mercoledì 2 aprile 2008

forno "La Fenice"

Una visita al Forno della Viola, quello della mia memoria, il più prestigioso che ci fosse un tempo nel paese. Da ventidue anni ha cambiato nome e si chiama romanticamente "La Fenice"
Ho incontrato la signora Gianna e la figlia Monica, piene di entusiasmo e passione per il proprio lavoro.
Panificazione tradizionale con levataccia a mezzanotte e mezza...

Questo è il GRANCHIO, una forma di fantasia di Gianna, tutto fatto a mano...una meraviglia, i crostini sono una cosa goduriosa, il pane nostro nella sua espressione più poetica, ma concretamente ottimo!

Un lungo banco con tantissimi dolcetti, focacce, sfogliatine, biscottini di svariatissime forme, dolci classici, crostate, meringhe e....la PINZA, il Bensone farcito con marmellata di prugne ...

e il BENSONE nature, la pasta dolce delle nostre parti, da secoli sulle tavole delle famiglie, ma soprattutto nelle occasioni di feste della comunità

Innovazioni ci sono, un esempio: le PIZZETTE, fatte con la Pasta Viennese, che mi intriga, devo vedere come si può realizzare in casa!

Sono ben ricoperte di pomodoro e mozzarella, sono la gioia dei bimbetti a spasso con le nonne!


Qui arriviamo alla mia forma della memoria, che Gianna ha confezionato a mano ed esposta in vetrina: E' stato l'invito più sentito per farmi entrare.
Veniva confezionato in casa mia, nella campagna anni quaranta, per l'infornata settimanale e cotto nel forno ben scaldato dalle fascine di legna!

Qui la ciupèta ferrarese, il pane IGP conosciuto dal tardo Medioevo, alla corte degli Estensi a Ferrara.
Ancora oggi anche la nostra zona mantiene questa usanza. E' un pane particolare, pregiato,un po' costoso, anche perché quando si comincia a mangiarne, non si smette più!



Il Pane.....


Il pane è la mia passione: non posso passare davanti a un forno senza sbirciare nella vetrina alla ricerca delle forme di pane antiche o nuove.
Naturale che le antiche forme e soprattutto quelle tradizionali mi mandano in visibilio... e non posso non fotografare!









2 commenti:

Bibliotopa ha detto...

curioso il variar dei nomi come ci si sposta .. qui la ciupeta sarebbe un cornetto, e la s'ciopetta triestina è un panino rigonfio..

ivana ha detto...

Ciao!
Sì, i nomi sono un vero problema per capirsi interegionalmente, tra tagli di carne, verdure, forme di pane ecc...
ciupeta è "la doppia", la ciòpa, mentre nel nostro dialetto s'ciopa, sarebbe forma verbale da s'ciupèr "scoppiare"...
Abbiamo una infinità di forme, ma quelle più fedeli al pane antico nostrano sono queste...poi abbiamo il panino-barillino, il montasù, il ragnetto, il cornetto ecc...e altre forme fantasiose dei panettieri!!!