domenica 10 febbraio 2008

Paparucc' o Paparòt





Paparucc' o paparòt
A Nonantola si ripete ogni anno, in autunno, la simpatica sagra: "Sòghi saba e savòr " .
Sono tre tipiche produzioni della zona a cominciare dai "Sòghi" una crema a base di mosto fresco e farina, la "saba" altro prodotto col mosto fresco, che dopo lunghissima sottobollitura diventa il mosto cotto, base per il famoso aceto balsamico tradizionale di Modena.
Il Savòr è la confettura di frutta autunnale cotta alungo nel mosto d'uva.
Ma qualche out-sider c'era ugualmente, parlo dei paparucc o paparòt, che sono a base di polenta e ragù, derivanti dai paparucc antichi, che avevano solo un soffritto di fagioli borlotti.Quindi vi documento questi ultimi, che venivano preparati in un ridotto stand-bancarella, dove dei volonterosi signori di una non ben definita Consorteria di un vicino paese, facevano i vari passaggi, e offrivano ai visitatori l'assaggio del prodotto finale, i triangolini fritti!
Un bel paiolo fumante, il bel giallone della polenta che sobbolliva, ploffando, un bel mestolone in legno che ramigava e un saporito ragù di carne, fino fino, che vi occhieggiava dentro.
Accanto c'erano i piatti usa e getta, pronti per essere riempiti e venduti a coloro che si volevano fare un bel pasto caldo, piatto unico, per il mezzogiorno o la sera. Al centro dello stand c'era un profondo padellone rettangolare con olio fumante che aspettava i triangolini di polenta già stesi e tagliati, passati nella farina. Di questi ho preso un assaggio, e avevo già addentato, che mi è sovvenuto della foto...sapete, il profumo e la voglia di mangiarmelo mi aveva fatto dimenticare la fotocamera a tracolla.
Ricetta a braccio:
farina 1 : acqua 5 e anche più
ragù di carne diciamo un etto a litro di acqua (anche qui si va ad occhio!)
sale, quello che ci vuole.

Bollire da un'ora in su.Il ragù deve essere sgrassato e non a base di burro, solo odori e carne macinata di manzo e maiale , poca passata di pomodoro. Va aggiunto circa a metà cottura della polenta.

2 commenti:

ABBI FIDUCIA NEL SIGNORE ha detto...

D a noi anche si fanno con la farina gialla in cui vengono aggiunti iciccioli di maiale e poi fritti , da noi li chiamavano scagliuozzi,:-))Ciao ivana grazie di averli riportati alla mia memoria.Annamaria

ivana ha detto...

Grazie Annamaria!!!
Quindi un cibo in parallelo con anche la nostra tradizione!!!
Un tempo in fondo erano quelli gli ingredienti che si avevano a disposizione, però le cose che si facevano erano ottime!
Qui da noi li troviamo alle sagre, ed è una bellissima cosa, così anche i giovani li conoscono!!!

Ciao, grazie!!!