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CREVALCORE: BIGIANI FABIO...I SUOI QUADRI E CARLA CON PRESEPI E DOLCI DELLA TRADIZIONE!

Sono entrata nell'ordine di idee, che sarà sempre più problematico per me compiere quelle gitarelle domenicali, che mi portavano a zonzo per le cittadine vicine a noi, o anche in borghi sugli Appennini delle nostre province emiliane per lo più!
Per questo i miei interessi, al di là della cucina, di cui scrivo già parecchio, tendono verso altri campi, che in un certo senso mi hanno già colpito, che ho sfiorato, ma di cui ho parlato poco!

Villa Ronchi 2005,  da una ventina d'anni apparteneva al Comune di Crevalcore, era la sede adatta per tante mostre e manifestazioni all'interno e all'esterno del complesso, e, mentre anch'io tenevo una mia piccola mostra sulla canapa e il mondo rurale della prima metà del Novecento, in altre sale e logge si teneva  una mostra di pittura...da allora mi era venuto sotto gli occhi un quadro di Fabio Bigiani


Un quadro che risaltava per le dimensioni e mi aveva soprattutto attirato la movimentata azione in primo piano, con colori vivaci, con un sottofondo che idealizzava Crevalcore, con le linee moderne, mentre il fatto descritto era della fine del Duecento, allorché i signori delle città o dei Comuni  facevano battaglie per impadronirsi dei borghi sparsi nelle campagne, per procacciarsi cibo dalle valli, dai boschi, dai coltivi e dai corsi d'acqua
Crevalcore nella Storia"


Testo e immagini di ivanasetti
Il Castello dei Ronchi, nella luce dei girasoli


Nel piccolo atelier di Bigiani, con tanti volumi e fascicoli per le sue ricerche,raccolte numismatiche, collezioni di cartoline, e lavori sul PC per ricerche su Crevalcore.


Garibaldi a cavallo, 
Un carboncino,
Un'alba, un sole dietro il groviglio di alberi ancora in ombra
Un quadro che ricorda la "Tempesta" del Giorgione, sempre un paesaggio con la prospettiva di mura e torri, e il cielo solcato dal lampo
Un paesaggio delle nostre campagne,
 il campo di grano
Un quadro non ancora finito, a tema storico, che riproduce un complesso conventuale, soppresso nel Settecento, mi pare, con la serena geometria fra il verde


Crevalcore nel suo centro storico, ordinato, un salotto pubblico, per l'aggregazione


Bigiani ha una mano educata nel disegno, sensibilità per il colore, sempre misurato, un attaccamento ai luoghi: è un paziente compositore di quadri dignitosi!

E' piacevole conversare con lui, è controllato, sembra timido, ma è pieno di interessi e di impegni, si dedica con costanza alle sue ricerche su Crevalcore, le chiese, le cartoline illustrate, vecchie, del paese, francobolli..

Con la moglie Carla mi posso intrattenere, perché Fabio è fuori per i suoi impegni!
Le piace ricordare le famiglie originarie di entrambi, di proprietari di fondi, condotti con passione e "sapere", quelle qualità che riconoscevo in mio padre, che fra l'altro era amico di quelle famiglie; erano distinti per il  dignitoso comportamento e la convinta rettitudine!
Come ha avuto Fabio il suo approccio con il disegno, la forma, il colore? Nella famiglia della madre c'erano degli ottimi artigiani, fra i quali ricordo un bravo falegname, che aveva costruito i mobili dei miei, una camera da letto in ottimo noce italiano, poi, negli anni Cinquanta una pesante sala da pranzo e anche una poderosa libreria, questa in palissandro...

Carla stessa ha una passione, la collezione di presepi, di piccola dimensione, di diversi materiali e provenienza, una raccolta sui mobili della sala da pranzo delle nostre famiglie del Novecento, con l'immancabile vetrina, la tavola con le gambe tornite, la madia...non ho fotografato molto, e anche senza troppa attenzione, essendo presa dall'ascolto delle vicende delle famiglie, ma siamo d'accordo che riprenderemo il discorso, e ci conosceremo meglio!

 Naturalmente la visita è stata pure molto piacevole, per me, per l'assaggio di dolci tradizionali del Natale, che erano eccezionali...il sapore che ricerco sempre in queste ricette delle famiglie!!!


Grazie a Fabio e a Carla!

Licenza Creative Commons
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Commenti

sounds like a wonderful interesting day with some cake to boot! way to go!

smiles, bee
xoxoxoxoxo
Traveling Bells ha detto…
I agree with Bee...everything is very interesting. Yes, she does love cake! I am so lucky to get to spend next week with her.

Do hope G. and your aunt are doing better. Sending prayers.

Big hugs, honey...
Jean(ie) ha detto…
Wonderful artwork, Ivana. I like the last one the best. It's like a color version of a canaletto etching. I love the perspective and the way he captured the city center.

Have a great day!
.TelA ha detto…
Ho quasi nostalgia per quei sabadoni che ho visto... cavolo è una vita che non incrociano la mia tavola.
Ricorco una volta a teatro a Bologna durante un "Se perdo te" di Vito una ragazza al mio fianco esclamare stupita la domanda "Ma cosa sono i sabadoni??!" in quanto sul palco se ne stavano mangiando un paio... io mi limitai a rispondere "E' roba buona..." per poi presentarli a tavola una sera successiva.
Belle cose. Bei ricordi.
Anonimo ha detto…
Sono sempre belli i tuoi reportage fotografici, in modo particolare quando sono a km. 0 !!! Adoro la collezione di presepi, passione che condivido anch'io nel mio piccolo. Qui nevica! Ciao, Francesca
Paul ha detto…
Hi Ivana. The Christmas traditional desserts I remember just by looking at them. I'm not sure what their names were but I remember how good they were.
Mom is now starting to feel better. Thank you for your prayers. They really helped. She's been allowed to go to the other hospital but she has to wait until the other hospital has a room for her. I called her this morning and she sounded much better. I'm sorry about all the other sicknesses. Around here it is the flu that's coming around. Take care my thoughtful friend.

Paul

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FEGATO di CINGHIALE....à la nonna ivana

Espressamente per Miss BEE and Paul from Canada!!
Per farglielo apprezzare e gustare!




Circa 200 g fegato fresco di cinghiale (caccia)


1 cipolla dorata circa 150 g,
5 pomodorini dell'orto ( ancora di questa stagione...tardivi, quindi non sono molto rossi!)
sale e pepe nero macinato fresco
olio extra vergine d'oliva

Due padelle antiaderenti

Rosolare in due cucchiai di olio, dolcemente, la cipolla tritata, aggiungere i pomodorini a fettine e cuocere una decina di minuti



Intanto mettere 3-4 cucchiai di olio nella seconda padella, scaldare bene, cuocere velocemente voltando un paio di volte le fette di fegato asciugate bene.
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