, TeIA,
Sì, è triste...mi sembra, con la macchinetta in mano, di violare la privatezza di un malato, ...mi pare inconcepibile che ci siano questi cantieri, come eretti nel deserto, chi arriva in piazza non si ferma a chiacchierare, sembra non fidarsi a percorrere un tratto in più del Corso, se ne scappano...molti pure hanno scordato di venirci!
Per questo temo che si smorzi l'entusiasmo di riprenderci il passato, con tutta la ricchezza della nostra identità!

Mi sembra a volta solo un assurdo incubo... o meglio ci spererei che lo fosse...da cui potersi risvegliare!

Buona notte!!!

Buona notte!

ivana ha detto...

Cara Marina!


Sono proprio commossa dalle tue parole e te ne ringrazio! S?, di Crevalcore ho migliaia di immagini, e solo una minima parte riesco o voglio metterla, per dare a chi è lontano, un'idea di quello che è stato e di come sia faticoso riprendere il filo vitale che ci lega al passato!
Mi fa piacere che tu abbia un bel ricordo del paese e dell'esperienza avuta qui!
Lo so, anche Cento è colpita, è la città della mia giovinezza avendo frequentato lì le medie e il ginnasio liceo!
Non siamo poi tanto distanti, se ti capita, incontriamoci magari nella nuova libreria...sotto al campanile...una cosa che sorprende enormemente, con la chiesa accanto che aspetterà tanto tempo ancora per essere agibile!


Grazie ancora...a presto!

Un abbraccio!